Home Videogiochi Rubriche A Qualcuno Piace Indie | Gennaio 2026

A Qualcuno Piace Indie | Gennaio 2026

4

Buon 2026 a tutti gli amanti dei giochi indie! Anche quest’anno, l’inizio dell’anno si presenta particolarmente ricco di produzioni interessanti, capaci di spaziare tra generi, immaginari e approcci al game design molto diversi tra loro.

Dall’esplorazione cooperativa su giganteschi crostacei meccanici alla gestione morale di una pandemia, passando per horror psicologici, metroidvania pittorici, strategia roguelike e simulazioni estreme di arrampicata, gennaio dimostra ancora una volta come l’indie sia il luogo ideale in cui il videogioco può osare, raccontare e reinventarsi. Ecco quindi i titoli indipendenti più promettenti in arrivo nel mese, perfetti per inaugurare l’anno con qualcosa di diverso dal solito.

DuneCrawl

Tra le proposte più folli e affascinanti del mese spicca senza dubbio DuneCrawl, un action-adventure open world cooperativo che trasforma il deserto in un mare da solcare. Il fulcro dell’esperienza è il gigantesco Crab Crawler, una sorta di fortezza ambulante a forma di granchio meccanico che funge da mezzo di trasporto, base mobile e arma da guerra. Da soli o in compagnia fino a tre amici, i giocatori esplorano un mondo sabbioso disseminato di isole-oasi, dungeon segreti e fazioni in guerra.

L’anima di DuneCrawl è profondamente cooperativa: durante i combattimenti navali contro altri crawler, fortezze nemiche o boss colossali, ogni membro dell’equipaggio ha un ruolo fondamentale, dal pilotaggio alla gestione dei cannoni, fino alle riparazioni d’emergenza. A questo si affianca un solido sistema di progressione basato su equipaggiamento, maschere e talismani, oltre alla possibilità di potenziare il proprio veicolo con armi, corazze o semplici tocchi estetici. Un’avventura colorata, caotica e sorprendentemente ambiziosa, che promette ore di esplorazione condivisa.

StarRupture

Chi ama i survival sandbox a forte vocazione industriale troverà in StarRupture una proposta estremamente intrigante. Ambientato su un pianeta alieno in continuo mutamento, devastato da cataclismi ciclici e popolato da creature aggressive, il gioco unisce esplorazione open world, costruzione di basi e difesa cooperativa.

Il cuore dell’esperienza è la creazione di una complessa infrastruttura produttiva: estrarre risorse, trasformarle, sbloccare nuove tecnologie e adattare la propria base a un ambiente ostile che non concede tregua. Il pianeta non è solo un fondale, ma un nemico attivo, tra temperature estreme, eventi distruttivi e ondate di mostri pronti a mettere alla prova le difese del giocatore. Giocabile sia in solitaria che in cooperativa fino a quattro utenti, StarRupture sembra puntare a un equilibrio tra pianificazione strategica e tensione costante, rendendo ogni sessione una lotta per la sopravvivenza.

Pathologic 3

Il ritorno di Pathologic è sempre un evento, e Pathologic 3 non fa eccezione. Ice-Pick Lodge continua a portare avanti una delle saghe più disturbanti e intellettualmente stimolanti del panorama videoludico, proponendo un horror psicologico in cui il vero nemico non è solo la malattia, ma il tempo, la colpa e la mente del protagonista.

Nei panni del medico Daniil Dankovsky, il giocatore ha soltanto dodici giorni per salvare una città da una misteriosa epidemia. Ogni decisione ha conseguenze concrete: quarantene, confische, coprifuoco e vaccinazioni modellano la società e l’opinione pubblica, spesso trasformando il salvatore in un tiranno. La grande novità è la possibilità di riavvolgere il tempo, tornando indietro per correggere errori e sperimentare strade alternative, senza però cancellarne il peso morale. Un’esperienza densa, opprimente e profondamente umana, che non fa sconti e richiede dedizione, attenzione e nervi saldi.

Quarantine Zone: The Last Check

Restando in tema di epidemie, Quarantine Zone: The Last Check declina il genere gestionale in chiave survival horror, mettendo il giocatore al comando di un checkpoint durante un’apocalisse zombie. Il gameplay ruota attorno all’analisi dei sopravvissuti: individuare sintomi, scoprire contrabbando, decidere chi salvare e chi sacrificare.

Ma il controllo non è che una parte dell’esperienza. Man mano che la crisi peggiora, sarà necessario gestire risorse sempre più scarse, potenziare la base, difendersi dagli attacchi e persino sfruttare gli infetti come cavie per la ricerca. Un gioco che mette costantemente di fronte a dilemmi etici, chiedendo se sia giusto salvare vite o perseguire la conoscenza a ogni costo. Teso, cupo e sorprendentemente stratificato, è uno di quei titoli capaci di raccontare una storia emergente partita dopo partita.

Kejora

Dall’oscurità alla poesia visiva: Kejora è un’avventura puzzle-platformer dall’estetica interamente disegnata a mano, che racconta il mistero nascosto dietro la quotidianità di un villaggio apparentemente tranquillo. La protagonista non è sola: due compagni la accompagnano nel viaggio, ciascuno dotato di abilità uniche che permettono di risolvere enigmi ambientali e superare ostacoli.

Il gioco punta molto sull’atmosfera, sull’esplorazione lenta e sulla narrazione implicita, affidata alle immagini, ai movimenti e alle interazioni piuttosto che a dialoghi espliciti. Kejora sembra voler parlare con delicatezza, invitando il giocatore a osservare, sperimentare e lasciarsi trasportare da un mondo che cela molto più di quanto mostri in superficie.

Kotama e la Cittadella dell’Accademia

Tra le proposte più ambiziose del mese c’è Kotama e la Cittadella dell’Accademia, un metroidvania 3D a scorrimento laterale che fonde estetica anime, combattimenti iper-reattivi e una trama ricca di misteri e paradossi temporali. Ambientato in un’accademia utopica governata dalla legge del più forte, il gioco segue l’ascesa di una studentessa enigmatica pronta a competere per la Stella di Carmel.

Esplorazione, combattimenti e progressione si intrecciano in un sistema profondo fatto di abilità sbloccabili, armi intercambiabili e sinergie tra chip e rune. La possibilità di retrocedere nel tempo per rivedere scelte e percorsi aggiunge un ulteriore livello strategico, rendendo l’esperienza altamente personalizzabile. Un titolo pensato sia per i veterani del genere che per chi cerca un metroidvania capace di distinguersi.

MIO: Memories in Orbit

MIO: Memories in Orbit è un metroidvania atmosferico ambientato su un’enorme astronave alla deriva, un mondo in rovina che mescola tecnologia, natura e malinconia. Nei panni del piccolo robot MIO, il giocatore esplora il Vascello, un labirinto interconnesso popolato da macchine ostili e custodi dimenticati.

L’esperienza punta moltissimo sull’esplorazione e sulla scoperta narrativa: riparando robot e interagendo con l’ambiente, si ricostruisce il passato dell’astronave e del protagonista stesso. Il sistema di movimento è fluido e preciso, basato su abilità come l’uncino, la planata e l’arrampicata, mentre i combattimenti contro numerosi nemici e boss richiedono adattamento e pianificazione. Il tutto è avvolto da uno stile artistico pittorico e da una colonna sonora lo-fi corale che contribuisce a rendere il viaggio ipnotico.

Blightstone

Chi cerca una sfida strategica troverà pane per i propri denti in Blightstone, un titolo che fonde tattica in tempo reale e progressione roguelike. L’obiettivo è proteggere un cristallo sacro durante un pericoloso viaggio, affrontando battaglie dinamiche in ambienti altamente interattivi.

Qui non esistono griglie: il posizionamento è libero, così come lo sfruttamento del terreno, del clima e degli effetti di stato. Pioggia, nebbia e vento influenzano il combattimento, mentre ogni fallimento diventa un’opportunità per imparare e potenziare il proprio gruppo di eroi. Con classi diverse, abilità combinabili e un mondo che cambia a ogni run, Blightstone promette una profondità notevole per gli amanti della strategia.

Cairn

Tra le esperienze più radicali e affascinanti in arrivo a gennaio spicca Cairn, il nuovo progetto di The Game Bakers, già autori di Furi e Haven. Un titolo che abbandona ogni comfort design per concentrarsi su un’idea tanto semplice quanto estrema: scalare una montagna, affidandosi esclusivamente al proprio corpo, alla fisica e alla capacità di leggere l’ambiente.

In Cairn non ci sono combattimenti, nemici o punteggi. C’è solo Aava, un’alpinista determinata a raggiungere una vetta mai conquistata prima. Ogni movimento è simulato con precisione: mani e piedi vanno posizionati uno a uno, il peso del corpo va gestito con attenzione e ogni errore può essere fatale. Non esistono percorsi predefiniti né indicatori a schermo: il giocatore deve osservare la roccia, valutare le prese, decidere quando rischiare e quando fermarsi a riposare.

La montagna non è un semplice livello, ma un organismo vivo e ostile. Il clima cambia, la fatica si accumula, le risorse scarseggiano. Il fallimento non è punitivo, ma parte integrante dell’esperienza: cadere significa imparare, ricalibrare il proprio approccio e comprendere meglio i limiti del corpo e della mente. In questo senso, Cairn si avvicina più a una simulazione esistenziale che a un videogioco tradizionale.

Dal punto di vista artistico, lo stile minimalista ed essenziale amplifica il senso di isolamento e concentrazione, mentre il sound design, fatto di vento, respiro e silenzi, contribuisce a creare un’atmosfera quasi meditativa. Cairn è un titolo che chiede pazienza, attenzione e rispetto, ma in cambio promette una delle esperienze più pure e personali del panorama indie recente.

Un gioco che non vuole piacere a tutti, ma che dimostra ancora una volta come il videogioco indipendente sia il luogo ideale per sperimentare nuove forme di interazione e racconto.

Escape from Ever After

Chiudiamo con una nota satirica e colorata grazie a Escape from Ever After, un RPG ispirato ai Paper Mario che mette fiabe e personaggi da libro contro il capitalismo. In un mondo in cui una корп multinazionale ha trasformato i regni fiabeschi in uffici e catene di montaggio, il protagonista Flynt Buckler è costretto a scalare la gerarchia aziendale per sabotarla dall’interno.

Il gioco combina combattimenti a turni dinamici, esplorazione ricca di segreti e una scrittura brillante, capace di alternare umorismo e critica sociale. Tra coworking fiabeschi, boss grotteschi e una colonna sonora jazz, Escape from Ever After si candida a essere una delle sorprese più originali del mese.

Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

A Qualcuno Piace Indie | Dicembre 2025

Pronti a scartare i regali sotto l’albero e ad abbuffarvi di pandori...

A Qualcuno Piace Indie | Novembre 2025

Con l’arrivo di novembre, l’autunno si fa più cupo, le giornate si...

A Qualcuno Piace Indie | Ottobre 2025

Ottobre non è solo il mese delle castagne, delle fiere videoludiche e...

A Qualcuno Piace Indie | Settembre 2025

Che trauma tornare dalle vacanze! Meno male che ad accompagnarci in questo...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425