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BRIGANDINE ABYSS | Recensione

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La saga di Brigandine non è tra le più note del vasto universo di jrpg tattici, ma le sue origini risalgono addirittura al 1998, con il primo episodio uscito su PlayStation. Dopo un lungo silenzio durato ben 22 anni, nel 2020 il marchio venne ripreso dallo sviluppatore Matrix Software, e ora, dopo 6 anni, siamo di fronte al terzo capitolo, Brigandine Abyss. Scopriamo insieme qualcosa di più nella nostra recensione!

Versione provata: PC

Battaglia per il trono

Brigandine Abyss è sviluppato da AdGlobe, lo studio dietro i giochi metroidvania Ender Lilies e Ender Magnolia e il gioco strategico Redemption Reapers. Il gioco è pubblicato da HappyNet Games, che aveva già pubblicato il secondo capitolo della saga, Brigandine: The Legend of Runersia, mentre NIS America si è occupata della localizzazione.

Abyss prende una direzione diversa rispetto ai precedenti Brigandine, soprattutto per quanto riguarda lo stile artistico, grazie al coinvolgimento di designer provenienti dalle serie Suikoden e Fire Emblem. Le due influenze sono chiaramente riconoscibili, ma per il resto questo nuovo capitolo rappresenta una continuazione e un’espansione della formula di Brigandine.

In Brigandine Abyss sono disponibili due modalità di gioco. La modalità Storia permette di prendere il controllo di una delle sei fazioni, ognuna dotata di una propria trama. La modalità Missione permette di adottare una fazione customizzata, ma rinuncia alla componente narrativa: si tratta quindi di una modalità incentrata esclusivamente sulla strategia, con l’obiettivo di conquistare le altre fazioni e diventare la nazione più potente del continente.

Ma parliamo più dettagliatamente della trama di Brigandine Abyss. Il vecchio re della più grande nazione del continente è morto e al suo posto è salito sul trono un nuovo sovrano, le cui ambizioni vanno ben oltre i confini originari del regno. Il giocatore prende il controllo di una delle sei fazioni che cercano di opporsi a questo impero in ascesa. Ogni fazione ha un proprio obiettivo e una motivazione specifica per affrontare l’impero.

Le loro motivazioni possono entrare in conflitto ed essere molto diverse tra loro, e il nostro percorso dipenderà dalle scelte effettuate all’inizio. Se pianifichiamo in modo adeguato la strategia e sviluppiamo i territori sotto il nostro controllo, potremmo riuscire a raggiungere i nostri obiettivi.

Durante le battaglie capiterà di affrontare personaggi appartenenti ad altre fazioni, che in seguito potremmo arrivare a controllare nella modalità Missione o nella modalità Storia. Un roster così vasto aumenta le possibilità di trovare qualche personaggio particolarmente interessante, ma talvolta appesantisce la narrazione e rende più difficile distinguere i singoli personaggi, soprattutto quando non è il loro momento di avere un ruolo centrale. Man mano che il nostro impero cresce e si espande, potremo inoltre reclutare alcune delle unità appartenenti alle fazioni che abbiamo affrontato.

Prepararsi alla guerra

Per quanto riguarda il gameplay, Brigandine Abyss combina battaglie strategiche, con una visione più ampia dell’intero paese, che ricorda una versione molto semplificata di un gioco di grande strategia alla Europa Universalis.

Cominciamo però dalle battaglie. Gli scontri si svolgono su una griglia esagonale e il nostro esercito è composto da unità leader, ovvero i principali personaggi legati alla storia, ciascuno dei quali dispone di alcune unità subordinate sotto il proprio comando. Anche i nemici seguono esattamente la stessa struttura e il nostro obiettivo può consistere nell’eliminare tutti gli avversari oppure nel concentrarci direttamente sui loro leader.

Quando un leader viene sconfitto, porta con sé tutte le unità mostro ancora sotto il suo comando. Lo stesso vale per i nostri leader, quindi dobbiamo assicurarci di proteggerli adeguatamente.

Un altro elemento strategico legato alla distinzione tra unità leader e unità mostro consiste nella possibilità di attaccare direttamente i mostri sotto il comando di un personaggio per ottenere più esperienza durante il combattimento. Tuttavia, non appena si elimina il leader, tutte queste opportunità vengono meno. È inoltre possibile prendere di mira direttamente i leader quando ci si trova ad affrontare un numero eccessivo di unità, in modo da eliminarli rapidamente e ridurre il numero di avversari presenti sul campo.

Il fatto che i leader guidino delle unità mostro dà inoltre origine ad alcune abilità particolari che bisogna tenere in considerazione quando si compongono le squadre.

Ciascuno dei mostri, così come le altre unità sotto il nostro comando, ha un ruolo ben definito, utile a compensare alcune delle carenze dei leader, per esempio grazie alle unità capaci di curare o a quelle volanti. Ciò permette ai leader stessi di avere ruoli ancora più distinti. È persino possibile radunare alcune unità attorno al proprio leader per ottenere determinati bonus, aggiungendo un ulteriore livello di profondità alle battaglie. Se desideriamo che il nostro leader abbia una maggiore mobilità e più possibilità di movimento, possiamo radunare attorno a lui una delle unità a cavallo.

I campi di battaglia, con le loro importanti caratteristiche del terreno inserite all’interno della griglia esagonale, contribuiscono a creare un’esperienza di combattimento diversa da quella tipica del genere degli RPG strategici, ma in senso positivo.

Si attraversa una fase di organizzazione, durante la quale è possibile potenziare, riorganizzare e occuparsi di tutte le attività, seguita da una fase d’attacco, in cui si sceglie un gruppo da colpire in un determinato punto della mappa, e infine dalla fase d’invasione, nella quale si entra effettivamente in combattimento. Inoltre, in alcuni momenti, dovremo difendere i nostri territori dalle invasioni.

La fase di organizzazione sembra decisamente essere la parte più ricca dell’intero sistema strategico. Abbiamo intrapreso missioni per raccogliere risorse, potenziare i domini sotto il nostro controllo, riorganizzare le unità, reclutare nuovi mostri e molto altro ancora.

Una strategia complessa

Un aspetto piuttosto problematico è quello dell’interfaccia, che a volte sembra davvero un po’ sovraccarica, vista la grande quantità di informazioni che deve presentare sia durante la fase di organizzazione sia durante le battaglie. Siamo riusciti ad orientarci, ma riteniamo che Brigandyne Abyss probabilmente non è un RPG strategico particolarmente accessibile ai principianti. Inoltre, il gioco non è localizzato in italiano: è doppiato unicamente in giapponese con sottotitoli e lingua di interfaccia in inglese, francese, tedesco e cinese, e questo potrebbe farlo risultare più complicato del previsto.

Il gioco dispone comunque di alcune utili funzioni pensate per migliorare la qualità dell’esperienza, come la possibilità di velocizzare le battaglie e di premere un tasto per passare direttamente al personaggio successivo che si desidera muovere. Tuttavia, spostare concretamente le unità è risultato più macchinoso rispetto alla nostra esperienza con giochi strategici simili.

Brigandine Abyss è di certo una ventata fresca all’interno della pletora di jrpg tattici presenti sul mercato, innanzitutto grazie alla sua struttura strategica su scala mondiale, ai combattimenti su griglia esagonale con leader e mostri, e a un mondo colorato popolato da personaggi divertenti e interessanti.  Grazie alle ben sei fazioni disponibili in modalità Storia gode inoltre di un notevole valore in termini di rigiocabilità e di approcci diversi alle battaglie, ed è senz’altro un punto positivo che saprà conquistare gli appassionati del genere.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher

8
Riassunto
Riassunto

Brigandyne Abyss è un jrpg tattico decisamente atipico, che unisce una fase di gameplay accostabile a un gioco grand strategy molto semplificato, a sessioni di battaglie a turni sul campo, dove guidiamo una delle sei fazioni in gioco. A distanza di sei anni dall’uscita del capitolo precedente la saga di Brigandine ritorna, e offre un’ottima rigiocabilità e una particolare attenzione alle variabili tattiche sul campo. Peccato solo per qualche sbavatura sulla narrazione, che tende ad appesantirsi e ad accumulare fin troppi personaggi all’interno della storia, senza mai svilupparli adeguatamente. Anche l’interfaccia avrebbe avuto bisogno di essere snellita, perché si tende troppo spesso ad essere soverchiati dalle informazioni. Si tratta però di difetti che non minano il valore del gioco, che riesce ad appassionare e a intrattenere con un comparto di gioco più che solido.

Pro
Componente strategica varia ed approfondita Fazioni ben diversificate tra loro Ottima rigiocabilità
Contro
La gestione dei personaggi all'interno della narrativa tende a perdere colpi Interfaccia soverchiante
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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