Recensione One Piece: Burning Blood – Si salpa a vele spiegate!

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
17 Giugno 2016

L’universo di One Piece, creato dal mangaka Eichiro Oda, ha avuto numerose trasposizioni videoludiche nel corso degli anni, toccando inoltri diversi generi di titoli, dal gioco di ruolo fino ad arrivare all’azione del musou, molto apprezzato nella terra del Sol Levante.

Con One Piece: Burning Blood, Bandai Namco porta le avventure della Ciurma di Cappello di Paglia sul campo dei picchiaduro tridimensionali, seguendo le orme della pluripremiata serie di Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm, il recente J-Stars Victory Vs+ e l’immortale Dragon Ball, che è vedrà arrivare il secondo capitolo della saga Xenoverse il prossimo anno.

La concorrenza in casa Bandai quindi è molta e gli sviluppatori di Spike Chunsoft hanno avuto l’onere di radunare la ciurma, in un titolo in cui le botte da orbi sono la portata principale, con contorno la storia e la grande licenza di One Piece.

Andiamo a scoprire insieme il gusto di One Piece: Burning Blood attraverso la nostra recensione.

Nota: la versione provata è per PlayStation 4 

DEVO SALVARE ACE!

In apertura del titolo sarà disponibile ed obbligatorio intraprendere un tutorial durante la Modalità Guerra Suprema, ovvero la campagna principale incentrata sugli eventi di Marineford. La storyline si svolgerà in quattro filoni narrativi, dedicati ad altrettanti personaggi: Rufy, Barbabianca, Akainu e Ace. All’interno di ogni filone vi saranno diverse missioni, principali e secondarie, che cambieranno aspetto e punto di vista, in base al personaggio che le affronterà, accompagnate dalle rispettive cutscene.

one-piece-burning-blood-foto1Questo darà modo ai giocatori di provare combattenti differenti, scoprire le loro abilità e venire a conoscenza di ogni piccolo aspetto della tragica battaglia di Marineford. Di certo un aspetto positivo, che però viene intaccato inesorabilmente dalla scarsa lunghezza e ripetitività dei capitoli. Inoltre incentrare una modalità storia solo ed esclusivamente su questo arco narrativo da un sapore di stantio, cosa che una battaglia di Dressrosa, raccontata in lungo e in largo a suon di pugni, sarebbe stata una scelta più intrigante, chi segue l’anime giapponese con regolarità sa di cosa parliamo.

Comunque, tornando sulla Guerra Suprema, con l’avanzamento dei capitoli verranno sbloccati nuovi personaggi che saliranno oltretutto di livello, guadagnando punti esperienza alla fine di ogni incontro. Inoltre la classica moneta Berry, consentirà di acquistare personaggi aggiuntivi dal negozio. Restando in tema, One Piece: Burning Blood presenta ben 42 personaggi giocabili e addirittura 62 combattenti di supporto, ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta.

QUAL È LA TUA BANDIERA?

Ad accompagnare la Guerra Suprema vi sono altre modalità che saranno in grado di intrattenervi maggiormente, andando a colmare la sua scarsa longevità. Stiamo parlando della modalità VS Ricercato in cui assumeremo il ruolo di cacciatore di taglie che, dopo aver creato il proprio team, andrà alla ricerca di gruppi differenti di combattenti per sconfiggerli e riscuotere quindi la loro taglia e varie ricompense sbloccabili. In questa modalità il livello di sfida in alcuni tratti si è rivelato abbastanza ostico, dato dalla differenza di abilità dei vari personaggi, che però approfondiremo più avanti.

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Spike Chunsoft ha dato molta attenzione al comparto multiplayer, con match competitivi in locale oppure online, da segnalare l’ottimo funzionamento di quest’ultimo che non risulta aver ritardi o latenza negli incontri. Ma la modalità che più ci ha sorpreso è Bandiera Pirata, una guerra tra fazioni per accaparrarsi il controllo dei mari. Ogni utente potrà unirsi ad una delle fazioni presenti (oppure crearne una personale) rappresentate da una bandiera e combattere nel nome di quest’ultima. Sarà possibile navigare tra le varie isole, utilizzando punti Logpose, per affrontare i guardiani controllati da altri giocatori umani oppure dalla CPU. Ogni vittoria farà guadagnare dei punti reputazione alla propria fazione, scalando quindi la classifica online. A nostro avviso una modalità a fazioni in salsa piratesca è molto azzeccata, soprattutto per chi ha la stessa smania di Rufy Cappello di Paglia nel diventare il Re dei Pirati.

Nella pagina successiva andremo ad analizzare il gameplay e il sistema di combattimento.

QUESTO PUGNO FA MALE!

Concentrandoci sul gameplay di One Piece: Burning Blood, la prima cosa che salta all’occhio e che si percepisce pad alla mano, è il ritmo di gioco più lento rispetto ad altri titoli Bandai Namco, Naruto SUN Storm 4 su tutti. Avremo a disposizione un attacco normale (concatenabile premendo quadrato) ed uno potente, un’abilità extra legata all’Haki o al Frutto del Diavolo posseduto (attivabile tenendo premuto il tasto dorsale R1), tre tipi di mosse speciali (tenendo premuto il dorsale L1) e la parata. Quest’ultima ci è risultata un po’ troppo invasiva, superabile solamente da un mossa rompi-difesa che molte volte risulta prevedibile e quindi aggirabile. Interessante l’utilizzo dei personaggi di supporto che da quel tocco di strategia al combattimento e che può essere di aiuto nelle situazioni più ostiche. Molto spettacolari infine le finisher in modalità Furia, che rappresentano la massima espressione delle tecniche che abbiamo ammirato nell’anime.

Combattendo però emergono alcuni limiti di One Piece: Burning Blood, ovviamente migliorabili in eventuali capitoli futuri, ma che possono causare qualche episodio di frustrazione. Infatti gli avversari controllati dalla CPU tenderanno sempre ad allontanarsi per ottenere un immediato vantaggio nell’utilizzo di tecniche dalla distanza, qualora ne fossero in possesso. Al contrario nel combattimento ravvicinato basterà non riuscire a difendersi da un semplice colpo, per essere bersagliati da una combo che manderà la barra della vita a zero. Tutto questo è causato della differenza di livello abissale tra un personaggio e l’altro.

one-piece-burning-blood-foto3Infatti la sensazione percepita utilizzando svariati personaggi, è che Spike Chunsoft abbia incentrato il bilanciamento basandosi sulla loro effettiva forza o gerarchia della controparte animata. Alcuni combattenti sono semplicemente più forti di altri, per via del loro Frutto del Diavolo, e la cosa sembra fatta di proposito. In alcuni frangenti della campagna ci siamo trovati ad imprecare, poiché il nostro guerriero era nettamente inferiore all’avversario, con il conseguente riavvio ad oltranza del match, fino a trovare quella strategia mossa da abilità mista fortuna, che ci ha fatto completare lo stage. Viceversa quando noi siamo stati in possesso del personaggio più cazzuto, passateci il termine, lo scontro è durato un battito di ciglio.

Una menzione per il design dei personaggi, che sono stati ricreati in maniera egregia, grazie ad un cell shading di qualità e pulito. Il lato sonoro invece, presenta un doppiaggio giapponese sottotitolato in italiano con le voci originali dell’anime.

PUNTI DI FORZA

  • Un grande roster di personaggi
  • Alcuni idee sul gameplay sono valide
  • Bandiera Pirata molto accattivante

PUNTI DEBOLI

  • Guerra suprema troppo corta
  • Personaggi sbilanciati di proposito
  • Scontri in alcuni casi frustranti

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Lo sbarco di One Piece: Burning Blood nel genere picchiaduro 3D non riesce a convincere appieno, per via di una campagna troppo corta e uno sbilanciamento dei combattenti molto marcato. Questa scelta può essere interpretata come un aspetto puramente fan-service, che possa esaltare le caratteristiche uniche dei personaggi, però a livello di sistema di combattimento deve essere aggiustata negli episodi futuri. Molto interessante invece la modalità Bandiera Pirata, che garantirà un buon grado di intrattenimento, dato inoltre dal grande roster a disposizione. Consigliamo questo titolo a tutti i fan di One Piece per menare le mani con i propri personaggi preferiti, oppure per utilizzare solamente Rufy con il Gear Fourth e Sabo con il Mera Mera – n.d.r. Tuttavia per gli amanti dei picchiaduro tridimensionali in stile Naruto di CyberConnect2, beh l’acquisto è da ponderare per i motivi sopracitati. Però è nostra ferma convinzione che i margini di miglioramenti per eventuali episodi futuri siano moltissimi, e quindi siamo fiduciosi e attendiamo con pazienza il gioco definitivo dedicato all’universo di One Piece.

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Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.




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