Il governo francese contro Assassin’s Creed: Unity

Di Andrea "Geo" Peroni
18 Novembre 2014

Il lancio del nuovo Assassin’s Creed, come ogni anno, è stato costellato di luci e ombre, pregi e difetti. Quest’anno, però, Unity ha generato una curiosa protesta, da parte del governo francese.

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A parlare è stato infatti l’ex ministro Jean-Luc Mélenchon, che ha etichettato il titolo come anti-rivoluzionario e a sfavore del popolo, dipingendo la Rivoluzione Francese (il periodo storico esplorato nel corso della trama del gioco) come qualcosa di negativo. In particolare, Mélenchon ha criticato gli atteggiamenti riservati a Maria Antonietta e a Roberspierre, che viene, secondo lui, dipinto come un mostro. Forse il ministro Mélenchon dimentica che Maximilien de Roberspierre, uno dei padri della democrazia attuale, fu si tra i grandi protagonisti positivi della Rivoluzione, ma fu anche protagonista e fautore del Regime del Terrore (1793-1794). Un’altra cosa, fondamentale, che l’ex politico francese dimentica è che AC: Unity è pur sempre un gioco, e che non deve essere preso come un mezzo di propaganda da parte di Ubisoft o un testo di Storia per le scuole.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.