Un nuovo Banjo-Kazooie? Dipende tutto da Rare, ma le chance sono minime

Di Andrea "Geo" Peroni
17 Ottobre 2020

Il genere platform sta rivivendo un magico momento negli ultimi anni. Perché allora non sognare un ritorno anche per Banjo e Kazooie?

Grazie a perfette operazioni nostalgia come quelle di Spyro e Crash Bandicoot, recentemente tornato alla ribalta con il primo videogioco inedito della serie dopo oltre 10 anni, e capolavori come Super Mario Odyssey, Celeste e la serie Ori, i platform sono tornati decisamente in voga negli ultimi anni.

E allora perché non sognare un ritorno per uno dei franchise più riusciti dell’era d’oro del genere, Banjo-Kazooie?

L’IP di Rare debuttò nel 1998 su Nintendo 64 con il primo gioco, che ricalcava a grandi linee la struttura di Super Mario 64 con però un modo tutto diverso di raccontare la storia, i personaggi e le interazioni tra loro. Il successo fu decisamente importante, tanto che Rare nel 2000 pubblicò il sequel, Banjo-Tooie, a cui seguirono poi altri sequel e spin-off. L’ultimo gioco dedicato è Banjo-Kazooie: Nuts’n’Bolts del 2008, uscito su Xbox 360 (Rare nel frattempo era stata acquistata da Microsoft).

Da allora, l’iconico duo non si è più fatto vivo sui nostri schermi, se non per simpatiche apparizioni come quella in Super Smash Bros. Ultimate.

Da anni i giocatori Xbox chiedono a Microsoft di mettere in cantiere un nuovo titolo dedicato all’orso e al rosso breegull, ma contrariamente a quanto pensiamo oggi le parole di Phil Spencer delineano un quadro un po’ differente: è tutto nelle mani di Rare.

Il colosso di Redmond, apprendiamo, non ha infatti dato alcuna limitazione a Rare o imposto lo sviluppo o l’abbandono di certi franchise, lasciando carta bianca allo studio. La scelta di riportare in vita Banjo-Kazooie, quindi, o di altre famose IP della software house come Conker, spetta tutta a Rare stessa:

Lascio fare agli studi in termini di cose su cui vogliono lavorare. Ho molto rispetto per Rare e per il lavoro che svolgono. A loro piace costruire cose nuove e hanno visto il successo con Sea of Thieves. Penso che siano davvero entusiasti di Everwild. Ma anche la risposta a Battletoads è stata piacevole. E penso che [lo studio partner] Dlala abbia fatto un buon lavoro con il gioco. E quindi penso che sia sempre un equilibrio. La mia casella di posta è piena di: “Lascia che ogni studio faccia nuove proprietà intellettuali

Se Banjo-Kazooie tornerà, quindi, dipende tutto da Rare, la quale però, al momento, non sembra esserne particolarmente interessata.

La software house sta lavorando a Sea of Thieves ed Everwild, in arrivo su Xbox Series X | S e PC, ma non solo: un ritorno della serie platform di Banjo e Kazooie sarebbe vista come ormai anacronistica.

Gregg Mayles, che ricoprì il ruolo di director e lead designer del primo gioco della serie e che oggi è ancora in Rare, ritiene infatti che Banjo-Kazooie sia ormai un gioco lontano dai giorni nostri, e che il pubblico di oggi, o almeno la maggior parte di esso, non sappia neppure chi siano Banjo e Kazooie. Proprio per questo, le priorità dello studio sono altre.

Le icone dei platform in 3D, insomma, torneranno? L’impressione è che le chance siano davvero minime. Purtroppo.

Fonte

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