Hacker, DDOS, PSN e Xbox Live – Un 2014 problematico

Di Andrea "Geo" Peroni
26 Dicembre 2014

25 dicembre 2014, un altra data che, per i videogiocatori, sarà ricordata come funesta. Per quanto ne possano scrivere haters o quei pochi fortunati che sono riusciti ad accedere ai servizi di PlayStation Network o Xbox Live, la verità è una sola: LizardSquad è ancora in attività e ha colpito proprio nel giorno di Natale, mandando offline la stragrande maggioranza degli utenti dei due servizi sopra citati. E, come molti sapranno, non è la prima volta che questo accade, e il cattivo presagio che non sia neanche l’ultima esiste.

lizard_squad

Agosto 2014

Il caso più famoso è sicuramente quello del 24 agosto 2014, la prima, vera manifestazione dell’esistenza di Lizard Squad. Ad essere colpito è il PlayStation Network di Sony, ma poche ore dopo seguirà un attacco DDOS anche a Xbox Live, con conseguente chiusura dei servizi per circa 2 giorni per manutenzione. Una paura che ha fatto riaffiorare alla mente il grave attacco subito dal PSN nel 2011, quando Anonymous, per dimostrare la debolissima sicurezza del servizio, penetrò a fondo nei sistemi, costringendo Sony ad una chiusura totale dei server per circa 1 mese e ad un rifacimento del servizio, per renderlo ovviamente più sicuro. Per nostra fortuna, Anonymous, pur essendo un abile gruppo di hacker, era intenzionato ad una sola cosa, ovvero rendere la nostra esperienza più sicura, a dispetto di quanto si potesse immaginare inizialmente. Nel 2014, invece, arriva Lizard Squad, con i suoi primi attacchi DDOS datati appunto 24 agosto, e che ha uno e un solo scopo: infastidire. Un attacco DDOS non ha come scopo quello di rubare dati sensibili (come carte di credito o password), e nemmeno quello di dimostrare la debolezza di un servizio, ma semplicemente è un modo per sovraccaricare di richieste PSN o Xbox Live rendendoli inagibili e inadatti a sostenere una tale mole di utenti (inesistenti). La piccola crisi dell’agosto 2014 venne risolta, ma quello fu solo l’inizio.

Settembre 2014

Settembre si porta con sè Destiny, GTA V su next-gen, l’inizio della scuola e il ritorno di Lizard Squad. Obiettivo dell’attacco sono stavolta i server di due giochi, Destiny appunto e Call of Duty: Ghosts, che vengono resi inagibili per quasi un giorno. Il senso di tale attacco? Ancora sconosciuto. E Anonymous, nel frattempo, comincia a infastidirsi…

socialhacker

2 Dicembre 2014

Dopo mesi di silenzio, intervallati da comunicazioni su Twitter da parte del gruppo di hacker, Lizard Squad torna a farsi sentire, e decide il 2 dicembre 2014 di colpire solamente Xbox Live con un nuovo attacco DDOS. Fortunatamente, Microsoft interviene praticamente all’istante, bloccando il servizio per alcune ore e ripristinandolo repentinamente. Ancora una volta, però, sono solo gli utenti ad essere danneggiati da questo attacco.

La guerra contro Anonymous

Lizard Squad, grazie a questi attacchi, diventa in pochi mesi uno dei gruppi di hacker più famosi in tutto il mondo, e ciò ovviamente non passa inosservato agli Anonymous, probabilmente il gruppo più conosciuto. Mentre nei mesi precedenti i due gruppi si erano solamente scontrati a parole, a metà dicembre Anonymous, stanco del fastidio provocato agli utenti da parte di LS, decide di passare all’azione vera e propria. Hackerando lo stesso gruppo di hacker, Anonymous consegna nelle mani dell’FBI indirizzi, nomi e cognomi dei membri di Lizard Squad, che grazie ad una rapida operazione vengono arrestati. Ma sarà davvero così?

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Natale, giorno funestato dai Lizard

Come tutte le erbacce, Lizard Squad è difficile da estirpare, e il giorno appena trascorso ne è la prova. Dopo aver minacciato per un mese di colpire Xbox Live e PSN proprio nel giorno di Natale, l’arresto dei membri di LS sembrava aver rassicurato gli utenti di tutto il mondo, ma qualcosa deve essere andato storto. I Lizard Squad, infatti, si sono nuovamente rivelati, e hanno attaccato senza motivo tutte le piattaforme, a dimostrazione, forse, della loro superiorità. E’ quindi partita istantaneamente una nuova battaglia contro i Finest Squad (gruppo affiliato ad Anonymous), che hanno, in poche parole, respinto l’attacco DDOS a Sony e Microsoft, riportando la situazione alla serenità dopo ore travagliate. Ma ancora una volta ci chiediamo: qual è lo scopo prefissatosi da questi Lizard Squad? Perchè per loro è talmente importante dimostrare la loro superiorità danneggiando milioni di bambini e ragazzi in tutto il mondo? I videogiochi devono essere un modo per unire, per far divertire e aprire nuove amicizie, non possono essere il campo di battaglia per una guerra cibernetica per la supremazia su chissà quale altra entità del web. Ma tant’è, per quante domande ci porremo, la questione è sempre una: esisterà SEMPRE un Lizard Squad che entrerà in azione per rompere le scatole a noi poveri utenti. E noi, purtroppo, non potremo farci nulla.

Infine, un piccolo pensiero su quanto successo in questi mesi, che credo condivida tutto lo staff di Uagna.it. Mi rivolgo, in prima persona, a tutti coloro che cercano costantemente di commentare in maniera negativa a queste news, su attacchi hacker e DDOS, forse spinti da un semplice e primordiale odio nei nostri confronti, o forse incapaci di accettare la realtà e informarsi sui fatti. Ragazzi, se un organo di stampa, che può essere il New York Times quanto Gamespot.com, riportano una news che riguarda un attacco hacker, la nostra prima preoccupazione è INFORMARE tutti voi di quanto sta accadendo, cercando ovviamente di verificare l’attendibilità della cosa. Essendo attacchi DDOS, inoltre, sarà IMPOSSIBILE che nessun utente riesca ad accedere, ed è invece ovvio che ci saranno casi in cui qualche videogiocatore fortunato sarà riuscito ad inoltrare la richiesta di accesso e sarà in gioco a divertirsi. Inoltre, come già detto, queste news servono ad INFORMARE, non a fare propaganda per una console piuttosto che per un’altra: se Lizard Squad decide di attaccare Xbox Live piuttosto che PSN, noi ovviamente vi diremo questo, e non altro. Un concetto che, purtroppo, a qualcuno sfugge sempre. Qualcuno che, senza neanche informarsi, inizia ad etichettare le persone e a riferirsi ad esse con epiteti poco felici. In futuro, prima di fare una figuraccia (magari come nel caso della manutenzione POST ATTACCO di ieri, e NON PROGRAMMATA come da alcuni hanno affermato) commentando in maniera inopportuna, pensateci bene: prevenire è meglio che curare.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.