Addio ai piatti di plastica, da oggi la UE li vieta (e diventa un po’ più ecologica)

Di Andrea "Geo" Peroni
3 Luglio 2021

Oggi, 3 luglio 2021, è una data che, speriamo, verrà ricordata: da questo momento in poi, siamo diventati ecologici. Un po’ più ecologici, perlomeno, ma si tratta di un buon primo passo nella giusta direzione.

Approvata nel 2019, la direttiva dell’Unione Europea SUP (Single Use Plastic) entra ufficialmente in vigore da oggi, e chiude di fatto la produzione e l’utilizzo di una gran quantità di oggetti realizzati in plastica monouso.

La direttiva nasce ovviamente come risposta al disastro ecologico che i rifiuti di plastica stanno provocando in tutto il mondo, specialmente per quanto riguarda il mondo marino ma non solo. L’Unione Europea, in accordo con le rigide regole per la tutela dell’ambiente che devono e dovranno essere messe in atto da qui ai prossimi anni, ha in previsione di ridurre la quantità di rifiuti di plastica del 50% entro il 2025, e dell’80% nei cinque anni successivi.

Il primo importante passo diventa ufficiale a partire da oggi in Italia, dove la direttiva SUP entra in vigore e mette al bando una gran quantità di oggetti di uso domestico ai quali eravamo abituati, alcuni dei quali di uso quotidiano.

Preparatevi quindi a dire addio a piatti e cannucce di plastica tipici delle grigliate estive in compagnia, così come a cotton fioc, palloncini, bottiglie di plastica non biodegradabile, tappi, coperchi, tazze in polistirolo espanso, assorbenti igienici, i tamponi, le salviette umidificate e a tantissimi altri oggetti che non saranno più ammessi sul mercato dell’UE in quanto non biodegradabili al 100%.

La direttiva SUP dell’Unione Europea avrà alcune importanti ripercussioni sull’industria alimentare. Con le nuove regole in vigore da quest’oggi, sono infatti vietati i tradizionali contenitori per i piatti da asporto – in plastica e derivati, che saranno quindi sostituiti da contenitori in plastica completamente biodegradabili oppure in carta e cartone.

Ripercussioni anche per l’industria del tabacco, in quanto le aziende dovranno cambiare la produzione dei filtri per sigarette.

E in Italia, cosa accadrà in particolare?

Come segnala RTL, la direttiva SUP creerà qualche grattacapo in più nel nostro Paese, storicamente uno dei maggiori produttori di oggetti realizzati con plastica monouso. L’Italia, dati alla mano, gestisce ben il 60% dell’intero mercato comunitario della plastica usa-e-getta, per un giro di dipendenti che si avvicina ai 2800 lavoratori e un fatturato da 815 milioni di euro all’anno.

Il governo italiano e Confindustria sono attualmente in fase di trattative con l’UE per limitare i divieti, specificatamente per quanto riguarda gli oggetti in plastica compostabile (il cui smaltimento in ambiente è rapido) e gli imballaggi in carta plastificata (che hanno contenuti in polimeri inferiori al 10%), due tipologie di prodotti sui quali si basa gran parte del settore nell’industria italiana.

Fonte




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