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Luna Abyss | Recensione

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Luna Abyss sembrava annunciarsi come un gioco estremamente generico, uno di quelli che abbiamo già visto decine di volte. Bullet hell, corridoi oscuri, occasionali boss fight e un sistema di shooting piuttosto semplice. Gli sviluppatori però, i Kwalee Labs, hanno scelto una strada diversa rispetto ad altri FPS, e proprio per questo è stato davvero difficile staccarsi da Luna Abyss. Il motivo è semplice: l’aspetto più interessante non è il combattimento in sé, ma il viaggio. Vale la pena interessarsi a Luna Abyss? Scopriamolo nella nostra recensione.

Versione provata: PC

Prigionieri della Luna

In Luna Abyss vestiamo i panni di una detenuta di nome Fawkes. La ragazza si risveglia in una base lunare con una condanna lunga migliaia di giorni e senza alcun ricordo del proprio passato. La nostra supervisore artificiale, Aylin, ci ordina di indossare un drone umanoide e addentrarci nelle profondità di una stazione abbandonata alla ricerca di una misteriosa tecnologia. Diventiamo così degli esploratori privi di conoscenze sul mondo e persino su noi stessi, con il solo obiettivo di sopravvivere e scoprire lentamente la verità su quel luogo.

La stazione è deserta, ma tutt’altro che vuota. Nei corridoi si aggirano macchine assassine comandate da qualcuno chiamato Mother, mentre noi rispondiamo a un’entità nota come Allfather. Di tanto in tanto incontreremo anche altri esploratori e persino esseri sopravvissuti agli eventi accaduti sulla Luna, forse pronti a raccontarci cosa sia realmente successo.

La storia di Luna Abyss è un mistero sussurrato a chi ha voglia di ascoltare. Gli NPC con cui entriamo in contatto desiderano parlare con noi, ma spesso sembrano più vicini alla follia che a una reale lucidità mentale. A questo si aggiungono numerosi documenti e annotazioni: alcune rintracciabili lungo il nostro percorso, altre nascoste con grande astuzia. Il gioco ama inoltre raccontare la sua narrativa attraverso il mondo stesso. Che si tratti di un gigantesco essere sospeso in una sala immensa o di strani simboli che indicano la strada verso segreti nascosti, ogni dettaglio sembra suggerire qualcosa. Chi ha lasciato questi segnali? E perché? Quando iniziamo a trovare delle risposte, nasce subito un’altra domanda: quale gioco sta giocando questa potente entità e perché ci sta aiutando?

Luna Abyss propone un universo intrigante in cui è facile perdersi per ore. Anche la durata dell’avventura è ben calibrata: non è così breve da lasciare insoddisfatti, ma nemmeno tanto lunga da diventare ripetitiva. Per un action di questo tipo è un risultato decisamente positivo.

Spara, schiva, esplora

Potremmo definire Luna Abyss uno sparatutto in prima persona con forte componente bullet hell, ma non sarebbe del tutto corretto. Inaspettatamente ci troviamo piuttosto davanti a un’esperienza esplorativa in prima persona, in cui visitiamo enormi megastrutture nascoste nelle profondità lunari e ne scopriamo i segreti. E, solo di tanto in tanto, ci capita di sparare ai nemici.

La cosa divertente è che le cosiddette “kill room” sono relativamente poche e distribuite in maniera molto irregolare. Sembra quasi che gli sviluppatori abbiano voluto soprattutto mostrare il mondo creato, la sua monumentalità e la sua atmosfera, ricordandosi solo in un secondo momento che il giocatore dovrebbe anche usare le armi. In ogni caso, esploreremo sale gigantesche lasciate dai vecchi abitanti del complesso. Più di una volta, saltando sopra voragini immense, guarderemo verso il basso vedendo soltanto il vuoto. E poi, guarderemo in alto, e troveremo ancora il vuoto. L’effetto è straordinario. Ci si sente come una formica in un appartamento abbandonato dall’umanità da secoli.

Per quanto riguarda il gunplay, quello di Luna Abyss non è affatto pessimo. È semplicemente molto basilare. Le armi trasmettono una buona sensazione di potenza, mentre i nemici ci sommergono di proiettili energetici come in un classico bullet hell. Il gioco introduce anche alcune meccaniche interessanti che aiutano a rendere il tutto più dinamico. Ad esempio, ci curiamo finendo i nemici feriti, mentre alcuni avversari possono essere danneggiati seriamente solo dopo aver distrutto il loro scudo con un’arma speciale.

Durante gli scontri con i boss, tra una fase e l’altra compaiono nemici comuni che, di fatto, fungono da kit medici viventi. Una volta sbloccati la schivata e lo scudo, però, il gioco smette quasi completamente di rappresentare una vera sfida. Col tempo accumuliamo un arsenale così ampio di armi e movimenti che i proiettili lenti dei nemici non risultano più realmente pericolosi. Il combattimento quindi funziona, ma resta meno interessante rispetto al mondo che ci circonda.

Uno degli elementi più curiosi, e forse anche il motivo per cui il combat system appare fin troppo semplice, è il sistema dinamico di auto-aim attivabile con un solo tasto. In pratica, premendo un pulsante il mirino si orienta automaticamente verso il nemico più vicino. Abbiamo provato a giocare senza questa funzione e non è bastato a rendere gli scontri più divertenti. Al contrario, il sistema permette di concentrarsi maggiormente sulle schivate e sull’ambiente circostante, dato che i nemici sono numerosi e molto aggressivi.

La funzione torna utile anche durante l’esplorazione, visto che alcuni segreti nascosti devono essere colpiti a distanza e il puntamento automatico aiuta a individuarli rapidamente.

Giochi di sfumature

Dal punto di vista visivo, Luna Abyss riesce davvero a distinguersi. Oltre alla monumentalità delle ambientazioni, colpisce il modo in cui il gioco utilizza i colori. Le prime aree puntano quasi esclusivamente su tonalità grigie e rosse, ma quando otteniamo un’arma che spara proiettili blu, in grado di aprire porte blu e distruggere scudi blu, il titolo inizia a giocare in modo molto elegante con la propria palette cromatica.

E le cose diventano ancora più interessanti quando raggiungiamo, ad esempio, una foresta dimenticata nascosta nei sotterranei lunari. Qui quasi tutto (foglie, cortecce, persino le montagne) è declinato in sfumature di rosso, eppure il luogo appare più vivo delle fredde megastrutture esplorate in precedenza. Tutto questo rende il gioco estremamente coinvolgente dal punto di vista visivo e rende l’esplorazione un autentico piacere.

Un mistero cosmico

Luna Abyss è una straordinaria escursione all’interno di un complesso lunare dimenticato, dove la storia della caduta della civiltà ruota attorno a una strana religione dedicata all’Allfather e alla sua rivale, la Mother. È un racconto che si scopre con curiosità crescente, senza mai sentire la mancanza di continue arene piene di nemici.

Il combattimento è discreto, ma rimane molto elementare. Nemmeno le idee più innovative, che dimostrano la volontà degli sviluppatori di sperimentare, riescono a rendere gli scontri davvero memorabili. Non ci sono boss fight iconiche o lunghe sequenze estenuanti di combattimento. L’aspetto più interessante di molti scontri è spesso rappresentato dall’assurdo essere che ci urla contro, minacciandoci e richiamando strane creature per fermarci. Poi però torniamo ad ammirare il panorama e tutto torna a funzionare perfettamente.

8
Riassunto
Riassunto

Luna Abyss è un titolo molto originale, e i suoi punti di forza sono l’uso dell’atmosfera e la narrativa. La componente gameplay è basilare, e richiama più i bullet hell che un classico FPS. Ciò che ci ha colpito è l’esplorazione di un mondo tanto misterioso quanto affascinante, e le storie che sono celate in esso.

Pro
Splendido mondo basato su enormi megastrutture Storia intrigante e oscura Grafica eccellente e grande uso dei colori
Contro
Shooting un po’ rigido e troppo semplice Il combattimento diventa fin troppo facile nelle fasi avanzate del gioco
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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