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Burnout e Need for Speed sono serie morte: Criterion pensa solo a Battlefield

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Come se già non bastassero le segnalazioni dei mesi scorsi, oggi è la stessa Criterion ad annunciarlo in via ufficiale: le serie di Burnout e Need for Speed sono definitivamente morte, e non sono in sviluppo nuovi giochi.

In un interessante articolo di IGN realizzato per celebrare i 30 anni dalla nascita di Criterion Games, c’è un passaggio che cita il futuro (inesistente) delle due serie racing arcade. Come forse saprete, Criterion è nota soprattutto per la serie di videogiochi di Burnout, una delle più iconiche nell’era di PS2, GameCube e Xbox, che tuttavia non ha un nuovo capitolo dal 2008 – evitiamo il dimenticabile spin-off Burnout Crash.

Nel 2010, EA affidò a Criterion la serie Need for Speed col compito di rilanciarla. Tra alti e bassi, Criterion si è dedicata al franchise fino al 2022 con NFS Unbound, e oggi, dopo quasi 4 anni dall’uscita di questo titolo, i fan si chiedono quale sarà il futuro della serie. Un futuro che, purtroppo, non c’è.

Rebecka Coutaz, vicepresidente e direttrice generale di Battlefield Studios Europe, ha liquidato velocemente la questione nell’intervista con IGN quando le è stato chiesto se ci sono piani per il ritorno di Burnout e Need for Speed: “Non siamo qui per parlare del passato.”

Da alcuni mesi, Criterion è finita nell’orbita del franchise di Battlefield, con lo studio che sta fornendo supporto a DICE e gli altri team a Battlefield 6 e REDSEC. Criterion aveva già collaborato ad altri titoli della serie sparatutto in passato, tra cui Battlefield 1 e Battlefield V.

Il messaggio è chiaro: Need for Speed e Burnout non torneranno, e non ci sono nuovi giochi in sviluppo. Queste la laconiche parole di Coutaz:

Ci concentriamo esclusivamente su Battlefield.

Una scelta che spiazza i fan di entrambe le serie. Se è vero che Need for Speed ha alternato grandi titoli a esperienze molto meno riuscite, è altrettanto vero che parliamo di una delle serie più iconiche della storia dei videogiochi. Allo stesso tempo, considerando il successo e il sentimento che ancora oggi molti provano ricordando i giochi della serie Burnout come Takedown e Paradise, sembra assurdo che EA non voglia tentarne un rilancio.

Cosa ne pensate?

Fonte

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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