Home Videogiochi Speciali Grounded, poco celebrato ma divertentissimo: il survival di Obsidian (quasi) 4 anni dopo

Grounded, poco celebrato ma divertentissimo: il survival di Obsidian (quasi) 4 anni dopo

Forse la più geniale acquisizione da parte di Microsoft, col senno di poi, è stata quella di Obsidian Entertainment. Sì, è vero che Activision Blizzard porta con sé gli immensi guadagni di Call of Duty e Candy Crush. Sì, è vero anche che Bethesda ha dalla sua IP enormi come Fallout e The Elder Scrolls che certamente fanno comodo nel proprio portfolio.

Però il piccolo studio di Irvine, California (piccolo si fa per dire, in quanto conta oltre 300 dipendenti), a conti fatti, è quello che ha saputo regalare le più geniali soddisfazioni a Microsoft. Sì perché in pochi anni, oltre a The Outer Worlds di cui è in sviluppo un sequel, lo studio ci ha regalato il caratteristico Pentiment, il GDR Avowed in uscita quest’anno, e uno dei migliori survival degli ultimi anni, Grounded.

Da poco, come parte della nuova politica di Microsoft verso la pubblicazione multipiattaforma, il gioco di Obsidian è approdato anche su PlayStation 4, Switch e PlayStation 5, ampliando il suo bacino d’utenza. Non sappiamo oggi se i numeri siano dalla parte di questo rilancio di Grounded (Sea of Thieves sembra sia il gioco Xbox di maggior successo in tal senso), ma il piccolo grande survival cooperativo di Obsidian, lanciato ormai da quasi quattro anni, ne ha fatta di strada. E oggi, riprendendolo in mano dopo tanto tempo, ci si può rendere conto di quanto sia magico questo strambo mondo immaginato dai creatori di Fallout: New Vegas che hanno preso Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi! per trasformarlo in un’avventura tutta da vivere.

Già, per chi non lo sapesse, lo storico live action del 1989 con Rick Moranis nei panni del folle scienziato Wayne Szalinski è sostanzialmente quello che ha dato l’idea per la base di Grounded. Un gruppo di ragazzini è stato rimpicciolito alle dimensioni di una formica, ed è costretto a combattere per la propria sopravvivenza in un giardino ricco di mille pericoli: ragni, zanzare grandi come elicotteri (ovviamente è tutto relativo), formiche che non si lasceranno disturbare tanto facilmente, stagni che sembrano giganteschi laghi da affrontare per la prossima avventura.

Sopravvivere non è solo il cuore dell’esperienza e del divertimento, che può essere svolto in singolo o in una squadra con altri tre amici, ma anche l’obiettivo dei quattro malcapitati finiti in questa assurda situazione. Come se non bastasse la somiglianza già evidenziata con Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi!, c’è anche altro: il cortile in cui ti trovi appartiene a uno scienziato che ha sviluppato la tecnologia di rimpicciolimento, e solo visitando queste futuristiche installazioni sparse in tutto il giardino sarà possibile trovare un modo per salvare la pellaccia. Divertente, solare, ma anche ricco di trovate interessantissime, sebbene non siano state messe in campo meccaniche innovative o profonde.

Grounded è un gioco che parla a un pubblico molto vasto, con una sopravvivenza in continua evoluzione che accompagna l’utente dalle prime basi, con una semplice capanna fatta di steli di erba, ad accampamenti migliori e capaci di resistere agli assalti degli insetti, che ovviamente richiedono più lavoro. A volte, ciò significa andare in cerca parti di insetti per ottenere armi e armature migliori. Altre volte, questo porta a sperimentare potenziamenti e status da tenere a mente.

Riprendendo in mano il gioco dopo tanto tempo, e riavviando l’avventura per testare pienamente la versione PlayStation, emerge probabilmente una fase iniziale molto più lenta di quanto potessimo ricordare. Forse questo è anche dovuto alla modalità con la quale Grounded ha visto la luce, quella cioè di un accesso anticipato che è durato oltre due anni nei quali Obsidian ha raccolto feedback, aggiustato problemi e aggiunto contenuti. Un modo utile e intelligente per capire in quale direzione stessero andando la community e il progetto, ma questo ha probabilmente anche portato a uno squilibrio tra chi si approccia ora al titolo e chi invece ha già dimestichezza. A dire il vero, la curva di apprendimento non è così ripida, e gli errori iniziali sono necessari per capire come muoversi agilmente nel mondo dominato dagli insetti. Quindi sì, nulla di troppo esagerato o proibitivo.

Fortunatamente, per chi è alle prime armi ci sono tutti i tipi di impostazioni per adattare l’esperienza al modo preferito di giocare. Le difficoltà standard influiscono sulla salute e sulla forza di attacco verso i nemici, ma Obsidian ha ben pensato di inserire anche modalità creative e personalizzate che danno un’enorme ventata di libertà per giocare in modo più libero e tranquillo, un po’ come ha fatto anche Epic Games con i mondi personalizzati di LEGO Fortnite. Si può addirittura far sì che gli insetti ignorino del tutto i giocatori, ma questo è un po’ troppo. Grounded è bello anche per la tensione che genera negli ambienti bui e dominati da creature più simili a mostri, e rimuovere ogni difficoltà è forse una follia.

Però questo è quanto: Grounded è divertente. Molto divertente. Tante piccole cose (letteralmente) che funzionano senza strafare, un mondo vivo e ben strutturato con tantissimi segreti da scoprire, e con uno stile artistico che potrebbe durare in eterno. Anche qui sta la grandezza del gioco, un titolo che nel tempo si è espanso con tantissimi contenuti e che ha catturato l’attenzione di molti – per dire, è in sviluppo la serie animata tratta da Grounded.

Ora, è difficile dire in questo momento se Grounded potrà avere la forza necessaria per durare per molti anni, forse in eterno, ma Obsidian ha studiato una formula che ha tutte le capacità e le possibilità per farlo. Il titolo è costantemente aggiornato, anche se lo studio sta lavorando anche ad altri progetti, e la sua accessibilissima formula gli consente di essere adatto a tutti. Fidatevi: ora che è disponibile praticamente ovunque, è tempo di dare una chance anche a Grounded. L’unico gioco in cui è un bene che ci siano tanti bug – battuta che purtroppo funziona solo in inglese, ma avete capito.

Scritto da
Andrea "Geo" Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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