Un decennio da ricordare | 2017, l’anno di Switch e dei servizi

Di Andrea "Geo" Peroni
25 Dicembre 2019

Un anno un po’ particolare, il 2017, per tanti motivi. Sony “sta nel suo”, dopo il lancio di PS VR e di PS4 Pro e dopo soprattutto una serie di annunci fenomenali per gli anni successivi come God of War, Spider-Man, Death Stranding e The Last of Us II. Nintendo, invece, si decide finalmente a mettere una pietra sopra al flop Wii U ed entra nella sua nuova generazione, tornando a puntare sul concetto di feature esclusive che aveva fatto il successo di Wii. Microsoft, al contrario, prepara il terreno per il suo futuro, forse già conscia del fatto che Xbox One non riesce a rendere quanto dovrebbe. E questo, come ricorderete, portò anche a clamorose cancellazioni.

PASSA A SWITCH, ABBIAMO LE SORPRESE

La grande N ha le idee chiare per il 2017: tornare di prepotenza anche sul mercato delle console casalinghe, mandando in pensione quel rottame di Wii U che mai nella sua storia è stata capace di prendere il volo. E così, dopo una incoraggiante presentazione avvenuta a gennaio, in primavera arriva il momento di Nintendo Switch.

Una rivoluzione, di nuovo. Nintendo ci è riuscita ancora. Nei mesi che hanno anticipato l’annuncio ufficiale della console, si rincorrevano voci sulle sue presunte caratteristiche, che avrebbero coniugato il gaming handheld con quello tradizionale. Una specie di tablet che poteva anche essere collegato alla TV, secondo le voci. Utopia, pensavano alcuni. E invece Switch si rivelò essere proprio questo, la netta evoluzione del concetto di Wii U che non era riuscito a imporsi ma ampliato ad un livello ancora più alto, quello cioè di un sistema sempre a nostra disposizione. Il sogno di molti giocatori, quello di giocare qualcosa in TV e riprendere la partita in autobus in qualsiasi momento, era divenuto realtà.

Certo, Switch, all’uscita, dimostrò come Nintendo fosse ancora impreparata sotto certi punti di vista, specialmente nel campo dei servizi online e dell’accessibilità che testimoniavano l’inesperienza del colosso dopo la generazione fallimentare di Wii U. Ma le feature, e i giochi, c’erano tutti, e le promesse erano estasianti. Switch vantava una particolare tecnologia chiamata HD Rumble che cambiava il concetto della classica vibrazione dei controller, Switch aveva due controller staccabili dal corpo principale che potevano dar vita alla coop tra due giocatori, Switch promuoveva il gioco in compagnia e a portata di tutti, in ogni momento. Questo fu ciò che conquistò i giocatori di tutto il mondo, che ripagarono gli sforzi di Nintendo per recuperare il terreno perduto con una super partenza per il neonato hardware del colosso di Kyoto. Non solo, ovviamente, perché Switch venne messa sul mercato insieme ad un certo The Legend of Zelda: Breath of the Wild e con la già pianificate uscite sul calendario di Splatoon 2 e soprattutto Super Mario Odyssey.

Maggiore concentrazione sul marketing e sull’utente, più qualità e servizi. La ricetta di Switch era semplice: ripartire laddove Nintendo si era arenata, ossia il “paddone” di Wii U, e rielaborare il tutto in una chiave moderna ma votata al futuro, un futuro che avrebbe visto, un giorno, abbandonare le scene anche l’apparentemente immortale 3DS. In più, si aveva la sensazione che il colosso di Kyoto avesse finalmente intrapreso una strada di stretta collaborazione con più di un’azienda, per ripristinare la presenza di titoli multipiattaforma come la normalità per la console. Non è un caso che nei primissimi spot della console fossero presenti titoli come TES V: Skyrim. Un supporto che continua, ancora oggi. Poche settimane fa è stata la volta del colossale The Witcher 3, con risultati quasi incredibili come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione. Tanti compromessi, certo, ma chi acquistava Switch nel 2017 sapeva benissimo a cosa andava incontro, e tutto ciò lo soddisfaceva. Un trionfo per Nintendo, che finalmente, dopo anni, centra completamente il bersaglio.

MICROSOFT, DALLE STALLE ALLE STELLE

Annata da dottor Jekyll e mister Hyde per Microsoft, capace di farsi amare ed odiare nel giro di pochi mesi. Perché il 2017 era cominciato con una delle notizie più frustranti tra tutte, che ancora oggi ricordano con dispiacere i giocatori: la cancellazione di Scalebound. L’esclusiva Xbox One ad opera di Platinum Games, annunciata da anni, venne completamente abbandonata senza troppe spiegazioni, questo a pochi mesi da un’altra cancellazione che fece scalpore, quella di Fable Legends. Il marchio Xbox, dopo questi fattacci, sembrava in caduta libera, specialmente se pensiamo che Sony, poco tempo prima, aveva sbalordito le platee di tutto il mondo promettendo esclusive che si riveleranno essere di enorme importanza.

Per fortuna di Redmond, ciò che accadrà nell’estate del 2017 cambierà completamente la percezione del pubblico, e si rivelerà essere la mossa migliore per Microsoft nell’intera generazione. Il nuovo modo di giocare, in qualche modo. Un nuovo sistema che strizzava l’occhio a servizi come Netflix e Amazon Prime Video, ma basato interamente sui videogiochi. Xbox Game Pass atterrò sul pianeta Terra nel giugno del 2017, e da subito chiunque si rese conto delle sue enormi potenzialità.

Sony, prima di Microsoft, aveva già provato con qualcosa di simile. Il servizio si chiamava PlayStation Now, e venne lanciato già nel 2014, pochi mesi dopo l’uscita di PS4. L’acerbo PS Now, inizialmente esclusiva del mercato americano e poi approdato nel tempo anche su altri territori (in Italia, ad esempio, è disponibile solo da pochi mesi), rappresenta il concetto, la base sulla quale Microsoft, migliorandola all’inverosimile, ha costruito il suo più grande successo in questa generazione, che continuerà anche in futuro a rappresentare una componente importantissima per i videogiocatori. Un servizio capace di offrire una libreria vastissima di titoli ad un prezzo estremamente conveniente, per far sì che tutti i giocatori, dal più giovane al più esperto, possano trovare pane per i loro denti. Xbox Game Pass, che nel 2017 fece i suoi primi passi, è oggi un servizio straordinario, ma già all’epoca del debutto risultava estremamente interessante. Una strategia finalmente vincente da parte di Microsoft, che in questa generazione, nell’ambito gaming, non ne aveva ancora azzeccata neanche una. Difatti, Xbox Game Pass schiacciò la (poca) popolarità di PS Now per manifesta superiorità, e proprio per questo molti fanno l’errore di ritenere Microsoft la prima ad essere entrata in questo mondo. Non è così, ma l’azienda di Redmond è stata certamente la prima a farlo diventare un fenomeno di massa. Con buona pace di Sony che sta cercando di recuperare solo ai giorni nostri.

Partì proprio da qui, dal 2017, il rilancio di Xbox, e naturalmente anche quello di Nintendo come detto pocanzi. Di fronte ai videogiocatori, al termine di quella particolare annata, si prospettava una rinnovata, fragrante e spettacolare console war tra i grandi nomi dell’industria, carichi più che mai per dimostrare il loro valore.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.