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I peggiori videogiochi sui supereroi DC

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Il mondo dei fumetti DC ci ha regalato icone immortali: figure divine capaci di spostare pianeti e detective geniali che operano nell’ombra. Tuttavia, nel lungo e tortuoso rapporto tra la Distinta Concorrenza, come viene amichevolmente definita nel mondo dell’intrattenimento, e l’industria dei videogiochi, la strada verso la gloria è stata spesso lastricata di buone intenzioni e pessimi risultati. Se da un lato abbiamo toccato vette altissime con la saga di Batman: Arkham, dall’altro siamo sprofondati in abissi che nemmeno Aquaman oserebbe esplorare.

Si tratta di qualcosa che tutti i prodotti su licenza, prima o poi, affrontano: così come la Marvel ha collezionato fragorose schifezze nel corso della sua esistenza in campo videoludico, anche la DC ha fallito in più di un’occasione quando si è trattato di trasportare i suoi personaggi nel nostro medium preferito.

In questa rassegna non troverete semplicemente titoli mediocri, ma veri e propri disastri tecnici che hanno scritto pagine di storia (negativa), controlli così legnosi da sembrare punizioni divine e decisioni creative talmente bizzarre da lasciare interdetti. Dagli anelli nebbiosi di Metropolis alle recenti derive del live service dannoso, ecco un viaggio attraverso i flop più clamorosi della storia videoludica targata DC Comics.

1. Superman 64

Uno screenshot da Superman 64, uno dei giochi più brutti di sempre
  • Data di uscita: 31 maggio 1999
  • Sviluppatore: Titus Interactive
  • Publisher: Titus Interactive
  • Piattaforme: Nintendo 64

Iniziamo subito col botto. Da molti citato come il peggior videogioco di tutti i tempi insieme a ET di Atari, Superman 64 è il manifesto di tutto ciò che può andare storto in uno sviluppo travagliato. Il problema principale non risiede solo nella grafica, caratterizzata da una nebbia onnipresente usata per nascondere l’incapacità dell’hardware di renderizzare gli ambienti, ma nel gameplay stesso. Invece di farci sentire come l’Uomo d’Acciaio, il gioco ci costringe a volare attraverso infiniti anelli fluttuanti entro limiti di tempo punitivi. I controlli sono talmente imprecisi che anche una manovra di base diventa un’impresa frustrante.

Il comparto tecnico, nella sua interezza, era comunque un disastro: collisioni inesistenti (si può finire incastrati dentro i palazzi), bug che bloccano il progresso e un comparto sonoro ripetitivo. Il motivo di tale scempio fu in parte dovuto alle pesanti restrizioni imposte da DC Comics e Warner Bros., che rifiutarono molte idee degli sviluppatori, ma il risultato finale è aberrante. Giocarlo oggi non è un’esperienza di retrogaming divertente, ma una prova di masochismo.

2. Batman Forever

Batman Forever
  • Data di uscita: Ottobre 1995
  • Sviluppatore: Probe Entertainment
  • Publisher: Acclaim Entertainment
  • Piattaforme: SNES, Mega Drive, Game Boy, Game Gear, PC

Batman Forever provò a utilizzare il motore di Mortal Kombat per un picchiaduro a scorrimento, ma non riuscì in niente, ottenendo un ibrido goffo e quasi ingiocabile. I movimenti sono legnosi e l’esecuzione delle mosse speciali richiede combinazioni di tasti assurde, tipiche dei giochi di lotta uno-contro-uno, che risultano totalmente fuori contesto mentre si viene circondati da nemici comuni.

A peggiorare le cose c’è il design dei livelli, che è inutilmente complicato e criptico. Spesso ci si ritrova bloccati in una stanza senza sapere come procedere, solo per scoprire che bisognava usare il rampino in un punto specifico non segnalato o cadere attraverso un pavimento invisibile. La grafica digitalizzata, che all’epoca cercava di imitare lo stile dei film, appare oggi sporca e priva di leggibilità. Ogni salto è un terno al lotto e ogni scontro con i boss è una prova di resistenza contro i glitch del sistema. Invece di far sentire il giocatore come il Cavaliere Oscuro, il gioco lo trasforma in un attore impacciato intrappolato in un set mal progettato e pieno di ostacoli invisibili.

3. Catwoman

Uno screenshot dall’aberrante gioco di Catwoman del 2004
  • Data di uscita: Luglio 2004
  • Sviluppatore: Argonaut Games
  • Publisher: Electronic Arts
  • Piattaforme: PS2, Xbox, GameCube, PC

Se già il film con Halle Berry rappresenta uno dei punti più bassi nella storia dei cinecomic insieme a Lanterna Verde e Fantastic 4, il videogioco di Catwoman forse è ancora peggio della trasposizione cinematografica. Il difetto fatale di questo titolo è la telecamera: un sistema a inquadrature fisse che cambia angolazione nei momenti meno opportuni, rendendo le fasi platform una tortura. Cercare di saltare da un cornicione all’altro è frustrante perché la prospettiva inganna costantemente il giocatore, portandolo a cadere nel vuoto senza colpa alcuna.

Ma non è ovviamente l’unico difetto. Il sistema di combattimento, che si basa quasi interamente sull’uso della frusta attraverso lo stick analogico destro, è impreciso e privo di feedback. Non si ha mai la sensazione di colpire davvero i nemici. Inoltre, l’interazione con l’ambiente è legata a una “modalità visione” che rende tutto monocromatico e confuso. La narrazione è frammentata e priva di mordente, ricalcando una trama già di per sé debole. Argonaut Games chiuse i battenti poco dopo l’uscita di questo disastro.

4. Superman (Atari 2600)

  • Data di uscita: Dicembre 1979
  • Sviluppatore: Atari, Inc.
  • Publisher: Atari, Inc.
  • Piattaforme: Atari 2600

E niente, Superman non riesce proprio a farcela. Guardando questo titolo con gli occhi di oggi, è difficile vedere qualcosa di più di un ammasso di pixel informi, ma anche per gli standard del 1979, Superman su Atari 2600 era un’esperienza confusa. Il gioco cercava di essere ambizioso, introducendo una sorta di struttura più libera in cui Superman doveva riparare un ponte distrutto da Lex Luthor, catturare i criminali e tornare alla cabina telefonica per riprendere l’identità di Clark Kent. Tuttavia, la realizzazione pratica era un incubo.

Il problema principale era l’orientamento: le schermate erano collegate in modo labirintico e poco intuitivo, rendendo facilissimo perdersi. Gli sprite nemici erano poco più che puntini o linee e l’uso dei poteri, come la vista a raggi X, era implementato in modo così rudimentale da risultare quasi inutile. Sebbene sia storicamente rilevante per essere uno dei primi giochi su licenza, manca totalmente di quel senso di meraviglia necessario per un gioco di Superman. Non era per niente divertente.

5. Aquaman: Battle for Atlantis

C’è un motivo se Aquaman veniva perculato anche in ‘The Big Bang Theory’, e forse riguarda proprio questo gioco
  • Data di uscita: Luglio 2003
  • Sviluppatore: Lucky Chicken Games
  • Publisher: TDK Mediactive
  • Piattaforme: Xbox, GameCube

Anche Aquaman ha avuto il suo momento di gloria – negativa. Battle for Atlantis è un insulto visivo e ludico: il fondale marino è una distesa di texture ripetitive e grigie, con una distanza visiva ridicola coperta da una nebbia bluastra. Il gameplay consiste quasi esclusivamente nel nuotare lentamente verso gruppi di nemici identici e premere ripetutamente un pulsante fino alla loro sconfitta, usando un sistema di combo che non ha profondità né varietà.

La struttura delle missioni è di una noia mortale, alternando scazzottate subacquee a brevissime sequenze in cui si pilotano dei sottomarini che si controllano peggio di un mattone. Non c’è esplorazione, non c’è epicità e non c’è traccia della maestosità del regno di Atlantide. Persino i modelli dei personaggi sono rozzi, con animazioni legnose che fanno sembrare Aquaman tutto tranne che un agile re dei mari. Una schifezza.

6. Suicide Squad: Kill the Justice League

Harley Quinn e Deadshot in Suicide Squad: Kill the Justice League
  • Data di uscita: 2 febbraio 2024
  • Sviluppatore: Rocksteady Studios
  • Publisher: Warner Bros. Games
  • Piattaforme: PS5, Xbox Series X/S, PC

A differenza degli altri titoli in lista, Suicide Squad: Kill the Justice League è considerato un fallimento concettuale e creativo monumentale, portando i suoi creatori e Warner a un tonfo commerciale immenso. Dopo la leggendaria trilogia di Batman: Arkham, ci si aspettava da Rocksteady un titolo di un certo peso. Invece, il pubblico si è ritrovato davanti a un live service generico, pensato in modo superficiale, pieno di microtransazioni, menu caotici e un loop di gioco ripetitivo basato esclusivamente sul loot e sulle statistiche delle armi. La scelta di trasformare personaggi unici come Captain Boomerang o King Shark in soldati che usano quasi solo fucili d’assalto ha snaturato l’anima del gruppo.

La narrazione ha poi alienato gran parte della fanbase per il modo in cui ha trattato gli eroi della Justice League, in particolare Batman – , le cose sono state riviste successivamente con la storyline post-lancio, ma il danno d’immagine era già fatto. Le missioni sono tutte variazioni della stessa formula: difendi un punto, scorta un carico o distruggi cristalli viola su una mappa coloratissima ma priva del fascino gotico di Gotham. Nonostante un sistema di movimento fluido, il gioco affoga in una struttura che nessuno aveva chiesto.

7. Batman: Dark Tomorrow

Uno screenshot dal terribile Batman: Dark Tomorrow
  • Data di uscita: Marzo 2003 (Nord America e Giappone) / Aprile 2003 (Europa)
  • Sviluppatore: HotGen (con il supporto di Kemco)
  • Publisher: Kemco (in collaborazione con Warner Bros. Interactive Entertainment)
  • Piattaforme: Nintendo GameCube, Xbox (Nota: una versione per PlayStation 2 era stata pianificata, ma venne cancellata a causa della pessima accoglienza del gioco)

Batman: Dark Tomorrow era ed è ancora una roba oscena, un gioco che possiamo tranquillamente accostare ai peggiori di sempre – non solo in ambito DC. Lanciato nel 2003, Batman: Dark Tomorrow è ricordato come uno dei peggiori incubi videoludici dedicati al Cavaliere Oscuro. Nonostante una premessa narrativa interessante firmata dallo scrittore DC Scott Peterson, il gioco naufraga sotto ogni aspetto tecnico e di gameplay.

Il problema principale è la telecamera fissa, che cambia angolazione continuamente e in modo imprevedibile. Questo rende impossibile orientarsi nei livelli, trasformando una semplice camminata in un calvario e rendendo i combattimenti un frustrante esercizio di button-mashing alla cieca. A peggiorare le cose c’è un sistema di puntamento dei gadget legnoso e legami fisici imbarazzanti, con Batman che spesso si ritrova incastrato nello scenario.

I controlli sono talmente macchinosi che persino planare con il mantello o usare il bat-rampino diventa un’impresa punitiva. Inoltre, i nemici sono piagati da un’intelligenza artificiale ridicola e il loop di gioco si riduce a un noioso backtracking per disinnescare bombe. Il colpo di grazia arriva dai finali: se non si disinnescano ordigni nascosti in un ordine specifico nel livello finale — senza alcun indizio logico — si viene puniti con il “fallimento”, dove i cattivi vincono e Gotham viene distrutta. Un disastro frustrante che ha quasi ucciso i giochi di Batman prima della rinascita con la saga di Arkham.

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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