Home Videogiochi Recensioni [Recensione] Trine 5: A Clockwork Conspiracy

[Recensione] Trine 5: A Clockwork Conspiracy

Trine rappresenta sicuramente una delle serie indie più apprezzate dal pubblico. Il brand incarna infatti un’esperienza puzzle adventure ambientata in un mondo medievale-fantasy, in cui il giocatore (o i giocatori, data la presenza della cooperativa) sarà chiamato a sfruttare le abilità di un mago, di un soldato ed un arciere per poter risolvere i vari enigmi ambientali presenti. Il successo dell’IP è confermato anche dalla straordinaria longevità della saga, che ha visto il quarto capitolo uscire nell’ottobre del 2019.

Ebbene, a quattro anni dal precedente capitolo, Frozenbyte torna alla ribalta con Trine 5: A Clockwork Conspiracy, una nuova avventura che vede come protagonisti gli eroi del Trine, ossia Pontius il cavaliere, Zoya la Ladra ed Amadeus il mago.

C’era una volta…

In maniera paritetica a quanto visto in Trine 4, anche il quinto capitolo della serie gode di un canovaccio narrativo fiabesco, in cui i cattivi vengono immediatamente presentati dopo pochi secondi dall’avvio della partita. Lady Laria ed il suo collaboratore Goderic, un misterioso inventore, invitano ad un banchetto i tre protagonisti con la scusa di rendere loro omaggio. Dopo pochi minuti però, appare evidente come il vero obiettivo della coppia sia invece quello di togliere dalla circolazione il trio, così da avere campo libero per le proprie mire.

Per quanto l’introduzione funga unicamente da pretesto per avviare l’esplorazione dei vari livelli da parte dei personaggi, in questo quinto capitolo la parte “cattiva” risulta meno approfondita rispetto alle interazioni precedenti, limitandosi ad una forzata presenza per dare adito agli eventi che si susseguono. Il discorso è invece diametralmente opposto per la caratterizzazione dei buoni: Pontius, Zoya e Amadeus godono ora di un carattere più marcato ed. autocritico. La squadra si troverà infatti a discutere a più riprese della propria condizione eroica, mettendo a nudo le perplessità a riguardo della grande responsabilità che giace sulle loro spalle, come guardiani del Trine.

La giusta dimensione del gameplay

Il gameplay di Trine 5 rispecchia fedelmente quanto visto nel capitolo precedente. Dopo il mezzo scivolone di Trine 3, Frozenbyte ha deciso (saggiamente) di collocare l’esperienza nella visuale 2,5 D focalizzando le meccaniche sulla risoluzione di puzzle ambientali intervallati da scontri contro i nemici. Non ci dilunghiamo troppo nel dire che la miscela risulta fin da subito divertente, nonostante le fasi di combattimento risultino leggermente più anonime.

Per quanto riguarda il primo ambito, la formula vincente della saga torna in tutto il suo splendore. I tre protagonisti, grazie alle loro peculiari abilità, riescono a creare una catena sinergica atta a superare ogni rompicapo. Amadeus può generare oggetti utili a creare ponti o piattaforme, Zoya è capace di colpire dalla distanza con l’arco ed usare una corda per tirare a sé o lanciarsi verso gli oggetti, mentre Pontius può deviare i fasci di luce o l’acqua mediante lo scudo.

L’acume richiesto dagli sviluppatori per risolvere gli enigmi più avanzati è veramente elevato ed in grado di generare un’impagabile soddisfazione una volta portato a termine. Oltre alle mosse base degli eroi infatti, proseguendo nei venti livelli della trama questi otterranno nuove abilità fisse atte ad espandere ed approfondire ulteriormente la complessità dei puzzle, diventando via via sempre più ostici da archiviare. In ogni ambientazione saranno inoltre presenti le classiche ampolle dell’esperienza che, una volta raggiunto il numero di 25, potranno essere convertite in un punto esperienza da utilizzare per acquistare ulteriori potenziamenti.

Il combattimento invece risulta, come dicevamo poc’anzi, più insipido, soprattutto a causa della poca varietà di nemici presenti. Gli unici guizzi di maggior ispirazione si denotano con i boss, anch’essi spesso conditi dalla presenza di un rompicapo da risolvere per poter essere poi ingaggiati. Un punto a favore rispetto al passato è tuttavia da dare all’utilità di Zoya e Amadeus durante le fasi degli scontri: se fino al quarto capitolo questi erano totalmente inadatti al contesto action, in A Clockwork Conspiracy le abilità offensive a loro disposizione li rendono perfettamente duttili ed impiegabili anche contro le orde.

Chi fa da sé non fa per tre

Come da tradizione nella saga, anche Trine 5 potrà essere affrontato in giocatore singolo, oppure con altri amici. Il comparto multiplayer, disponibile sia in locale che online, offre la possibilità di selezionare a sua volta due impostazioni interessanti: la modalità classica, all’interno della quale un massimo di tre giocatori comandano un solo eroe, e quella illimitata dove invece fino a quattro giocatori possono scegliere liberamente l’eroe da impersonare.

Indubbiamente il massimo del divertimento viene generato dalla fruizione in cooperativa, ma i ragazzi di Frozenbyte hanno saputo, come sempre, gestire appieno anche l’esperienza in solitaria, garantendo sempre un tasso di difficoltà capace di adattarsi a seconda delle forze alleate in gioco.

Arte Tecnica

Dal punto di vista tecnico Trine 5 è promosso sotto ogni aspetto. Per tutte le circa 10 ore necessarie per completare l’avventura, non si registrano problematiche rilevanti lato bug o framerate, a maggior ragione per l’eccellente fisica di gioco, che riveste un ruolo primario data la presenza massiccia all’interno dei vari enigmi da risolvere.

Anche il comparto artistico si conferma come uno dei migliori mai visti per la serie, con colori e stili di ambientazioni capaci di trasportare direttamente all’interno della favola narrata dal team finlandese. Ultimo, ma assolutamente non meno importante elogio, va fatto alle musiche di gioco che, grazie alla loro veste medievale, accompagnano dolcemente ogni passaggio che ci si troverà ad affrontare, evitando di stuccare troppo l’orecchio anche in caso di ascolto prolungato (a maggior ragione negli ultimi livelli).

Buono anche il doppiaggio, che riesce a caratterizzare correttamente i personaggi a schermo. Unico neo la mancanza dell’italiano, presente solamente nei testi (a differenza di quanto visto in passato).

8.3
Riassunto

Trine 5: A Clockwork Conspiracy è il miglior capitolo della saga. I ragazzi di Frozenbyte hanno saputo confezionare un prodotto che guarda quanto di buono fatto nel passato ed espande ulteriormente la propria visione. Peccato solo per qualche leggerezza commessa nella caratterizzazione del villain e nella poca soddisfazione generata dai combattimenti.

Pro
Gameplay soddisfacente e profondo Enigmi di pregevole fattura Modalità cooperativa ben congegnata
Contro
I combattimenti sono poco entusiasmanti La storia è eccessivamente superficiale
  • Concept & Trama7
  • Gameplay9
  • Comparto Artistico8.5
  • Comparto Tecnico8.5
Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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