Negli ultimi anni, l’industria videoludica ha assistito all’esplosione dei “cozy games” e dei simulatori di pulizia e restauro, come PowerWash Simulator o House Flipper, capaci di restituire ai giocatori un senso di ordine, controllo e appagamento immediato nel vedere un ambiente in decadenza rinascere. Lo studio francese Magic Pockets ha preso il loop ipnotico e rilassante dei simulatori di pulizia e gli ha dato uno scopo su scala globale: non siamo più chiamati a lucidare il furgoncino di un vicino, ma a salvare l’intero pianeta. Saranno riusciti, con Clean Up Earth, a imporsi nel panorama dei titoli cozy? Scopriamolo.
Versione provata PS5 Standard
Ripulire la Terra, sia virtuale che reale
Nei panni di un eco-ingegnere del futuro armato del suo Terra Cleaner, un aspiratore modulare per la raccolta dei rifiuti, il nostro compito è viaggiare per il globo bonificando scorie tossiche e riciclando tonnellate di materiali di scarto. Durante l’avventura ci ritroveremo a esplorare numerosi ambienti, spaziando da scenari pseudo-reali a location sci-fi come l’Area 51 o il Triangolo delle Bermuda. Da soli o in compagnia il nostro obiettivo sarà ripulire l’intero ecosistema, ogni mappa racconta piccole storie visive e nasconde dettagli sul passato della Terra.

Ma la vera peculiarità del concept di Clean Up Earth è duplice. Da un lato troviamo il feedback visivo: pulire non significa solo rimuovere lo sporco, ma innescare una rinascita dell’ecosistema in tempo reale, vedendo la flora sbocciare e la fauna tornare a ripopolare le mappe. Dall’altro, si crea un ponte tangibile con il mondo reale, dato che i progressi della community si traducono infatti in vere micro-donazioni verso ONG ambientaliste (come World Cleanup Day, Plastic Pickup, Recyclop e molte altre).
Un Gameplay fin troppo semplice
Il gameplay loop di Clean Up Earth si poggia su fondamenta molto semplici: si atterra in un’area inquinata, si impugna il Terra Cleaner e si inizia ad aspirare, riciclando i materiali per costruire ponti, utili ad aprire nuove strade nella mappa, o per fabbricare elementi decorativi. Se nelle primissime ore questa routine restituisce un feeling rilassante, complice la magia di vedere la natura rifiorire in tempo reale sotto i nostri occhi, purtroppo il fascino iniziale svanisce in fretta.
Il titolo di Magic Pockets, infatti, presta il fianco a una marcata e pesante ripetitività, con un ciclo di azioni non si rinnova e non introduce meccaniche capaci di spezzare la monotonia. A complicare le cose ci pensano le dimensioni enormi delle mappe più avanzate, le quali, in solitaria, rendono la pulizia completa di un singolo livello un’operazione di svariate ore. Il discorso fortunatamente cambia in cooperativa, dove il lavoro di squadra riduce sensibilmente i tempi di completamento.

Il Terra Cleaner consiste sostanzialmente in un aspirapolvere dotato di ugelli intercambiabili a seconda del tipo di spazzatura da trattare. Sia i nuovi ugelli che i relativi potenziamenti (che migliorano la batteria e il peso di rifiuti aspirabile) si sbloccano esplorando l’ambiente, per poi potenziare ulteriormente gli strumenti e i vari gadget, come la radio o il sonar, recandosi presso le apposite stazioni tramite monete che si ottengono con il riciclo dei rifiuti. Un’altra criticità è rappresentata dalla totale assenza di varietà: gli ugelli e gli upgrade rimangono infatti identici in tutte le mappe, rendendo il sistema di progressione molto più debole rispetto a quello offerto dai diretti concorrenti.
Ovviamente l’arrivo di futuri DLC potrebbe arricchire questo ciclo, ma al momento i contenuti sono limitati, di conseguenza, specialmente giocando da soli, ci si inizia ad annoiare nel giro di poche sessioni, poiché il gioco fatica a offrire stimoli forti che vadano oltre la pura e semplice smania di completismo.
Un’estetica funzionale ma dimenticabile
In un titolo che fonda il suo intero fascino visivo sul passaggio dal degrado alla rinascita naturale, ci si aspetterebbe una direzione artistica capace di lasciare il segno. Al contrario, il comparto artistico è per lo più anonimo: non brilla e restituisce solo il minimo indispensabile. La scarsità di dettagli e la bassa conta poligonale non sono in grado di creare il giusto contrasto con l’atmosfera che il gioco vorrebbe trasmettere. Le scelte estetiche e musicali di Magic Pockets risultano fin troppo semplici, piatte e, a conti fatti, altamente dimenticabili.

Manca quel guizzo creativo in grado di donare vera personalità alle mappe: l’impatto visivo e sonoro rimane ancorato a un compitino funzionale al gameplay, ma del tutto privo di mordente e di carattere. Il comparto tecnico, invece, è solido e subisce raramente qualche calo, ma, non essendo un titolo pesante da elaborare, è del tutto normale che le prestazioni siano ottime vista la povertà grafica generale dell’opera.
Un gioco nobile e scolastico, forse fin troppo scolastico
Purtroppo, Clean Up Earth non è un titolo capace di imporsi sul mercato: diretti concorrenti come House Flipper o PowerWash Simulator offrono esperienze ludiche decisamente più solide rispetto all’opera firmata Magic Pockets. Probabilmente, considerata l’esperienza dello studio francese, questa produzione trova la sua vera vocazione come strumento di educazione e sensibilizzazione all’interno di attività didattiche, un fine che, rivolto ai più giovani, risulta perfetto e questo viene centrato in pieno.
Inoltre, l’effettivo sostegno economico alle ONG ambientaliste è senza dubbio il più grande punto di forza del progetto, ma finisce per inquadrare Clean Up Earth più come un’operazione di attivismo civico che come un videogioco in senso stretto. In sintesi: se l’intento etico e educativo è riuscito alla perfezione, il valore puramente ludico rimane, al momento, troppo limitato.

Riassunto
Riassunto
Clean Up Earth è un progetto dal cuore d'oro, ma dalle meccaniche fragili. L'idea di unire il relax all'attivismo reale, trasformando i progressi in-game in vere donazioni alle ONG, è lodevole e conferisce al titolo un potenziale didattico eccezionale. Tuttavia, spogliato del suo nobile fine, il gioco firmato Magic Pockets fatica a reggere il confronto con i giganti del genere. Schiacciato da un comparto estetico e sonoro anonimo, e zavorrato da un gameplay che cede presto a una pesante ripetitività, Clean Up Earth è un'avventura che rischia di stancare in fretta i giocatori solitari, trovando la sua vera dimensione solo se affrontata in cooperativa o se utilizzata come strumento educativo.
Pro
Un titolo perfetto come attività didattica. Il gioco è fluido e non presenta fastidiosi cali di frame rate.Contro
Gameplay ripetitivo e monotono già dopo le prime ore di gioco, soprattutto se affrontato in solitaria. Progressione estremamente piatta. Lato artistico e sonoro fin troppo basilare.- Giudizio Complessivo6
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