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Tales of Arise – Beyond the Dawn Edition | Recensione (Switch 2)

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Ci vuole coraggio per rivoluzionare un brand con decenni di storia alle spalle, nel 2021, Bandai Namco ha accettato la scommessa lanciando Tales of Arise con un intento preciso: svecchiare la formula. Oggi quel viaggio sbarca finalmente su Nintendo, regalando la possibilità di riscoprire una delle pietre miliari recenti dei JRPG attraverso un porting che, lungi dall’essere un semplice riempitivo da catalogo, si configura come la versione definitiva di un’avventura memorabile, moderna e profonda.

Pur invitandovi a recuperare la recensione originale e l’analisi del DLC, con questo articolo rianalizzeremo velocemente il complesso, ovviamente senza spoiler, pensando soprattutto a tutti coloro che vorrebbero scoprire per la prima volta il fantastico mondo di Tales of Arise.

Dahna e Rena: una lotta che dura 300 anni e il suo proseguo

La narrazione di Tales of Arise si distacca fin da subito dai toni leggeri tipici di molte produzioni nipponiche, abbracciando atmosfere più cupe e tematiche di forte impatto. Il mondo in cui ci muoviamo è infatti segnato da una profonda ingiustizia: da oltre trecento anni, il florido e tecnologicamente avanzato pianeta Rena esercita un dominio brutale sul vicino mondo di Dahna, qui, i dahnani sono stati ridotti a una condizione di schiavitù perenne, sfruttati unicamente per estrarre l’energia astrale all’interno di un mondo appositamente frammentato in cinque macro-regioni, ciascuna stretta nella morsa di un tirannico Lord renano.

A provare ad interrompere questo ciclo ci pensano i due principali protagonisti, figure mosse da motivazioni opposte per arrivare al fine comune: da un lato troviamo Alphen, un uomo privo di ricordi e insensibile al dolore fisico, il cui volto è celato dietro una maschera di ferro, nonostante la sua condizione, un irrefrenabile senso di giustizia lo spinge a opporsi, innescando una ribellione fino a quel momento inimmaginabile. Dall’altro spicca Shionne, una fanciulla renana ripudiata dalla sua stessa stirpe e afflitta da una crudele maledizione: il suo corpo genera rovi invisibili, nuocendo chiunque provi sfiorarla.

Insieme, grazie a una spada di fuoco che solo Alphen può impugnare e che solo Shionne può evocare, iniziano un lungo viaggio per rovesciare il regime. Il racconto, pur poggiando su alcuni archetipi classici del genere, si sviluppa in maniera eccellente. Il cast di supporto è delineato con estrema cura: maghe dal passato difficile, giovani lottatori impulsivi e nobili ribelli affrontano tutti un’evoluzione psicologica notevole, questo affiatato gruppo viene ulteriormente valorizzato dai dialoghi opzionali, che approfondiscono i legami tra i personaggi e rendono il party vivo, coeso e credibile in ogni interazione.

Questa edizione per la piattaforma di casa Nintendo include l’espansione “Beyond the Dawn”, incentrata sugli eventi successivi al finale della campagna principale.

L’aggiunta di nuovi dungeon, nemici inediti e un focus approfondito sui rapporti tra i personaggi in un mondo che cerca faticosamente di ricostruirsi, giustifica in pieno l’idea di un’edizione completa, capace di offrire dalle 10 alle 20 ore di contenuti extra a seconda di quanto ci si dedichi alle attività secondarie. Dal punto di vista strutturale, l’espansione si avvia in modo indipendente dal menu principale e imposta il party a un livello predefinito per garantire il giusto bilanciamento della sfida, anche se la presenza di un salvataggio completato della storia base viene premiato con bonus in denaro, punti abilità e ricette sbloccate in precedenza.

Complessivamente, l’intera esperienza garantisce una longevità che supera le cento ore, anche se va ammesso che le missioni secondarie mancano purtroppo di mordente e finiscono per proporre sempre i soliti schemi. Si tratta di un difetto comunque compensato dall’ottimo livello dei due filoni narrativi, con una campagna base che si rivela buona e trascinante, ed un DLC che risulta leggermente più debole.

Spada alla mano

Il fulcro dell’esperienza risiede nel sistema di combattimento, incentrato su un’impostazione prettamente action, che richiede reattività, la capacità di analizzare lo scontro in tempi brevi e l’esecuzione degli attacchi si dimostra fluida e visivamente d’impatto. Il ritmo delle battaglie è dettato da una serie continua di attacchi base e abilità speciali, chiamate Arti. Un combattimento che ha come obiettivo principale di mantenere i nemici sotto costante pressione, spezzando la loro difesa per attivare i potenti Attacchi Boost e gli Assalti Boost, mosse cooperative devastanti e molto appaganti da vedere.

Ogni compagno di squadra ha abilità uniche, fondamentali, alle volte, per gestire nemici specifici: c’è chi è perfetto per bloccare gli incantesimi avversari, chi è specializzato nell’abbattere i nemici volanti e chi riesce a distruggere le corazze più resistenti con attacchi pesanti. Saper coordinare questi interventi trasforma le battaglie più impegnative in coreografie entusiasmanti.

Un cambiamento importante rispetto ai vecchi capitoli è l’assenza della parata tradizionale, sostituita da una schivata rapida, evitare un colpo all’ultimo istante permette di sferrare contrattacchi, premiando i riflessi del giocatore, allo stesso tempo, le cure sono legate ai Punti Cura, un contatore condiviso per tutto il gruppo che non si ricarica nel tempo. Questa limitazione obbliga a razionare l’uso delle magie curative e degli oggetti, aggiungendo un gradito livello di strategia e gestione delle risorse, supportato dall’automazione dei compagni in battaglia, impostando tramite un apposito menu direttive specifiche che vanno dal risparmio rigoroso delle scorte fino a un approccio totalmente offensivo.

Fuori dai combattimenti, le fasi di esplorazione offrono scenari ampi e complessi, con una buona verticalità, zone da attraversare a nuoto e segreti da scoprire. Il level design incoraggia a cercare materiali per il crafting, ricette per cucinare ai falò e forzieri nascosti, premiando sempre la curiosità.

Artisticamente un anime di alto livello

A quasi cinque anni dall’uscita originaria, la natura cross-gen della produzione risalta oggi in modo evidente, mostrando qualche compromesso strutturale legato alla passata generazione di console, ma l’ottimo impatto della direzione artistica riesce ancora a compensare i segni del tempo.

I modelli tridimensionali risultano estremamente ben fatti, grazie al cosiddetto “Atmospheric Shader”, restituendo la sensazione, alle volte, di star guardando un anime di alto livello, macchiato alle volte da espressioni poco convincenti. Il design dei personaggi abbandona in parte le esagerazioni tipiche dell’animazione giapponese a favore di proporzioni e abiti più verosimili e coerenti con il ruolo di ciascun individuo, mentre le sequenze animate realizzate dal celebre studio Ufotable arricchiscono i momenti chiave della trama con un taglio marcatamente cinematografico.

A completare il comparto interviene infine una colonna sonora orchestrale di grandissima qualità firmata dallo storico compositore Motoi Sakuraba, capace di alternare con naturalezza melodie intime a maestose tracce corali durante le battaglie.

Switch 2 è un abito con una taglia in meno

Arriviamo ora al punto cruciale per chiunque sia interessato a questa specifica versione: come gira su Switch 2?

Sul fronte delle prestazioni tecniche, l’esperienza si attesta su binari ben precisi, a partire dall’assenza di una modalità Prestazioni: il titolo raggiunge infatti i 60 fps esclusivamente durante le cutscene, mentre l’esplorazione, le skit e soprattutto i combattimenti rimangono ancorati a 30 fps. Sebbene la mancanza di un’opzione completa a 60 fps si faccia inizialmente sentire, data la natura spiccatamente frenetica degli scontri, si tratta di un compromesso a cui ci si fa l’occhio dopo una decina di minuti, riuscendo comunque a godersi il gioco in totale comfort e senza reali singhiozzi.

A completare il quadro tecnico interviene una risoluzione ancorata ai 1080p sia in configurazione casalinga sia in portabilità, annullando di fatto le discrepanze visive tra lo schermo del salotto e l’esperienza in mobilità. Se vogliamo fare un paragone semplice sul porting, le prestazioni e la resa sono in linea più con le console della scorsa generazione che a quelle odierne, ereditandone, tra l’altro, la completa mancanza dell’HDR.

Nonostante questi paletti strutturali, l’esperienza si mantiene solida e priva di cali di framerate o ritardi nel caricamento delle texture, soprattutto nell’utilizzo in mobilità, dove il display della console preserva un’ottima leggibilità dell’azione anche nelle fasi più concitate, mentre la risposta dei comandi si dimostra sempre reattiva, un requisito fondamentale per padroneggiare il tempismo delle schivate anche quando lo schermo si riempie di effetti visivi.

Il momento perfetto per recuperarlo

Per tirare le somme, Tales of Arise si conferma il punto più alto toccato dalla saga, nonostante la ripetitività delle missioni secondarie, l’opera bilancia i suoi difetti grazie a una narrazione matura e a un sistema di combattimento action solido e stimolante. L’inclusione di tutte le espansioni e la fruibilità pad alla mano di questa conversione rendono il pacchetto la versione definitiva per eccellenza.

Con Bandai Namco già attivamente al lavoro sul futuro del franchise partendo dalle ottime basi gettate da questo capitolo, questo porting si rivela un acquisto consigliato a ogni appassionato del genere per ingannare l’attesa prima del prossimo episodio principale, ma anche a tutti i novizi incuriositi che potrebbero amare l’idea di immergersi per la prima volta nell’affascinante mondo di Dahna.

8.5
Riassunto
Riassunto

Questa edizione si configura come la versione definitiva di uno dei migliori JRPG degli ultimi anni. Nonostante i compromessi tecnici legati al frame rate e la cronica debolezza delle attività secondarie, l'epopea di Alphen e Shionne risplende grazie a un comparto action solidissimo, una direzione artistica superba e un enorme mole di contenuti. Un acquisto caldamente consigliato sia ai veterani che ai neofiti, perfetto per ingannare l'attesa del futuro della saga.

Pro
Combat system sia bello da giocare che bello da vedere Direzione artistica e sonoro d'eccezione Switch 2 è l'ecosistema perfetto... Enorme mole di contenuti...
Contro
...ma bisogna abituarsi ai 30 fps ...ma le secondarie annoieranno dopo poco
  • Giudizio Complessivo8.5
Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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