Il DLC di Pokémon Spada e Scudo non Lascia Presagire Nulla di Buono   

Di Gabriele Cascino
21 Giugno 2020

A pochi giorni dalla release del primo DLC di Pokémon Spada e Scudo mi prendo qualche momento per parlare del suddetto contenuto. Sicuramente un DLC divisivo che ha lasciato una parte di utenza con l’amaro in bocca mentre un’altra fetta, composta dai giocatori competitivi, leggermente più appagata.

Entrambe le parti però concordano sul fatto che la qualità e la quantità delle aggiunzioni siano troppo risicate per riuscire ad attribuire un prezzo simile a quello stimato da Game Freak; nonostante la modalità di comunicazione sia stata chiara sin da subito facendo capire l’orientamento competitivo del DLC attribuire un valore di 15€ ad una manciata di interazioni basilari, come delle lotte 1v1 e la ricerca di collezionabili (151) , risulta assai difficile; quasi una forzatura.

Entrando nel dettaglio il DLC inizia con il nostro approdo sull’isola dell’armatura e, non appena arrivati, il primo scontro con la nuova aspirante capopalestra (differente per le due versioni di gioco). Dopo la lotta verremo ricompensati con: una tessera che sbloccherà tre (3) nuovi tagli di capelli e l’invito presso il dojo. All’interno della struttura faremo la conoscenza del personaggio non giocante principale della nostra nuova avventura: Mustard il capo del dojo. Sarà lui ad affidare le 3 missioni che porteranno al completamento della prima parte della quest principale e il conseguente ottenimento del Pokémon simbolo del DLC KUBFU che successivamente potrà essere fatto evolvere in URSHIFU tramite il superamento di una prova di combattimento composta da 5 lotte 1v1 contro degli allenatori presenti in ognuna delle torri che il giocatore dovrà scegliere per ottenere una delle due forme alternative del Pokémon. Dopo aver fatto questo l’ultima cosa da fare sarà quella di trovare l’ingrediente misterioso per far Gigamaxizzare Urishifu.

Queste erano, per sommi capi, le cose da fare per portare a termine il DLC. Una quantità davvero limitata ma, considerando la natura orientata verso le lotte online del titolo, tutto sommato equa. La cosa cha fa davvero storcere il naso è la banalità e la semplicità con la quale queste opzioni vengono messe sul piatto. Arrivare al cospetto dell’ultimo allenatore della torre prescelta è di una facilità disarmante, soprattutto in virtù del fatto che il livello minimo per partecipare alla sfida della torre è il livello 70 ma con la presenza delle caramelle rare in quantità praticamente illimitata diventa quasi superfluo dire che il giocatore stesso è invitato a portare al livello 100 il proprio Kubfu anche per testare il promesso scaling del livello dei Pokémon avversari che era stato promesso ma, che comunque non aggiunge difficoltà perché con un Kubfu al livello 100 troveremo contro Pokémon tra il livello 60 ed il 70. Inutile dire che con molta probabilità ogni colpo del nostro orsetto metterà K.O. l’avversario.

Nemmeno la possibilità di trovare Pokémon provenienti dalle generazioni precedenti rende piacevole la fruizione del contenuto perché fa venire a galla le vecchie dichiarazioni di Junichi Masuda che asseriva che altri Pokémon non sarebbero stati aggiunti in seguito. Quindi nonostante faccia piacere rivedere Pokémon come Krookodile e Klefki la sensazione di essere stati presi in giro nei mesi precedenti i fa sempre più ingombrante e non lascia ben sperare per il futuro e per il grande annuncio che verrà fatto il prossimo 24 giugno.

In tutto questo marasma di emozioni contrastanti la fetta di pubblico che si diletta nelle lotte competitive online ha trovato in questa espansione ottimi spunti in vista dei prossimi metagame nei quali si prospettano l’utilizzo delle nuove mosse aggiunte e anche delle nuove forme Gigamax degli starter di kanto e di Urshifu: Un Pokémon che si pensa sarà centrale nei prossimi grandi eventi competitivi

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Gamer classe 1999 cresciuto a pane e Pokemon, cerco di stare sempre sulla cresta dell'onda del mercato videoludico per poter analizzare al meglio ogni titolo che mi passa tra le mani.




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