I 10 videogiochi più deludenti del 2013-2014

Di Andrea "Geo" Peroni
13 Novembre 2014

E’ ormai un anno che le console di nuova generazione, PlayStation 4 e Xbox One, sono sul mercato. Con loro, sono arrivati tante nuove IP, così come tanti sequel di famosi brand, ma al contempo non si può sempre parlare di ottimi titoli. Nonostante, infatti, tutto il lavoro svolto per proporre delle line-up iniziali degne di essere ricordate, i videogiochi non sempre sono riusciti come i giocatori desideravano.

E’ proprio per questo che oggi andremo a vedere i 10 giochi più deludenti usciti nel periodo tra l’autunno 2013 e l’estate 2014, coprendo quindi circa 1 anno. Una classifica particolare, in quanto non ci focalizzeremo tanto sui videogiochi peggiori dell’ultima annata, quanto su quelli che non hanno rispettato le promesse iniziali e quelli che hanno rappresentato, come da titolo, delle vere e proprie delusioni, soprattutto in rapporto alla grande attesa generata intorno ad essi dalle software house e dai media. Nella classifica, infatti, non abbiamo inserito giochi da non acquistare, ma titoli che non ci hanno dato quanto volevamo. Nei commenti ci piacerebbe sapere cosa ne pensate di questa classifica: siete d’accordo? Avreste inserito altri titoli? Detto questo, cominciamo subito.

10 – Knack

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Presentato come l’erede dell’indimenticato Crash Bandicoot, Knack ha fallito nella sua missione, ovvero quella di diventare una potenziale mascotte per PlayStation 4. Il gioco non aveva pienamente convinto all’inizio, e i dubbi generali sono diventati un dato di fatto al momento dell’uscita: una grafica non all’altezza, una storia molto lineare, e fasi platform ridotte praticamente a zero. Davvero questo è il meglio che si poteva proporre con Knack?

9 – Ryse: Son of Rome

Ryse: Son of Rome - Nuovo video sul multiplayer "Patch"

Microsoft aveva bisogno del suo Kratos. Un’icona come quella del Fantasma di Sparta aveva fruttato milioni nelle tasche di Santa Monica Studio e della Sony, e per questo anche la casa statunitense decise di puntare su un determinato periodo storico, affidandogli un personaggio che potesse diventare iconico e una storia ricca di colpi di scena. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Ryse è finito tra i giochi più deludenti di Xbox One, tant’è che il sequel già programmato è stato per il momento accantonato. Il momento non finanziariamente fortunato di Crytek non ha quindi subito benefici dall’uscita di Ryse, titolo pensato più per mostrare la potenza grafica (eccellente) di Xbox One che per raccontare una bella storia. Tra le più aspre critiche c’è anche quella dei Quick Time Event, che, oggettivamente, sono davvero troppi in questo gioco.

8 – Killzone: Shadow Fall

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Se Ryse non ha entusiasmato su Xbox One, la stessa cosa si può dire di Killzone: Shadow Fall, FPS sviluppato da Guerrilla Games e esclusiva di punta di PlayStation 4. Una grafica spettacolare, 60 fps fissi che donano un’idea di fluidità mai vista prima, ma cos’altro c’è? Nulla: una storia breve e poco coinvolgente, personaggi che non convincono, un finale che lascia l’amaro in bocca. Da lodare le splendide location realizzate dai Guerrilla, e l’introduzione del drone alleato, ma da un titolo del genere si aspettava molto di più. A partire non solo dalla storia, ma anche dal comparto multiplayer.

7 – Call of Duty: Ghosts

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Ghosts non è stato solamente una delusione, ma anche un momento di svolta per Activision. Dopo il dominio degli ultimi anni, Ghosts è stato il primo titolo della serie a vendere meno del precedente, e questo è il chiaro segnale che le cose andavano cambiate. Nonostante tutti gli annunci e i grandi proclami di Infinity Ward, che prometteva di rivoluzionare il multiplayer di COD dopo anni di stagnazione, Ghosts si è rivelato essere un Call of Duty come molti altri, con i suoi pregi e difetti, non lontano dal tanto decantato Black Ops II. Tra le ennesime, ricorrenti delusioni, la grafica (motore grafico ormai vecchio di 8 anni), il design delle mappe e una campagna davvero troppo breve.

6 – Battlefield 4

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Dopo il successo clamoroso di Battlefield 3, i fan dello sparatutto di DICE si aspettavano l’FPS definitivo. Al suo posto, invece, è arrivato Battlefield 4. Il gioco ha presentato, sin dal suo primo giorno di uscita, evidenti problemi legati alla connessione online e soprattutto ai numerosi bug presenti. Nonostante l’introduzione di feature davvero importanti, come il Levolution, per molti mesi il comparto multiplayer di BF4 è stato oggetto di critiche, a causa della sua evidente inferiorità rispetto ad un mostro sacro come il predecessore. Diverse patch e mesi dopo, il gioco ha recuperato credibilità, ma ormai il danno è fatto, ed EA sembra averlo capito. Il prossimo titolo della serie, Battlefield: Hardline, è stato infatti rimandato di diversi mesi, per permettere a Visceral Games di non compiere gli stessi errori di DICE. Un passo falso che, speriamo, non si ripeta.

5 – Titanfall

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L’FPS che doveva rivoluzionare il genere è scomparso dai radar dopo pochi mesi. Di Titanfall si è parlato tantissimo prima della sua uscita, per poi farlo vadere lentamente nel dimenticatoio dopo poco tempo, e questo a causa di diversi fattori, dei quali abbiamo già parlato. La sola presenza dei Titani non ha soddisfatto, il gioco non è mai stato apprezzato a pieno da tutto il pubblico, e non ha mai avuto un supporto decisivo da parte di EA, forse troppo concentrata a rimediare gli errori di Battlefield 4. Un’occasione sprecata: Titanfall poteva essere una killer app di Xbox, e invece si è tramutato in un gioco come un altro.

4 – Assassin’s Creed IV: Black Flag

Assassin’s Creed IV Black Flag "2"

Sei un grande fan della saga iniziata da Altair, purtroppo caduta in disgrazia dopo un terzo capitolo decisamente deludente e non capace di ridare fama alla serie. Quando però viene pubblicato il primo trailer di Assassin’s Creed IV: Black Flag, decidi di dargli una nuova possibilità. Un Assassino, per di più pirata, che combatte i Templari al fianco di personaggi come Barbanera. Sembra una premessa fantastica. Peccato che il gioco non abbia praticamente nulla a che fare con Assassini e Templari, e che anzi assomigli più ad un gioco completamente nuovo. In definitiva, se il gioco si fosse chiamato, tanto per dire un nome, L’età dei Pirati, ci sarebbe piaciuto sicuramente di più. Ma da un prodotto come AC la storia che ci si aspetta è un’altra. Black Flag sfrutta il grande nome della serie iniziata nel 2007, ne migliora sì alcuni aspetti, ma rimane ancoratissimo al gameplay tipico della serie. Poche le innovazioni (le battaglie navali si erano già viste in Assassin’s Creed III), buoni personaggi, ma un protagonista (Edward Kenway) che non ha niente a che fare con la Confraternita, e questo sembra rovinare il gioco. Un’occasione persa per Black Flag, che ha purtroppo fatto allontanare molti fan, scontenti di come un brand come questo sia stato trattato con così tanta sufficienza.

3 – Destiny

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Un colossal dell’industria dei videogame. Una nuova IP da parte di Bungie, i creatori di Halo. Una campagna pubblicitaria mastodontica, paragonabile a quella di GTA V. E’ così che Destiny si presenta a tutto il mondo: un FPS misto MMORPG che avrebbe dovuto essere ricordato come il gioco dell’anno. Aspettative non del tutto rispettate, comunque. La delusione alla quale ci riferiamo è soprattutto incentrata sui contenuti in-game. Per quanto siano belle le ambientazioni (esplorare Venere è splendido), il mondo di gioco è molto limitato, e sembra di essere confinati a dei sentieri da percorrere. C’è poi la questione delle missioni: 21 missioni per la storia principale sono pochissime, e ricalcano tutte lo stesso motivetto: uccidi i nemici piccoli, raccogli informazioni su chi è il loro capo, e infine uccidi il loro capo. Il metodo di farming proposto da Destiny, poi, è qualcosa che fa innervosire al solo pensarci: si possono passare intere ore a giocare a Destiny per ritrovarsi alla fine con solamente qualche filamento di elio in più, e magari un’arma rara. In rapporto a quello che un videogiocatore si aspettava, Destiny ha deluso moltissimo, non tanto per gameplay e grafica, quanto per la poca fantasia degli autori, che hanno puntato più sulla ripetitività (gli Assalti sono belli le prime 2 volte, poi decisamente insopportabili) piuttosto che sulla diversificazione. Nonostante tutto, Destiny è comunque un buon titolo, non il videogioco perfetto ma sicuramente un prodotto riuscito. Resta comunque l’amaro in bocca per tutte le cose che nel gioco non andavano.

2 – Driveclub

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Annunciato come gioco della line-up iniziale di Sony, Driveclub è slittato di oltre un anno, questo per rendere il prodotto eccellente. Finalmente arriva la data tanto attesa, quella dell’8 ottobre scorso, quando finalmente Sony pubblica Driveclub, gioco di corse nel quale è possibile creare il proprio club e gareggiare per farlo avanzare nelle classifiche mondiali. Niente però è come sembra. La situazione iniziale è deludente, per non dire imbarazzante: server non funzionanti per giorni, utenti che protestano su forum ufficiali e social network per il trattamento ricevuto, richieste di rimborsi, e soprattutto la nota questione dell’Edizione PS Plus di Driveclub, annullata per problemi e non ancora pubblicata, ad oltre 1 mese di distanza. C’è chi non osa immaginare, se questa è la situazione attuale, come sarebbe il gioco se fosse effettivamente uscito nel 2013. Quello che è certo, comunque, è che Sony ha fatto un grande errore, e dovrà assolutamente rimediare alla delusione Driveclub, un gioco finora purtroppo sottovalutato.

1 – Watch Dogs

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Il gradino più alto del podio se lo merita, a pieni voti, Watch Dogs. Annunciato da Ubisoft per la prima volta nel 2012, il free roaming che doveva dare del filo da torcere a Grand Theft Auto V si è rivelato una delusione clamorosa. Una storia noiosa, missioni secondarie (e non solo) ripetitive all’ennesima potenza, una miriade di collezionabili (che non offrono nulla al giocatore) e un pesantissimo downgrade grafico rispetto a quanto mostrato anni fa. Addirittura, il gioco, al pari del già citato Driveclub, doveva uscire alla fine del 2013, salvo poi essere spostato di alcuni mesi per dare modo a Ubisoft di migliorare il titolo. Dopo averlo provato, la domanda è lecita: cosa avrebbe migliorato Ubisoft in questi 5 mesi? Il gioco presentava ancora diversi bug, e soprattutto elementi grafici (come luci, ombre e riflessi inesistenti) che in un videogioco del 2014 di questo calibro non sono ammissibili. La grande pubblicità ha comunque fatto il suo, dato che Watch Dogs è stato uno de titoli più venduti dell’anno. Stavolta a Ubisoft è andata bene, ma certamente per il sequel dovrà pensare a qualcosa per farsi perdonare, perchè la fetta di utenza delusa da questo gioco è davvero immensa.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.