Pirati dei Caraibi – Il regista Gore Verbinski svela alcuni particolari dettagli sul terzo film

Di Andrea "Geo" Peroni
17 Marzo 2021

Gore Verbinski si è lasciato andare in una lunga intervista a Collider, nella quale ha parlato delle difficoltà e di alcuni retroscena legati alla realizzazione della sua trilogia di Pirati dei Caraibi con Johnny Depp, Orlando Bloom e Keira Knightley.

Sebbene non sia ancora chiaro cosa ne sarà dell’amato personaggio di Jack Sparrow dopo lo scandalo che ha colpito Johnny Depp negli ultimi anni, il franchise di Pirati dei Caraibi è ancora oggi uno dei più celebri prodotti live action Disney, ed è stato uno dei dominatori del box-office mondiale nei primi anni 2000.

Dopo il clamoroso successo di La maledizione della prima luna, che nel 2003 portò a casa ben 654 milioni di dollari al botteghino diventando uno dei più grandi risultati di quell’anno, Disney mise subito in cantiere due ulteriori film, ancora una volta diretti da Gore Verbinski, che avrebbero dato vita alla trilogia che tutti noi conosciamo.

La lavorazione di La maledizione del forziere fantasma e Ai confini del mondo, rispettivamente secondo e terzo capitolo, non fu però affatto semplice, come ammette lo stesso Verbinski nell’intervista. La realizzazione delle due pellicole fu una vera e propria sfida, soprattutto per l’improrogabile scadenza decisa da Disney per quanto riguarda le date di uscita.

Pirati dei Caraibi 2 e Pirati dei Caraibi 3 vennero girati in un’unica tranche di riprese, ma la complessità del progetto era elevata: tra location, riprese ed effetti speciali, la produzione e Verbiski dovettero anche fare i conti con la sceneggiatura. All’inizio delle riprese, infatti, lo script di Ai confini del mondo era ancora una semplice bozza di cui era definito soltanto il finale, che fu anche una delle primissime scene girate nel corso della realizzazione dei due film:

Mentre sei in un certo luogo, gira quella scena di Pirati 3 prima di lasciare il set. È quello che accade in realtà… E stavamo ancora facendo progetti, sai? Abbiamo girato la fine di Pirati 3 cinque giorni dopo l’inizio delle riprese di Pirati 2, perché stavamo lasciando quel luogo e non saremmo più tornati a Port Royale. Ci stavamo per spostare su un’isola diversa. […] Eravamo in buona forma con Pirati 2. Avevamo l’80% della sceneggiatura [all’inizio delle riprese], ma Pirati 3 era ancora solo appunti che sono diventate uno schema… e nessuna pagina, zero pagine. Quindi abbiamo dovuto scrivere notte dopo notte dopo notte […] dovevamo girare l’ultima scena di Jack in Pirati 3 il terzo o quarto giorno di riprese del secondo senza una sceneggiatura per Pirati 3 . Quella scena [in cui Jack Sparrow parte alla ricerca della Fonte della Giovinezza, tema del quarto film, Oltre i confini del mare] è stata girata il quarto giorno mentre giravamo Pirati 2 perché non saremmo tornati mai più in quel luogo.

Nell’intervista emergono poi anche gli interessanti dettagli della stesura delle idee per i film, che coinvolsero anche gli sceneggiatori Elliott e Rossio. La realizzazione dello script passò per una iniziale riorganizzazione delle idee, partendo da ciò che La maledizione della prima luna aveva costruito e dando nuovi spunti e nuove storie a quei personaggi già incontrati o anche solamente menzionati, come quello Sputafuoco Bill Turner citato da Jack Sparrow nel primo film e che comparirà proprio nel sequel, interpretato da Stellan Skarsgard:

Immediatamente diciamo, “Bene, Sputafuoco Bill, non l’abbiamo mai incontrato in Pirati 1. Questa è un’opportunità. […] Sputafuoco Bill, dove lo mettiamo? Cosa facciamo con Sputafuoco Bill? Quindi, il padre di Will, Jack lo conosceva, okay, abbiamo la storia del padre con il pirata dentro”. I temi iniziano a maturare. E inizi a camminare in quella stanza ogni giorno e fai domande drammaturgiche, e poi vieni colpito da mille domande. I produttori entrano e chiedono: “Beh, di quanti giorni pensi di aver bisogno sull’Isola Quattro?”E poi Ted [Elliott] e Terry [Rossio] pensano rapidamente, “Quando scriviamo questa scena, sembrano due pagine e mezzo, tre,” e loro, “Sì, forse tre” e io ho detto, “Okay , quindi ho bisogno di un giorno e mezzo per il dialogo perché siamo sull’acqua.”

Parlando degli effetti speciali per la realizzazione dei film, ancora oggi uno dei motivi di vanto della produzione, Verbiski si sofferma poi su una particolare sequenza di Ai confini del mondo. La scena a cui il regista fa riferimento è quella in cui Jack, Barbossa, Pintel e Ragetti sbarcano su un’isola trovando il corpo senza vita del Kraken, la mitologica creatura al servizio di Davy Jones. A quanto afferma Verbinski, la scelta di mostrare il mostro morto è perfettamente in linea con quello che è sempre stato il tema generale del film, quello di un mondo che sta finendo e del progresso che si fa avanti – tema che anche un altro villain della serie, Lord Beckett, ribadisce nel film:

Si è sempre trattato della morte dei mostri. Questo mondo sta finendo. Il progresso è arrivato e i miti non sono più rilevanti in questo nuovo ordine mondiale. Quella era la sua funzione narrativa fondamentale a quel punto. È un momento triste per Barbossa e Jack fermarsi a guardare quella cosa [il Kraken] e rendersi conto che è quello che sono in questo momento. Sono dinosauri in questo mondo.

Se siete curiosi di saperne di più, vi lasciamo l’intervista completa nel link che trovate in fondo all’articolo.

Per quanto riguarda il futuro del franchise, Disney ha annunciato ufficialmente un nuovo film in cui Margot Robbie sarà la protagonista, e che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere uno spin-off della saga principale. Non si tratterebbe però dell’unico film in lavorazione, ma il destino di Jack Sparrow è ancora indecifrabile. Jerry Bruckheimer, storico produttore della serie, spera di poter includere nuovamente Johnny Depp in futuro, ma gli scandali che hanno colpito l’attore potrebbero aver messo la croce sul buon capitano della Perla Nera – lo stesso Depp, del resto, è stato anche licenziato dalla saga di Animali Fantastici di Warner Bros.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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