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[Recensione] Sea of Stars

Due giovani legati alla Luna e al Sole sono destinati a cambiare le sorti del loro mondo (e non solo). Attorno ai due eroi tante storie si intrecciano in un susseguirsi di avventure, gioie e dolori, in una narrazione fantasy impregnata di magia.

Tutto in Sea of Stars rimanda ai classici del genere RPG, a partire dalla deliziosa pixel art fino ai combattimenti a turni: c’è però l’intenzione di dar vita a un titolo che sì abbraccia il passato e strizza l’occhio ai nostalgici, ma vuole anche rinnovare le sue meccaniche a favore di un pubblico ormai evoluto. Il team di Sabotage Studio sarà riuscito nel suo intento?

Scopriamolo in questa recensione priva di spoiler di Sea of Stars.

Versione provata: PC.

I guerrieri del sole e della luna contro il male

Dovuta premessa: Sea of Stars al momento è interamente in inglese, è quindi privo di una traduzione italiana. Chi non è pratico dell’anglofona lingua dovrà cimentarsi nella lettura di centinaia e centinaia di dialoghi. Non proprio il massimo, se non si è intenzionati a far pratica con l’inglese.

Messo da parte questo argomento, possiamo passare a parlare della trama di Sea of Stars, una storia fantasy dallo stampo classico durante la quale potremo scegliere di impersonare Valere, l’eroe femminile, o Zale, l’eroe maschile, a seconda dei nostri gusti personali. I due Solstice Warriors sono rispettivamente legati al potere della Luna e del Sole: i giovani sono gli unici a poter diventare forti abbastanza per sconfiggere Fleshmancer, il villain di Sea of Stars. Questa entità è responsabile per l’esistenza dei Dweller, creature potentissime che minacciano il mondo con la loro crudeltà. Non lasciatevi ingannare dai colori accesi e dalle musiche vivaci di Sea of Stars, ci saranno tragedie e sofferenze da affrontare lungo la via.

L’unico momento in cui i Dweller possono essere sconfitti è durante una Eclissi: il compito dei Solstice Warrior è quello di eliminare l’ultimo di questi mostri. Si tratta di un percorso di crescita, di un viaggio dove verremo accompagnati da mentori, amici e figure misteriose le cui intenzioni sono tutte da scoprire.

Se nel complesso parliamo di una storia intrattenente e piacevole, per quanto riguarda i singoli personaggi la situazione non è delle più rosee. Garl ad esempio, l’amico di Valere e Zale, riesce ad avere una personalità più interessante rispetto ai due protagonisti, che rimangono sullo sfondo e non riescono a fare davvero breccia nei cuori dei giocatori. Ci sono alcuni picchi interessanti, ma ci aspettavamo di più da questa storia. Si tratta anche di gusti personali, è innegabile, ma per quanto ci riguarda sentiamo l’amaro in bocca per una trama dal grande potenziale, che però rimane un po’ in trappola e non riesce a brillare davvero a causa di due protagonisti non così memorabili, un villain non tratteggiato con sufficiente decisione e altri personaggi non abbastanza approfonditi. Qualcosa resta in sospeso, e si sente.

Infine, alcuni passaggi importanti sono confinati in attività secondarie del tutto opzionali. Un peccato, al netto della struttura complessiva godibile del racconto.

Un tripudio di colori, creature e magia

Sea of Stars fa del comparto artistico il suo fiore all’occhiello: mano a mano che si prosegue nel viaggio e si visitano nuovi scenari, si scopre la grande cura per i dettagli che Sabotage Studio ha impresso nella pixel grafica che caratterizza il titolo. I colori sgargianti e la vivacità degli scenari fanno da sfondo a scene ben orchestrate anche grazie alle musiche e alle animazioni dei personaggi, che contribuiscono a rendere i dialoghi intrattenenti e strappano più di un sorriso.

Anche l’aspetto visivo del titolo è stato rimaneggiato per creare un effetto nostalgia “moderno”: sembra quasi un ossimoro, ma in realtà tutto Sea of Stars è caratterizzato da un grande amore per i capostipiti del genere che vengono riproposti con qualche innovazione. Anche il level design, le creature, i personaggi, le ambientazioni sono stati ripensati in quest’ottica.

Alcune mappe rischiano di diventare fin troppo stratificate, in un garbuglio di dettagli, superfici da scalare e piccoli balzi da fare che può disorientare in certe sezioni, ma in generale l’effetto è ottimo e contribuisce alla dinamicità del titolo.

Tra passato e presente nasce una miscela originale

Oltre all’esplorazione che permette al nostro personaggio di arrampicarsi, camminare in equilibrio su funi e sporgenze, nuotare e saltare, Sea of Stars ha deciso di puntare tutto su un sistema di combattimento a turni dinamico, basato su alcuni elementi chiave.

Potremo decidere con quale personaggio agire liberamente, passando la palla in libertà a uno dei tre personaggi schierati in campo. I nemici, d’altra parte, potrebbero essere molti più di noi: è importante eliminare rapidamente chi ci minaccia per non venire sopraffatti con estrema facilità.

Nonostante il sistema a turni, avremo a nostra disposizione il parry (ebbene sì) e il colpo perfetto, due meccaniche che contribuiscono a svecchiare il titolo e a rendere il giocatore più attivo durante i combattimenti. Tutto si basa sul tempismo e, a causa dei differenti pattern di attacco nemici, azzeccare è più difficile di quanto si pensi: parando al momento giusto potremo diminuire i danni, con il colpo perfetto invece infliggeremo un attacco aggiuntivo, massimizzando la nostra offensiva. Altra meccanica fondamentale fin dalle prime ore di gioco è quella dei lucchetti: c’è un modo infatti per impedire ai nemici di sfoderare le loro abilità speciali, bisogna colpirli con determinati attacchi (ad esempio con la lama, o con colpi infusi di magia lunare o solare) entro un determinato tempo limite oltre il quale la tecnica nemica verrà lanciata contro il party. Anche qui, a causa dei tanti nemici in campo e dell’imprevedibilità dei contatori, non sarà possibile sventare ogni attacco ma anzi, spesso e volentieri si dovrà rinunciare a spezzare ogni lucchetto per concentrarsi solo su un nemico o sul curare i nostri personaggi in vista dell’inevitabile attacco. Potremmo ritrovarci quindi ad attendere un game over dal quale è impossibile sfuggire: piuttosto frustrante, soprattutto se l’ultimo salvataggio è avvenuto troppi minuti prima della disfatta.

Per rendere Sea of Stars un titolo rilassante e alla portata di tutti, esistono fin dall’inizio dell’avventura delle rune che abbassano notevolmente il livello di sfida, ad esempio ripristinando i PV al termine delle battaglie. Non c’è nessun malus nell’attivare questi “aiutini”, anche per chi è a caccia di trofei, quindi si può sfruttarli in totale libertà, se ad esempio si preferisce seguire la storia piuttosto che concentrarsi sulla strategia di combattimento. Infine ci sentiamo di spezzare una lancia in favore delle boss fight, che riescono a stupire con dinamiche divertenti e nemici dal design accattivante.

Le attività secondarie sono tante, alcune di queste nascondono risvolti di trama anche importanti, peccato che non tutto sia intuibile: Il rischio di perdersi qualcosa di bello è altissimo. Per spolpare per bene questo titolo sono necessarie almeno una quarantina di ore.

8.3
Riassunto

Sea of Stars è un esperimento riuscito, anche se non eccellente. I due giovani protagonisti non riescono ad emergere, così come il villain del racconto, ma durante il viaggio si incontrano personaggi ben scritti che contribuiscono a dar vita a una trama interessante. Il sistema di combattimento a turni dinamico riesce a essere innovativo e a tenere impegnati senza risultare troppo ripetitivo, anche se non convince del tutto. La direzione artistica è il fiore all'occhiello del titolo targato Sabotage Studio grazie a una pixel art curatissima e dai colori vivaci. Consigliato a chi cerca un "cozy game" nel quale immergersi per una quarantina di ore.

Pro
Pixel art meravigliosa Alcuni personaggi memorabili Combat system a turni svecchiato e dinamico...
Contro
...ma con tante variabili difficili da controllare I due protagonisti non riescono ad emergere Troppa ciccia missabile nascosta nelle attività opzionali
  • Concept e Trama7.5
  • Gameplay7.5
  • Comparto artistico9
  • Comparto tecnico9
Scritto da
Chiara Ferrè

Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme. Cerco campi di battaglia, magici cappelli, lucertoloni volanti. Ho una penna e non ho paura di usarla.

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