Faraway | Recensione

103

Che cosa succede se un editore avvezzo alle storie intime accoglie un puzzle arcade? Nasce qualcosa che promette bagliori e orbite in cambio di molta pazienza.

Faraway è un titolo minimalista a un solo pulsante, in cui si guida una stella cadente (una piccola cometa) attraverso un universo generato proceduralmente. È pubblicato da Annapurna Interactive ed è opera quasi interamente di una sola persona, Steph Thirion, autore del mobile Eliss. Esce il 5 novembre 2026 su PS5, Xbox Series, Switch, Switch 2 e PC.

Versione provata: PS5

Un tasto, un’orbita

L’opera rinuncia a un impianto narrativo articolato e ci cala direttamente nell’azione. Ci immedesimiamo in una cometa che si sta spegnendo, ma che si mantiene attiva collegandosi alle stelle e formando nuove costellazioni.

Il sistema di controllo si riassume presto: tenendo premuto X ci si aggancia all’astro più vicino e lo si orbita, mentre il rilascio ci scaglia verso il prossimo bersaglio. Angolo e istante dello stacco fissano velocità e direzione, e un anello di anteprima vira al rosso quando la spinta raggiunge il massimo. Il resto è meno lineare, dato che la protagonista può curvare in un solo verso: per invertire la rotta bisogna frenare oppure girare a vuoto perdendo slancio, e a volte l’aggancio cade su un corpo celeste diverso da quello scelto. Nelle zone cerchiate di rosso il cronometro si blocca e comincia la parte seria: orbitando tra le stelle si stende un filo dorato che non può incrociarsi né sfiorare sé stesso, e uscire dall’area chiude subito il disegno. Le figure ampie e intricate fruttano secondi preziosi, gli anelli chiusi spingono il moltiplicatore e toccare ogni stella presente raddoppia il bottino finale.

La modalità principale, battezzata Faraway, è una corsa infinita in un cosmo rigenerato a ogni partita, dove i punti fanno salire di livello e ingrandiscono le zone. A essa si affiancano sedici rompicapo fatti a mano, ciascuno con tre gradi di valutazione, e varianti prive di timer come gli Echo, in cui si ricalca una figura assegnata, e gli Ascent, che premiano il percorso con più anelli.

La vera barriera, tuttavia, rimane la curva d’apprendimento. Il tutorial iniziale dura poco e offre i primi successi, ma lascia nell’ombra il meccanismo dei moltiplicatori, che si decifra a forza di errori, e nemmeno la difficoltà più bassa concede tregua. Basta uno scarto di pochi millisecondi nel rilascio per finire dal lato sbagliato di un astro e rifare la figura da capo, anche dopo mezz’ora di prove; per fortuna le ripartenze sono immediate e smorzano parte della frustrazione.

Luci vivide e quasi psichedeliche si stagliano su un cielo buio, tra scie al neon e leggeri effetti particellari che brillano sui televisori grandi, con una leggibilità intatta pure nei momenti più concitati. I sintetizzatori analogici, gli arpeggi e le linee di batteria seguono il ritmo delle manovre e mutano insieme alle evoluzioni a schermo. Anche sul piano tecnico tutto scorre fluido e privo di cali, un risultato di tutto rispetto. Il DualSense, con vibrazioni e grilletti adattivi, accompagna l’effetto fionda senza mai imporsi.

7
Conclusioni
Riassunto

A seconda di quanto si ami ripetere, Faraway può diventare un’ossessione o una seccatura. Una volta padroneggiate le tecniche avanzate la corsa infinita rischia di adagiarsi su un andamento troppo prevedibile, e chi cerca qualcosa oltre ai record troverà poco. Con pochi euro però, possiamo ottenere una sfida pulita e coerente per chi ama inseguire i punteggi, ossia coloro per cui il gioco è consigliato.

Pro
Meccanica originale Incipit introspettivo Stile audiovisivo ben studiato e coerente
Contro
Apprendimento lento Longevità limitata
    Scritto da
    Marco "Mr. Mark" Corazza

    Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.

    Scrivi un commento

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Articoli correlati

    7

    Stupid Never Dies | Recensione

    In un mercato sempre più affollato di roguelite, riuscire a distinguersi è...

    7.8

    Stellar Blade Complete Edition | Recensione

    Stellar Blade, primo progetto console dello studio sudcoreano Shift Up, torna per...

    7.8

    Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered | Recensione

    Pochi giochi su licenza possono vantare lo status di cult di Godzilla:...

    7

    Pardon My French Toast | Recensione

    Un titolo che è un gioco di parole, un protagonista che è...