Con The Occultist, lo studio spagnolo DALOAR si presenta al pubblico con un progetto che, almeno nelle intenzioni, ambisce a imporsi come una chiara dichiarazione d’identità: un horror narrativo in prima persona costruito attorno a occultismo, tensione psicologica ed esplorazione. Non è un dettaglio secondario, perché lo stesso team sostiene di essere nato con l’obiettivo di sviluppare proprio questo titolo, facendone non soltanto la propria opera d’esordio più visibile, ma anche il manifesto della propria visione creativa. A sostenere il progetto c’è inoltre Daedalic Entertainment, publisher da anni vicino a produzioni indipendenti fortemente orientate alla dimensione narrativa, un elemento che contribuisce a collocare il gioco all’interno di una tradizione editoriale ben definita.
In questo contesto, The Occultist prova a ritagliarsi uno spazio nel panorama dei survival horror contemporanei scegliendo una direzione piuttosto netta: ridurre il peso dell’azione diretta per puntare invece su atmosfera, vulnerabilità e costruzione del mistero. L’impianto ruota attorno all’esplorazione in prima persona, all’uso del pendolo mistico, alla risoluzione di enigmi e a sezioni stealth che obbligano il giocatore a evitare lo scontro frontale, rafforzando così un senso di costante esposizione al pericolo. Più che inseguire il ritmo del blockbuster horror, l’opera spagnola sembra voler lavorare sulla densità dell’ambientazione e sulla progressiva immersione in un luogo maledetto, facendo della tensione il proprio principale motore espressivo.
Sarà quindi riuscita nell’impresa? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!
Versione provata: PlayStation 5
Padre e figlio
La componente narrativa di The Occultist ruota attorno ad Alan Rebels, investigatore del paranormale che decide di recarsi sulla remota isola di Godstone per fare luce sull’improvvisa scomparsa del padre. Si tratta di una premessa semplice ma efficace, che trova forza soprattutto nel legame personale tra il protagonista e il luogo al centro dell’indagine. Alan, infatti, conosce l’ambientazione soltanto attraverso i racconti frammentari del genitore, che proprio lì era nato e aveva trascorso i primi anni della sua vita. Questo rapporto indiretto con l’isola contribuisce a rendere il viaggio ancora più significativo, trasformandolo fin da subito in una ricerca che si muove contemporaneamente sul piano investigativo e su quello intimo, familiare.
Ad accompagnare Alan c’è il suo inseparabile pendolo mistico, un oggetto dalle origini sconosciute che rappresenta molto più di un semplice strumento di supporto. Si colloca infatti al centro dell’identità stessa del gioco, sia sul piano narrativo sia su quello ludico, diventando il mezzo attraverso cui il protagonista interagisce con un ambiente dominato da forze oscure e realtà alterate.
Godstone, dal canto suo, non è soltanto uno scenario, ma il vero fulcro del racconto. L’isola porta il peso di un passato atroce: fino al 1950 sarebbe stata abitata da un culto macabro, autore di rituali crudeli e di esperimenti disturbanti che hanno condannato i suoi abitanti a una dannazione eterna. Da allora nessuno avrebbe più rimesso piede in quel luogo, ormai inghiottito dal silenzio, dalla nebbia e da una presenza maligna che permea ogni strada e ogni edificio. L’arrivo di Alan spezza questo isolamento e dà avvio a un’indagine che non si limita a ricostruire il destino del padre, ma punta anche a svelare che cosa sia realmente accaduto sull’isola e quale sia la natura della maledizione che la avvolge.
Effetto pendolo
Per quanto riguarda il gameplay, The Occultist è un puzzle adventure in prima persona con una leggera componente horror (per i più impressionabili: tranquilli, è davvero molto lieve). Durante l’intera vicenda si dovranno infatti raccogliere determinati oggetti per aprirsi, poco alla volta, la strada, risolvendo semplici enigmi grazie all’aiuto del pendolo in dotazione al protagonista. Lo svolgimento di queste attività non richiede un grande sforzo di elaborazione. Nella quasi totalità dei casi, infatti, occorrerà recuperare un determinato elemento oppure consultare un particolare documento per risalire alla combinazione del lucchetto di turno.
Proseguendo nella trama, il ciondolo acquisirà poteri capaci di influire direttamente sull’ambiente, rendendo per esempio visibile ciò che a occhio nudo non appare oppure riavvolgendo il tempo per svelare indizi o congegni altrimenti inaccessibili. Chi cerca azione, quindi, difficilmente resterà soddisfatto di quanto prodotto dal team spagnolo; il gioco concentra tutta la sua enfasi sull’esplorazione, tralasciando quasi del tutto meccaniche di combattimento e stealth.
Ne deriva un’esperienza essenziale e priva di troppi fronzoli, interessata soprattutto a raccontare la propria storia. Questa scelta la espone tuttavia ad alcuni limiti, come una longevità piuttosto contenuta (intorno alle 4-5 ore) e qualche forzatura in determinati puzzle, che non risultano immediatamente leggibili e in alcuni casi sfiorano il superfluo. A completare il quadro vi sono naturalmente diversi oggetti collezionabili e documenti da recuperare, utili ad ampliare la lore dell’isola di Godstone.
Ambiente ostile
Dal punto di vista artistico, The Occultist svolge un lavoro apprezzabile. Le varie location che Alan sarà chiamato a visitare sono costruite in modo da immergere completamente l’utente nel luogo, generando la giusta dose di ansia e mistero. Dai materiali all’illuminazione, le strutture messe in scena da DALOAR compongono un colpo d’occhio d’insieme davvero godibile, sia che si tratti di un cimitero, oppure di un circo all’aperto. Dove la produzione mostra invece maggiormente il fianco è nei volti dei personaggi e nelle loro animazioni, che in diverse circostanze peccano di credibilità.
Sul fronte tecnico, il titolo si comporta abbastanza bene, anche se negli ambienti più ampi la stabilità del codice mostra qualche limite in termini di fluidità (arriverà quasi certamente una patch a ridosso dell’uscita, ma per dovere di cronaca è giusto segnalarlo). Pregevoli, infine, la componente audio e il supporto al DualSense su PS5, caratteristiche che consentono all’avventura di rafforzare ulteriormente il coinvolgimento generato.

Riassunto
Riassunto
The Occultist è un'opera che fonde sapientemente puzzle ed esplorazione in un contesto avvincente e denso di mistero. L'opera prima di DALOAR intrattiene e spinge a proseguire nell'indagine per comprendere appieno ciò che l'isola di Godstone nasconde. Peccato solo per una durata davvero limitata ed un comparto tecnico a tratti zoppicante.
Pro
I poteri del pendolo sono un tratto distintivo Esteticamente pregevole...Contro
Davvero breve ...tranne i modelli dei personaggi- Valutazione7.4



Complimenti. I primi in Italia a fare una recensione. L’avevo preordinato, ma ho letto la vostra recensione ed ho i dubbi. Non tanto per il gioco ma per la durata. Troppo breve, anche se il prezzo è ottimo.
Grazie Giuseppe! Purtroppo si, calcola che per la recensione ho sbloccato addirittura il trofeo che chiede di completare la partita entro sei ore…e naturalmente era la prima volta che affrontavo l’avventura! Non è affatto male, ma forse aspetterei la prima promozione utile.