Chiama la polizia per far arrestare il suo rivale a Minecraft

Di Andrea "Geo" Peroni
28 Marzo 2015

Non è la prima volta che pubblichiamo una notizia del genere, e siamo sicuri che non sarà l’ultima. Ancora una volta, la notizia arriva dall’America, e ha dei tratti al limite dell’assurdo: un bambino di 13 anni ha fatto intervenire la SWAT per far arrestare il suo rivale a Minecraft che lo aveva appena sconfitto.

La notizia assume caratteri ancora più incredibili se pensiamo che il ragazzino ha poi confessato di aver già procurato altri due falsi allarmi (uno nei confronti della sua insegnante, e un altro verso un suo compagno di scuola) e di aver telefonato alla polizia per far intervenire gli agenti contro un altro ignaro giocatore di Minecraft. Uno degli agenti “truffati”, il detective Gene Martinez, è stato lui stesso vittima delle azioni del ragazzino 13enne per ben due volte, ma ha dichiarato che, a quanto pare, il giovane ha imparato la lezione e ha capito di aver sbagliato.

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Resta comunque evidente il fatto che occorre fare qualcosa al più presto per impedire questioni incresciose come queste, legato al fenomeno dello swatting (termine coniato in America proprio per casi come quello appena descritto). Il dispiegamento di forze di polizia non implica solo una notevole spesa economica, ma anche azioni legali nei confronti di chi si rivolge alle forze dell’ordine per queste futili questioni.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.