[Recensione] DOOM 3: VR Edition (PlayStation VR)

Di Andrea "Geo" Peroni
3 Aprile 2021

DOOM 3 è uno di quei titoli importanti, certo, ma anche controversi per la storia del suo franchise. Discostandosi notevolmente dai primi storici giochi degli anni ’90, il terzo capitolo di una delle serie di riferimento del mondo sparatutto adottò un sistema molto più vicino alle mode di quel momento (era il 2004), approcciando toni molto più horror e prendendosi molta più calma nell’affrontare i combattimenti. Insomma, diceva addio alla frenesia tipica di DOOM.

Per quanto risultasse “strano” agli occhi di molti degli appassionati della serie, DOOM 3 fu senza dubbio un crocevia importante per Bethesda: possiamo dire che sia proprio da qui che è partito il grande rinnovamento per il franchise, che nel 2016 ha iniziato il suo trionfale ritorno sulle scene con uno sparatutto davvero clamoroso – a cui ha fatto seguito DOOM: Eternal lo scorso anno che, se possibile, lo ha addirittura superato.

Nonostante il titolo del 2004 risulti quindi molto distante dalla filosofia della serie di ieri e di oggi, DOOM 3 è stato più e più volte riproposto nel corso degli anni. Lo ha fatto alcuni anni fa con un’edizione rimasterizzata per console e PC, ed è anche approdato in edizione VR per Oculus Quest all’inizio dell’anno. Sorpresa delle sorprese, ma neanche troppo, DOOM 3: VR Edition arriva anche su PlayStation VR con una nuova conversione che, senza infamia ma soprattutto senza lode, rappresenta l’ennesimo ritorno sulle scene del gioco. Un ritorno abbastanza dimenticabile, per molti tratti.

CE LA FA? EEEEEEH…

DOOM 3: VR Edition è un titolo ancora oggi estremamente fruibile e ben strutturato, ricco di carisma e di tanti contenuti – l’edizione comprende anche i DLC. Pur discostandosi dalla serie classica di DOOM per notevoli aspetti, come abbiamo già ricordato, l’esperienza è assolutamente interessante. Ricalcando la moda di inizio anni 2000, con un mondo dei videogiochi che si apriva a quelli che poi sarebbero diventati cult intramontabili come Half Life e Halo, DOOM 3 ampliava il già collaudato gameplay a una storia ben precisa e a meccaniche più survival (tra molte virgolette), finendo però, secondo alcuni, con lo snaturare lo spirito della serie. DOOM 3 portava la serie nel mondo dei moderni sparatutto, dicendo addio ad alcuni capisaldi come le ampie ambientazioni e l’estrema frenesia. Tuttavia, si tratta di un passaggio importante per il franchise, e ancora oggi, con gli occhi del passato, il gioco mantiene tutto il suo fascino.

I pregi della produzione che nel suo complesso è conosciuta come DOOM 3: VR Edition, perlomeno nella sua versione per PS VR, si possono concludere qui.

Spiace ammetterlo, soprattutto perché parliamo di un gioco che resta un buon titolo con solide idee che funzionano ancora oggi, ma la conversione alla realtà virtuale di DOOM 3 non ha funzionato come si sperava, e non riesce a raggiungere alcuni standard sufficientemente qualitativi per garantire una corretta fruizione del titolo. La mancanza del supporto ai PlayStation Move, che sarebbero stati probabilmente la naturale trasposizione dei controller di Oculus Quest, è abbastanza incomprensibile, anche se non è da escludere che tale feature sia stata esclusa per spingere i giocatori a utilizzare l’AIM controller, questo invece supportato. Che usiate il “fucile VR” o il Dualshock 4, in realtà, cambierà ben poco: il controllo e il sistema di mira risultano mal calibrati, tanto che ci siamo ritrovati a sparare all’impazzata in più occasioni senza mai colpire il nemico a causa della pessima precisione – non nostra, sia chiaro. Il mirino rimbalza a destra e sinistra, in alto e in basso, senza mai dare al giocatore l’impressione di avere realmente sotto controllo la situazione.

Il sistema di rotazione della visuale, poi, è gestito in maniera davvero incomprensibile, e si scontra inevitabilmente con quella che possiamo definire come pigrizia degli sviluppatori. Perché sì, dietro a un sistema di questo tipo possono esserci solo due possibili cause: la mancanza di tempo o la mancanza di voler perfezionare il lavoro.

Per ruotare la visuale possiamo infatti scegliere di girare la telecamera a piccoli scatti, una cosa davvero poco immersiva nella realtà virtuale del 2021 ma che a conti fatti è il miglior modo per giocare a DOOM 3 VR su PlayStation. Sì perché c’è anche un altro modo per il controllo della visuale, che diventa libera e legata al movimento della testa da parte del giocatore. Peccato che, e questa è una cosa che si nota soprattutto nelle fasi shooting o nei momenti di panico per i rumori circostanti che sentite, ruotare troppo rapidamente la testa farà perdere completamente di vista l’obiettivo ma anche la percezione della posizione.

Insomma, in quella che è la pura componente della realtà virtuale di DOOM 3 su PlayStation, troviamo ben poche gioie e anzi tanti difetti da mettere obbligatoriamente in evidenza, e che ci sorprendono se pensiamo che non si tratta della prima esperienza coi visori per la serie – citiamo anche il buon DOOM VFR uscito alcuni anni fa. Gli sviluppatori hanno apportato alcune leggere modifiche per permettere una maggiore immersione da parte del giocatore, parliamo ad esempio dello schermo sul polso che consente di visualizzare la salute del protagonista piegando la testa. A conti fatti, però, si tratta di aggiunte davvero troppo esigue per assicurare al gioco uno status accettabile.

PUNTI DI FORZA

  • DOOM 3 resta un buon gioco dalle solide idee
  • Tanti contenuti

PUNTI DEBOLI

  • Sistema di controllo e di visuale terrificanti
  • Nessun supporto ai PS Move
  • Graficamente sottotono

Dare un giudizio vero e proprio su DOOM 3 sarebbe superfluo, in quanto tutti noi conosciamo e riconosciamo allo sparatutto un posto importante nella storia del genere e di Bethesda. Nonostante parliamo di un gioco che ha quasi 20 anni sulle spalle, DOOM 3 risulta essere ancora oggi ben strutturato e con tanti contenuti, riproposto peraltro con tutti i suoi DLC. Parlando però più nello specifico della versione per PlayStation VR, le cose non sono andate certo per il verso giusto. DOOM 3: VR Edition soffre di evidenti problemi tecnici, che vanno da un comparto visivo non particolarmente brillante, ma sul quale si può sorvolare, fino a sistemi di controllo della visuale e della mira semplicemente pessimi e che facciamo fatica a digerire anche dopo tante ore di gioco. L’assenza della compatibilità coi Move si fa sentire, anche se sospettiamo che ci sia di base un notevole problema di calibratura del tutto che restituisce una sensazione continua di frustrazione.

Ringraziamo Bethesda Italia per il codice review di DOOM 3: VR Edition su PS4.



Abbiamo parlato di: |

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




Scrivi un commento