L’arrivo di Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2 su Nintendo Switch 2 segna un momento simbolicamente importante nella storia del franchise: per la prima volta, il potente Dragon Engine fa ufficialmente il suo debutto su una console Nintendo. La situazione sarebbe stata impensabile qualche anno fa, quando i rapporti tra la saga e Nintendo sembravano tutt’altro che floridi, complice anche il fallimento della raccolta Yakuza 1 & 2 HD su Wii U e le dichiarazioni poco lusinghiere dell’allora creatore della serie, Toshihiro Nagoshi. Da allora molte cose sono cambiate. Con la crescente popolarità del brand in Occidente, con l’uscita su praticamente ogni piattaforma moderna e con il cambio di leadership interno a RGG Studio, SEGA sembra ora intenzionata a rendere Yakuza un franchise davvero onnipresente.
La nuova ibrida Nintendo diventa quindi una destinazione centrale nella strategia della compagnia. Dopo la pubblicazione di Yakuza 0 Director’s Cut come titolo di lancio di Switch 2, l’arrivo dei due Kiwami completa un importante tassello nel percorso di recupero cronologico della saga. Per molti giocatori sarà quindi la prima occasione per vivere questi remake in un formato portatile di qualità, proprio nell’anno in cui la serie festeggia il suo ventesimo anniversario e si prepara al lancio di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties.
Giochi di potere
La trama di Yakuza Kiwami ripropone gli eventi dell’originale capitolo per PlayStation 2, ma lo fa con un taglio cinematografico più raffinato. Il protagonista, Kazuma Kiryu, vede la sua vita sconvolta quando decide di assumersi la colpa per un omicidio che non ha commesso, con l’obiettivo di proteggere il suo migliore amico e la donna che ama. Dopo dieci anni di prigione, rientra in un mondo completamente mutato, dove la scomparsa di 10 miliardi di yen sta innescando una serie di tradimenti e giochi di potere all’interno del Tojo Clan. Il remake non si limita a riproporre la storia originale, ma la arricchisce con nuove scene, dialoghi ampliati e una serie di approfondimenti che rendono più coerente il collegamento con Yakuza 0. Anche l’inserimento del folle e imprevedibile Goro Majima, presente in ogni angolo della città in situazioni tanto assurde quanto geniali, contribuisce a dare nuovo ritmo alla narrativa, spezzando la tensione del dramma con momenti di comicità surreale.
Con Yakuza Kiwami 2, la posta in gioco cresce in maniera significativa. Ambientato un anno dopo gli eventi del primo capitolo, il gioco vede Kiryu costretto a tornare nel mondo della yakuza per impedire una guerra devastante tra il Tojo Clan e l’Omi Alliance. A dominare la scena c’è Ryuji Goda, uno degli antagonisti più iconici dell’intera serie, un uomo implacabile che sfida apertamente Kiryu e che rappresenta una forza tanto brutale quanto carismatica. La storia, più matura e complessa, approfondisce anche il rapporto tra Kiryu e il suo passato, e introduce il filo narrativo legato alla mafia coreana, aggiungendo ulteriori livelli di tensione. In questa versione del gioco fa il suo debutto la Majima Saga, una mini-campagna che consente ai fan di seguire Goro Majima in una serie di eventi paralleli e complementari alla trama principale, ampliando in modo significativo la comprensione del suo ruolo all’interno della storia.
Guerriglia urbana
Le differenze tra i due giochi non sono soltanto narrative, ma riguardano anche la struttura del gameplay. Yakuza Kiwami eredita direttamente da Yakuza 0 il sistema basato sui tre stili di combattimento di Kiryu. Il giocatore può passare liberamente da uno stile equilibrato a uno più agile, oppure optare per mosse più potenti in grado di sfruttare gli elementi dello scenario. Questa impostazione, che consente di adattare l’approccio ai diversi nemici e alle situazioni ambientali, rende ogni scontro dinamico e spettacolare, soprattutto quando entrano in scena le iconiche Heat Actions, mosse finali cinematografiche che esaltano l’impatto visivo dei combattimenti.
Accanto alle missioni principali, Kiwami offre una vasta quantità di attività secondarie: mini-giochi, sfide opzionali, storie parallele e i celebri contenuti “strampalati” che hanno contribuito al fascino del franchise. I momenti più drammatici convivono con situazioni esilaranti, creando un equilibrio narrativo e tonale che da sempre distingue la serie. Il sistema “Majima Everywhere”, poi, aggiunge un ulteriore livello di imprevedibilità, costringendo il giocatore a essere sempre pronto a un combattimento inatteso.
Yakuza Kiwami 2, invece, abbandona il sistema a stili multipli in favore del combattimento più fluido e corposo reso possibile dal Dragon Engine. Le animazioni diventano più naturali, i colpi hanno un peso maggiore e l’ambiente si integra in modo realistico, con oggetti che si rompono, transizioni senza caricamenti e una fisicità più marcata nei movimenti. Rispetto al primo Kiwami, la progressione si fonda su un sistema di potenziamento più diretto, che invita a migliorare le abilità di Kiryu e a costruire un ritmo di crescita costante.
Oltre alla trama principale, Kiwami 2 introduce due attività secondarie molto articolate. Il Cabaret Club, vero e proprio gestionale, che richiede di amministrare un locale notturno, selezionando le hostess, migliorando l’arredamento e gestendo le serate. Il Clan Creator, invece, propone un gameplay a metà tra strategia e tower defense, in cui è necessario reclutare combattenti e affrontare battaglie sempre più impegnative. Entrambi i contenuti offrono molte ore di gioco aggiuntivo e si adattano perfettamente anche a sessioni brevi in portabilità.
Tecnica alla mano
Uno degli aspetti più sorprendentemente riusciti del porting su Switch 2 riguarda la performance. Yakuza Kiwami passa dai 30 FPS della prima Nintendo Switch a un obiettivo di 60 FPS quasi sempre stabile sulla nuova console. Le differenze con la versione PS4 sono minime: modelli poligonali, texture e illuminazione rimangono pressoché identici, con un impatto visivo solido sia in modalità docked sia in modalità portatile. Anche il sistema di vibrazione HD2 della console dona maggiore precisione durante i combattimenti, risultando più incisivo del rumble del controller PS4.
Il salto tecnico diventa più evidente con Yakuza Kiwami 2, che sfrutta il Dragon Engine, storicamente più pesante. Pur non raggiungendo i 60 FPS, il titolo mantiene una stabilità notevole e un dettaglio grafico molto vicino alla versione PS4. Alcune differenze, come piccole distorsioni visive su determinate superfici, sono riconducibili a probabili tecniche di upscaling o a una risoluzione leggermente inferiore, ma nulla che comprometta l’esperienza complessiva. In modalità portatile, anzi, il display da 7,9 pollici della console restituisce un’immagine sorprendentemente nitida, che valorizza soprattutto le cutscene di alta qualità.
Dal punto di vista dell’accessibilità, entrambi i giochi beneficiano dell’aggiunta di numerose opzioni, tra cui la rimappatura dei pulsanti, la regolazione del volume separato tra dialoghi, musica ed effetti sonori, e la possibilità di modificare le dimensioni e i colori dei sottotitoli. La localizzazione testuale è stata ampliata in modo significativo con l’inclusione di nove nuove lingue (tra cui l’italiano) rendendo l’esperienza più accessibile a un pubblico globale.

Riassunto
Riassunto
Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2 su Nintendo Switch 2 rappresentano un risultato sorprendente e una dimostrazione concreta delle capacità della nuova console. Entrambi i giochi offrono un’esperienza quasi indistinguibile dalla versione PS4, ma con in più il vantaggio di poter essere giocati ovunque. La portabilità, la qualità del display e le nuove opzioni di accessibilità rendono questi due remake un’occasione ideale per scoprire o riscoprire i primi capitoli della saga.
Pro
Porting tecnicamente solido e ben realizzato... Due grandi giochi, fruibili ovunque Accessibilità assoluta (italiano compreso)Contro
...peccato per i 60 fps non sempre raggiunti in Kiwami 2- Valutazione8.5



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