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Guns & Dragons – Quando le rune incontrano la polvere da sparo | Anteprima

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A cura di Riccardo Furieri

Tra i tanti giochi provati durante la Gamescom 2026, Guns & Dragons è stato uno di quei titoli capaci di lasciarci una sensazione positiva quasi subito. Non tanto perché quanto mostrato fosse già vicino alla forma definitiva, anzi, ma perché dietro la build presente in fiera abbiamo intravisto idee interessanti, un’identità piuttosto chiara e soprattutto un team che sembra sapere bene quale direzione vuole seguire. Sviluppato e pubblicato da ABUTTON Inc., il progetto prende la struttura di un FPS roguelite e la inserisce all’interno di un universo fantasy magitech nel quale rune, polvere da sparo, artefatti e macchinari arcani finiscono per convivere senza troppi complimenti.

Un roguelite tra magia e piombo

La premessa di Guns & Dragons è piuttosto immediata: affrontare spedizioni sempre più impegnative, eliminare orde di creature, raccogliere nuove risorse e modificare progressivamente il proprio equipaggiamento nel tentativo di costruire una combinazione capace di trasformare una run apparentemente normale in una sequenza di combattimenti sempre più esplosivi.

La componente roguelite è evidente fin dai primi minuti. Ogni partita porta con sé nuove armi, modificatori e possibilità di crescita, mentre tra una spedizione e l’altra sarà possibile sviluppare la propria base e ottenere miglioramenti permanenti. Il gioco è inoltre pensato per essere affrontato sia in solitaria sia in cooperativa con un massimo di tre giocatori, anche se la build provata alla Gamescom era ancora chiaramente lontana dalla versione definitiva e non permetteva di valutare concretamente questa componente.

Al momento non è stata comunicata una data di uscita e, considerato lo stato del progetto, non sorprende. Guns & Dragons dà infatti l’impressione di essere ancora in pieno sviluppo, ma dispone già di una base sufficientemente leggibile per comprendere le intenzioni del team.

Sieg, tra pistole e tecnologia arcana

Nella demo disponibile in fiera era possibile utilizzare esclusivamente Sieg, un ingegnere del campo di battaglia specializzato nello studio delle rune e dei macchinari arcani. Il suo stile di combattimento combina l’utilizzo delle armi da fuoco con capacità esplosive e strumenti pensati per mantenere il controllo dello scontro, risultando piuttosto semplice da comprendere fin dai primi minuti.

Tra le abilità disponibili abbiamo trovato uno scatto rapido, utile per riposizionarsi o sfuggire agli attacchi avversari, il lancio di una pietra esplosiva e un particolare mirino arcano. Quest’ultimo interagisce con alcune capacità e con i potenziamenti raccolti durante la partita, diventando uno degli elementi attorno ai quali costruire progressivamente la propria configurazione.

Nei materiali mostrati durante l’incontro compariva anche Eryn, una cacciatrice delle foreste armata di arco e legata ai poteri del vento e degli spiriti. Sulla carta sembra proporre uno stile maggiormente orientato alla precisione e alla mobilità, ma non essendo disponibile nella versione provata preferiamo rimandare qualsiasi considerazione più approfondita. Alla Gamescom, l’esperienza ruotava interamente attorno a Sieg.

È la build a fare davvero la differenza

L’aspetto che ci ha incuriosito maggiormente riguarda però la gestione e l’evoluzione dell’equipaggiamento. In Guns & Dragons le armi non diventano semplicemente più potenti aumentando progressivamente il valore del danno, ma possono essere modificate attraverso perk ed effetti in grado di influenzare direttamente il loro comportamento.

Una Magnum di secondo livello, ad esempio, possiede statistiche dedicate a danno, velocità d’attacco, probabilità di colpo critico, danni ai punti deboli, capacità del tamburo e tempo di ricarica. A questi parametri si aggiungono capacità specifiche come Focus Shot, pensata per premiare un utilizzo più ragionato dell’arma, oppure Fanning Shot, che permette invece di scaricare rapidamente tutti i colpi rimasti.

Il sistema sembra quindi voler spingere il giocatore verso la costruzione di vere e proprie sinergie. Rune, nuclei e potenziamenti possono modificare elementi differenti della build, aumentando ad esempio la frequenza delle esplosioni, applicando effetti elementali oppure intervenendo direttamente sulle statistiche del personaggio. La scelta più conveniente non coincide necessariamente con quella che aumenta maggiormente il danno, perché determinati bonus possono diventare molto più efficaci quando combinati tra loro.

È probabilmente qui che Guns & Dragons mostra le proprie ambizioni più interessanti. Il loop resta quello tipico del genere: combattere, ottenere risorse, scegliere nuovi bonus e provare a diventare progressivamente più potenti. Il potenziale, però, dipenderà dalla quantità e dalla qualità delle combinazioni disponibili nella versione finale. Se ABUTTON riuscirà a garantire una varietà sufficiente, sperimentare con le build potrebbe diventare uno dei motivi principali per iniziare continuamente nuove run.

Dal fabbro non tutto va sempre secondo i piani

A rendere meno prevedibile la progressione ci pensa anche Boros, il fabbro presso il quale è possibile tentare di potenziare i perk raccolti. In questo caso, però, investire risorse non garantisce automaticamente un risultato positivo.

L’interfaccia mostra infatti differenti probabilità di successo, fallimento e risultato critico. Migliorare una capacità diventa quindi una piccola scommessa: un esito favorevole può rafforzare sensibilmente la propria configurazione, mentre un fallimento rischia di trasformare quanto accumulato fino a quel momento in un investimento poco fortunato.

Si tratta di una meccanica interessante, perché aggiunge tensione anche a momenti che normalmente rappresenterebbero semplicemente una pausa tra uno scontro e l’altro. Molto dipenderà però dal bilanciamento definitivo: la casualità dovrà rappresentare un incentivo al rischio, senza trasformarsi in una penalizzazione eccessivamente frustrante.

Lo stesso principio sembra accompagnare anche altri incontri presenti durante l’esplorazione. Alcuni altari permettono ad esempio di accettare sacrifici o penalità in cambio di frammenti, armi o vantaggi immediati. Guns & Dragons sembra quindi voler costruire buona parte della propria identità attorno al rapporto tra rischio e ricompensa, spingendo continuamente il giocatore a chiedersi quanto sia disposto a sacrificare pur di ottenere qualcosa in più.

Una buona base da cui proseguire

Dal punto di vista visivo, Guns & Dragons propone uno stile colorato e immediatamente leggibile, con una contaminazione tra fantasy e tecnologia che funziona bene e permette ai personaggi di distinguersi senza difficoltà. Anche l’interfaccia, pur mostrando parecchie statistiche e informazioni, durante la nostra prova è risultata sufficientemente chiara per confrontare velocemente armi e potenziamenti.

Allo stesso tempo, sarebbe impossibile ignorare lo stato ancora preliminare del progetto. La presenza del solo Sieg, alcune rifiniture evidentemente ancora necessarie e la sensazione complessiva restituita dalla demo confermano quanto lavoro ci sia ancora da fare prima di poter valutare Guns & Dragons nella sua interezza.

Ed è proprio per questo che, al momento, preferiamo concentrarci soprattutto sulle sensazioni. La prova della Gamescom non ci ha consegnato un titolo già pronto a stupire, ma un progetto con idee riconoscibili, una buona identità e un sistema di progressione che potrebbe diventare molto divertente se supportato da sufficiente varietà.

Restano da valutare la cooperativa, il bilanciamento delle build, la quantità di personaggi disponibili e soprattutto la capacità del gioco di mantenere vivo il proprio loop dopo numerose ore. Sono aspetti fondamentali per un roguelite e soltanto una versione più avanzata ci permetterà di capire quanto Guns & Dragons sia realmente in grado di reggere sul lungo periodo.

Per ora, però, le sensazioni restano positive. ABUTTON ci ha mostrato un gioco ancora grezzo, ma con una direzione ben precisa e alcune idee capaci di incuriosire. La strada è ancora lunga, ma questa particolare unione tra rune, magia e polvere da sparo ha già abbastanza personalità da convincerci a seguirne con attenzione l’evoluzione.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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