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Ubisoft: “Le microtransazioni rendono i giochi più divertenti”

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Ubisoft ha recentemente pubblicato un mastodontico documento di 400 pagine tra universal registration document e rapporto finanziario annuale, una vera e propria enciclopedia aziendale per chiunque voglia approfondire numeri, strategie e filosofia del gruppo tra il 2024 e il 2025. Tra i passaggi più discussi emersi dalla pubblicazione, spiccano le dichiarazioni relative al modello di monetizzazione della compagnia, e al modo in cui questo inciderebbe sull’esperienza del giocatore.

Già a pagina 10 del documento, nella sezione dedicata al modello di business e alla strategia del gruppo, Ubisoft si definisce “leader dell’industria videoludica” e “unica per la propria organizzazione produttiva”. Una premessa ambiziosa, che introduce una riflessione sulla monetizzazione che ha sollevato più di un sopracciglio tra gli osservatori del settore.

La regola d’oro nello sviluppo di giochi premium è permettere ai giocatori di godere dell’esperienza completa senza dover spendere di più”, si legge. “Le nostre offerte di monetizzazione nei giochi premium rendono l’esperienza più divertente, permettendo la personalizzazione dell’avatar o un avanzamento più rapido, ma restano sempre opzionali”.

Il tema torna anche a pagina 135, dove si ribadisce che “la sicurezza e il benessere dei giocatori sono la nostra massima priorità”, affermando che Ubisoft si impegna a “garantire meccanismi di monetizzazione responsabili”.

Più avanti si cita anche un Codice di Condotta che sancisce “un approccio equo e trasparente alla monetizzazione, offrendo esperienze di gioco divertenti, coinvolgenti e immersive”.

L’obiettivo dichiarato? “Arricchire l’esperienza di gioco bilanciando due pilastri fondamentali – opzionalità ed equità – in tutti i generi”.

C’è molto da analizzare nel rapporto, ma il punto che ha attirato l’attenzione generale è l’idea che le microtransazioni siano considerate da Ubisoft come un elemento che aumenta il divertimento. Una lettura che, per molti giocatori, potrebbe suonare quantomeno ottimistica, se non proprio lontana dalla realtà (così come la recente indicazione su come gestire i dischi dei giochi i cui server sono stati chiusi).

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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