Bleeding Edge – Prime impressioni in vista della recensione

Di Andrea "Geo" Peroni
26 Marzo 2020

La recensione di Bleeding Edge, la nuova esclusiva Microsoft, arriverà solo nei prossimi giorni, quando cioè saremo riusciti ad accumulare una buona dose di ore sul gioco di Ninja Theory e sapremo raccontarvi tutto di tutto. Nel frattempo, però, possiamo sempre lasciarci andare a qualche piccola impressione iniziale, dopo che Microsoft ci ha gentilmente inviato un codice per poter scaricare il gioco.

Sicuramente non si può dire che Bleeding Edge non sia un gioco ispirato a livello artistico. La cosa era già evidente dalle prime immagini e i primi trailer, pubblicati in occasione dell’E3 2019 durante lo showcase Xbox, e ci viene ottimamente confermato sin dal filmato introduttivo, che getta le basi di questo strambo quanto intrigante mondo: un futuro non precisato nel quale in città un gruppo di combattenti ha deciso di potenziare mediante protesi, e battagliare tra loro per il piacere del pubblico.

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Ed è così che inizia la prima esperienza con Bleeding Edge, con il gioco che poi invita a completare il tutorial iniziale. Certo, potete sempre gettarvi nella mischia del multigiocatore, ma per comprendere pienamente Bleeding Edge occorre fare un passo indietro ed esplorarne le basi, a partire dai controlli e dagli obiettivi. E già a partire da queste piccole nozioni fondamentali, appare chiaro che Bleeding Edge, forse più di ogni altro gioco hero based, punta tutto sul gioco di squadra.

Inevitabile fare un paragone tra l’ultima produzione dei creatori di Heavenly Sword e Hellblade, e Overwatch, lo shooter di Blizzard che dal 2016 è stato capace di conquistare una folta schiera di giocatori ancora oggi attivissimi e in attesa delle novità che porterà con sé Overwatch 2, atteso (forse) per la fine dell’anno. Questa era anche la prima impressione del reveal trailer dello scorso giugno, quella cioè che i due giochi avevano parecchio in comune. Vero, a giudicare dalle prime ore trascorse su Bleeding Edge, ma dobbiamo anche ammettere che l’opera di Ninja Theory ha saputo differenziarsi e plasmare una sua personale anima quanto basta da evitare l’appellativo di clone del ben più famoso Overwatch.

Appurato questo, dato inoltre che il gioco si pone più come un brawler che un vero proprio shooter in terza persona, occorre capire le vere potenzialità del gioco, l’effettivo bilanciamento, la tenuta dei server e così via. Insomma, l’unico modo che abbiamo per continuare a parlarvi di Bleeding Edge è ovviamente quello di continuare a giocare senza sosta, fino a quando non saremo in grado di offrirvi una panoramica generale su tutto quello che il gioco ha da offrire. Possiamo però già dirvi che, nonostante lo scetticismo iniziale per l’operazione, il gioco ha più di una possibilità per entrare nel mondo esport. Ma di questo ne riparleremo proprio nella nostra recensione, in arrivo nei prossimi giorni.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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