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Marsupilami 2: Salsa Palombia | Recensione

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Quando, qualche anno fa, Marsupilami: Hoobadventure è arrivato sui nostri schermi, è riuscito a farci riportare alla mente un pezzo della nostra infanzia. Il titolo sviluppato da OSome Studio e pubblicato da Microids prendeva un personaggio storico del fumetto e dell’animazione francese creato da André Franquin nel 1952 e lo trasformava nel protagonista di un coloratissimo platform 2D, costruito sulla scia dei grandi esponenti del genere. L’ispirazione a Rayman Origins e soprattutto a Donkey Kong Country Returns era evidente, ma il risultato riusciva comunque a trovare una propria identità grazie a un level design curato, a un ritmo piacevole e a una direzione artistica particolarmente riuscita.

A distanza di 5 anni, i Marsupilami tornano con Marsupilami 2: Salsa Palombia, un sequel che prende le basi del primo gioco per poi espanderle. Vediamo come si comporta nella nostra recensione!

Versione provata: PC

Un gradito ritorno nella giungla

La nuova avventura prende il via quando una misteriosa melodia si diffonde per tutta la Palombia, facendo perdere la testa agli animali del luogo e costringendoli a ballare senza sosta. Dietro questo strano fenomeno si nasconde una nuova minaccia, rappresentata dalla Regina Mummia e dai suoi particolari “meme”. Ancora una volta spetterà ai Marsupilami intervenire per riportare l’ordine e salvare la loro terra.

La prima cosa che si nota giocando a Marsupilami 2: Salsa Palombia è quanto il titolo sia vicino al suo predecessore. Chi ha già giocato Hoobadventure si sentirà immediatamente a casa: la struttura dei livelli a scorrimento 2D, il ritmo dell’azione, la ricerca dei collezionabili e persino la filosofia generale del level design sono molto simili.

Attenzione, però: non vogliamo trasmettere l’idea che si tratti di un difetto. Il primo capitolo aveva infatti trovato un buon equilibrio tra accessibilità e difficoltà, riuscendo a proporre un’esperienza adatta anche ai giocatori meno esperti senza risultare noiosa per gli appassionati dei platform.

Anche in questo caso i livelli sono costruiti per essere attraversati rapidamente, ma nascondono numerosi segreti per chi vuole esplorarli a fondo. Il semplice completamento di uno scenario rappresenta soltanto una parte dell’esperienza: se dovessimo concentrarci sul completamento dei livelli, Salsa Palombia avrebbe una durata esigua. Per goderne al meglio e raggiungere un adeguato livello di sfida vi consigliamo di dedicarvi anche alla raccolta dei collazionabili!

Tre Marsupilami, tre abilità diverse

La principale novità di Salsa Palombia riguarda i protagonisti. Questa volta i tre Marsupilami non sono semplicemente delle varianti estetiche dello stesso personaggio, ma possiedono abilità differenti.

Twister, il Marsupilami giallo, può effettuare uno scatto a mezz’aria dopo il doppio salto e utilizzare la propria coda per planare. Hope può invece eseguire un salto molto più alto e rimanere sospesa in aria girando su sé stessa, mentre Punch, il personaggio blu, può trasformarsi in una sorta di palla rimbalzante, diventando immune agli spuntoni e sfruttando i nemici come superfici sulle quali rimbalzare.

È una modifica importante rispetto al primo episodio, nel quale i tre personaggi erano sostanzialmente identici dal punto di vista del gameplay. La differenziazione non rivoluziona il sistema di gioco, ma aggiunge una componente strategica interessante, soprattutto perché i personaggi possono essere scambiati rapidamente durante i livelli.

La scelta del Marsupilami giusto diventa quindi parte integrante dell’esplorazione. Alcuni ostacoli sono più semplici da superare utilizzando una determinata abilità, mentre alcune aree segrete sembrano essere state progettate proprio per spingere il giocatore a sfruttare al meglio le caratteristiche dei protagonisti.

Una Palombia tutta da esplorare

Dal punto di vista artistico, Salsa Palombia continua sulla strada intrapresa dal predecessore. Il gioco propone ambientazioni estremamente colorate e vivaci, caratterizzate da una grande varietà di paesaggi.

La giungla è naturalmente protagonista, ma il viaggio porta i Marsupilami anche attraverso montagne immerse nelle nuvole, ambientazioni urbane e scenari nei quali la componente musicale assume un ruolo particolarmente importante.

Il risultato è un mondo allegro, che sfrutta molto bene la palette cromatica. Gli scenari riescono a risultare piacevoli da osservare, grazie a fondali ricchi di dettagli e a un uso sapiente delle animazioni.

Non siamo davanti a una produzione tecnicamente rivoluzionaria, ma è evidente la cura dedicata alla direzione artistica. Il gioco vuole prima di tutto trasmettere allegria e spensieratezza e, sotto questo aspetto, raggiunge perfettamente il proprio obiettivo.

Platform per tutti

Come nel primo capitolo, anche la difficoltà è pensata per adattarsi a un pubblico piuttosto ampio. I giocatori meno esperti possono concentrarsi sull’attraversamento dei livelli, mentre chi possiede maggiore familiarità con i platform può aumentare il livello di difficoltà e dedicarsi alla ricerca di ogni segreto.

I comandi sono immediati e reattivi. Salto, scatto e abilità della coda rispondono con precisione e permettono di concatenare i movimenti con naturalezza. Nei livelli più avanzati questa caratteristica emerge ancora di più, soprattutto quando si comincia a percorrere gli scenari con maggiore velocità.

All’inizio di ogni partita ci sarà chiesto il tipo di modalità di gioco che vorremo affrontare: in singolo oppure in co-op locale. Nella prima modalità affronteremo i livelli in single player e avremo la possibilità di cambiare il personaggio a seconda di ciò che ci aspetta semplicemente premendo il tasto Y (o triangolo a seconda del joypad in uso). Vi ricordiamo che, anche se i personaggi giocabili sono tre, per ogni livello sarà possibile utilizzarne due per volta, anche se Twister sarà sempre presente.

Nella seconda modalità potremo giocare con un amico in locale, affrontando le sfide delle battaglie dei dojo e i minigiochi competitivi pensati per le rivalità fra amici.

È proprio qui che Salsa Palombia mostra il suo lato più interessante: sotto la superficie di un platform apparentemente semplice si nasconde un sistema che diventa appagante quando si impara a sfruttare correttamente tutte le possibilità offerte dai personaggi.

Musica e ritmo

La nuova avventura continua inoltre a dare grande importanza alla componente musicale.

La colonna sonora accompagna l’azione e contribuisce a mantenere il tono allegro dell’avventura, alternando atmosfere rilassate a momenti più movimentati. Come già accadeva nel predecessore, la colonna sonora richiama inevitabilmente certe produzioni platform francesi, e in particolare Rayman.

Il limite più evidente di Marsupilami 2: Salsa Palombia è allo stesso tempo una delle sue caratteristiche principali: il gioco non vuole cambiare radicalmente ciò che aveva funzionato nel primo episodio. Chi si aspettava un’evoluzione sostanziale potrebbe quindi rimanere deluso. La struttura è molto simile, il ritmo è quello già conosciuto e anche l’impostazione generale dell’avventura non si discosta particolarmente da Hoobadventure.

Le nuove abilità dei protagonisti rappresentano però un’aggiunta significativa e correggono una delle principali debolezze del precedente capitolo. L’introduzione di personaggi realmente differenti offre infatti maggiori possibilità al level design e rende più interessante la ricerca dei collezionabili.

In definitiva, Marsupilami 2: Salsa Palombia è il sequel che consolida le fondamenta della serie. È un platform semplice, colorato e divertente, capace di rivolgersi a un pubblico molto ampio senza sacrificare completamente la componente esplorativa e la ricerca della perfezione.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

8
Riassunto
Riassunto

Tornano i simpatici personaggi del fumetto francese di André Franquin con Marsupilami 2: Salsa Palombia! Ed è un ritorno ben riuscito, con questo platform coloratissimo. Il gioco conserva praticamente tutti gli elementi che avevano reso piacevole Hoobadventure, il primo episodio della serie, migliorandone alcuni aspetti grazie alle abilità uniche dei tre protagonisti e a un level design che continua a premiare l'esplorazione. Correre, saltare, oscillare con la coda, cambiare personaggio al volo e tornare sui propri passi per recuperare un collezionabile mancato rimane un'attività in grado di dare parecchie soddisfazioni a tutti gli amanti dei platform!

Pro
Un platform divertente e coloratissimo Ottima colonna sonora Co-op locale Espande le fondamenta del primo capitolo...
Contro
...ma rimane molto simile al prequel Difficoltà tarata verso il basso
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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