[RECENSIONE] Castlevania 4 è ora disponibile su Netflix. È la stagione più riuscita

Di Chiara Ferrè
15 Maggio 2021

Dal videogioco anni Ottanta intitolato Castlevania III: Dracula’s Curse è nata l’ispirazione di Warren Ellis per la serie animata targata Netflix, che dal 13 maggio 2021 si arricchisce della sua quarta stagione. Castlevania 4 prosegue direttamente le vicende della stagione 3, portando avanti l’avventura di Alucard, l’algido figlio di Dracula, il cacciatore di mostri Trevor Belmont e la sua compagna Sypha Belnades. Ma il cast della quarta stagione ha anche delle new entry.

La stagione 4 di Castlevania è un tripudio di azione, scene visivamente d’impatto e dialoghi ben scritti, per una conclusione a dir poco degna del viaggio gotico e pregno di stile alla quale la serie d’animazione ci ha abituati.

Questa recensione non contiene spoiler.

Tutti contro tutti

La trama di Castlevania 4 riprende esattamente da dove ci eravamo fermati. La quarta stagione dà il giusto spazio a tutto il ricco cast di personaggi che abbiamo imparato ad apprezzare nelle precedenti avventure, dai protagonisti fino alle conquistatrici vampire Carmilla, Lenore, Morana e Striga. Chiunque sia il vostro personaggio preferito, la quarta stagione difficilmente vi deluderà, perché riesce a dare una conclusione dignitosa a ciascun filone narrativo, senza trascurare particolarmente nessuno.

Alucard ha perso sé stesso e vive ormai privo di ideali nella solitudine più tetra del castello che ha tristemente ereditato dal padre, ormai immobile e sepolto in un alone di morte e abbandono. Un inaspettato grido di aiuto lo risveglierà ben presto dal suo torpore, dandogli una nuova spinta per vivere e per combattere la truculenta lotta a difesa dell’umanità.

Trevor e Sypha sono sempre più stanchi e pessimisti, schiacciati dall’infinita guerra che sembrano destinati a combattere giorno dopo giorno. Nuovi nemici si parano davanti a loro decisi a distruggerli: il pericoloso vampiro Varney porta avanti il suo personale piano per riportare in vita Dracula e vanificare le imprese precedentemente compiute, ma non è il solo a voler giocare con la vita e la morte attraverso oscuri rituali. Saint Germain diventa in questa quarta stagione un personaggio cruciale, l’anello di congiunzione attorno al quale ruoterà la fase decisiva dell’avventura.

Ma i filoni narrativi non finiscono qui: Isaac, il mastro fabbro, impreziosisce la propria orda di demoni che diventa di giorno in giorno più minacciosa, dotata di forza e senno. Il suo esercito si contrappone direttamente a quello di Carmilla e delle sue sorelle, intente a portare avanti un truculento piano di conquista del mondo a discapito della razza umana tanto disprezzata. Tra le loro fila spicca Hector, l’altro magico forgiatore, che sembra essere stranamente calmo durante le prime fasi della narrazione, come se si fosse ormai abituato alla sua condizione di prigioniero. Starà tramando nell’ombra per ribaltare la situazione?

Tutti questi personaggi vecchi e nuovi convergeranno in un unico punto sul finale della stagione, in una grande esplosione di scontri ed epocali colpi di scena: gli amanti dei videogames troveranno pane per i loro denti e dei… boss finali davvero degni di nota!

Un crescendo esponenziale

La scrittura di Castlevania 4 è fluida, interessante. Le numerose scene di azione si controbilanciano efficacemente a lunghe disquisizioni tra i personaggi, impreziosite da monologhi che approfondiscono la personalità, le credenze, i sentimenti e la filosofia di ciascuno. Castlevania è sempre stata una serie animata dalla qualità altalenante, con tempistiche un po’ troppo dilatate in certe parti. La quarta stagione migliora anche in questo, dando allo spettatore il giusto tempo per respirare e ragionare senza mai annoiarlo grazie alle numerose e ampie scene d’azione che vengono alternate ai dialoghi.

La crescita dei personaggi è evidente: Alucard ritrova un sé stesso più fanciullo, più spensierato. Il suo desiderio di calore umano riemerge, anche se il temibile vampiro cavaliere avrà non poche occasioni per sfruttare i propri poteri in battaglia. Trevor e Sypha sono turbati, tesi, ma la loro complicità è commovente e sempre più intensa. I due personaggi si completano alla perfezione e si confondono: Trevor è più riflessivo, meno strafottente. La paura di morire e di perdere la persona che ama lo sta cambiando. Sypha resta una combattente incredibile, ma in lei vengono anche esaltate le doti più strategiche e organizzative, fondamentali alla salvezza dell’umanità ormai in ginocchio. La personalità di Carmilla e delle sue sorelle viene approfondita con interessanti retroscena, mentre il rapporto tra Hector e Lenore diventa qualcosa di più sottile e ambiguo. Isaac, infine, assume sempre più l’aspetto del condottiero-filosofo, anche se per diversi aspetti le sue vicende ci hanno ricordato in parte un altro famoso personaggio fantasy: Daenerys Targaryen.

Game of Thrones, is that you?  

L’epicità della quarta stagione di Castlevania è evidenziata dalla resa scenica, che punta a coinvolgere lo spettatore attraverso trovate visive molto d’impatto. Dall’iconico castello di Dracula che si staglia contro uno spicchio di luna, a saloni completamente invasi da fiumi di sangue fino alle epiche battaglie tra umani e mostri, l’influenza di altri show molto apprezzati come Game of Thrones si sente e non può che farci piacere.

La serie d’animazione, da sempre abbastanza cruenta, raggiunge qui livelli di gore non trascurabili (pur abbandonando invece del tutto il risvolto sessuale che aveva intrapreso durante la terza stagione): se mal tollerate sangue, arti strappati e budella esposte, pensateci due volte prima di cimentarvi nella visione.

Fiore all’occhiello della scrittura sono i dialoghi: briosi, divertenti, intricati al punto giusto, alternano dei botta e risposta esilaranti e dinamici a monologhi più filosofici, tra doppi sensi e un tocco di trash che non guasta mai.

In Castlevania 4 però c’è spazio anche per le lacrime: la commozione, soprattutto negli ultimi episodi, è quasi inevitabile ed è possibile propro grazie alla crescita dei vari personaggi e agli approfondimenti sulla loro psicologia, che hanno concesso allo spettatore il tempo di immedesimarsi e affezionarsi.

Dal punto di vista tecnico infine, il balzo in avanti è evidente: le animazioni, seppur a tratti ancora scattose, risultano decisamente più dinamiche e fluide rispetto alle precedenti stagioni, riuscendo a rendere i momenti cruciali un vero piacere per gli occhi. Il design dei personaggi e la loro caratterizzazione resta un vero gioiellino, così come i dettagli che vengono dedicati agli sfarzosi interni dei palazzi, ai paesaggi, alle esplosioni, alle armi, al vestiario.

Ultima nota di merito va al doppiaggio: l’originale ripropone un cast di eccezione (Richard Armitage nei panni di Trevor Belmont, James Callis nel ruolo di Alucard e Alejandra Reynoso in quello della maga Sypha Belnades. Billy Nighy è invece Saint Germain). Anche la versione italiana è godibile.

Castlevania 4 supera le precedenti stagioni sotto ogni aspetto, dando alla narrazione una conclusione soddisfacente e difficile da dimenticare. Qualche spiraglio per un eventuale proseguimento delle vicende resta, anche se il decimo episodio non lascia con l’amaro in bocca e non necessita di ulteriori approfondimenti per considerarsi autoconclusivo.

Tra fiumi di sangue, colpi di scena e approfondimenti, la storia di Alucard, Trevor e Sypha raggiunge il suo apice in una scrittura dinamica e profonda, che dimostra la sua maturazione dal 2017, anno di pubblicazione della prima stagione, a oggi.



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Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme: vivo di cinema, libri, videogiochi e serie TV. Durante la settimana scrivo, osservo il mondo e vedo gente. Nel tempo libero scrivo (sì, di nuovo), disegno, videogioco.




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