Recensione Bioshock Infinite

Di Federico "Blue" Marchetti
14 Maggio 2013

Bioshock Infinite, terzo capitolo della serie Bioshock, secondo sviluppato dal team di quel genio di Kevin, Ken per gli amici, Levine, ovvero Irrational Games e distribuito da 2K GAMES è uscito da poco più di un mese ma ha già riscosso un successo enorme da parte di critica e pubblico. Spieghiamo innanzitutto di che genere di gioco si tratta; Bioshock è uno sparatutto in prima persona con la particolarità di poter combinare dei poteri (Vigor in questo capitolo, Plasmidi nei precedenti) a delle armi così da creare degli attacchi devastanti per spazzare via i nemici. Ma Bioshock Infinite è molto più di questo, andiamo ad analizzarlo nel dettaglio.

Trama: Corre l’anno 1912 e la storia inizia, come anche per gli altri giochi della saga, da un faro in mezzo al mare e un signore, un certo Booker de Witt, ex investigatore privato della “Pinkerton”, a cui è stata affidata una missione da degli sconosciuti: portare loro una ragazza annullando così il suo debito. La ragazza in questione, Elizabeth, è una persona dagli strani poteri ed è tenuta prigioniera nella torre più alta di Columbia, una città che fluttua sopra il Maine (Stati Uniti) comandata da Padre Comstock, un fanatico religioso e razzista autoproclamatosi “il Profeta” che crede in valori alquanto “discutibili”.

Gameplay: il protagonista, Booker, avrà a disposizione una dozzina di armi e otto Vigor (in versione normale o un variante più forte chiamata “trappola”) che sbloccherà nel corso dell’avventura, ecco a questo aggiungete una rete di cavi metallici a cui potersi attaccare per rendere più dinamici i combattimenti, lo Skyhook, il gancio con cui potrete attaccarvi a quei cavi, chiamati Skyline, che potrà essere usato come arma da vicino e Elizabeth, che userà i suoi poteri per rifornirvi di munizioni o aprire squarci da cui fare uscire di tutto e vedrete che il sistema di combattimento diventa davvero divertente e mai noioso.

Sonoro: la colonna sonorai è di alto livello e coinvolgente, il doppiaggio di alta fattura

Grafica: Columbia è molto colorata e dettagliatissima, riesce a creare un’atmosfera unica. Ottimi i poligoni dei personaggi principali, peccato che gli abitanti della città si assomiglino quasi tutti.

Longevità: a difficoltà normale la storia dura sulle 12 ore, poi si sblocca la modalità 1999, che aumenta la difficoltà. Usciranno dei DLC prossimamente.

Conclusioni: Bioshock Infinite si presenta fin da subito come uno dei maggiori pretendenti a titolo di Gioco dell’Anno, unico difetto forse quello di aggiungere un “Tom Tom portatile” alla Dead Space che vi consiglio vivamente di non usare. Resta comunque divertente, coinvolgente, pieno di personaggi dal carisma immenso, con una trama eccitante e un finale che vi lascerà a bocca aperta. Ken e i suoi hanno creato un capolavoro. Voto: 10

Recensione a cura di riki-roki



Press play on tape: cresciuto a suon di C64 e Coin-op, mi diverto a seguire l'evoluzione videoludica next-gen. Co-Founder dell'universo Uagna, ho lavorato a fondo per far nascere una community videoludica di successo ma differente dalle altre esistenti. "Sono sempre pronto ad imparare, non sempre a lasciare che mi insegnino".