Non capita spesso di rigiocare lo stesso titolo per la terza volta, ma con la creatura di Ember Lab abbiamo fatto volentieri un’eccezione, dopo averla recensita originariamente su PS5 e averla ripresa in mano successivamente su Xbox Series, oggi testiamo il suo arrivo sulla nuova ammiraglia Nintendo.
A quattro anni dalla sua uscita originale, Kena: Bridge of Spirits approda con tutta la sua magia su Switch 2 e, come vedremo, al netto di qualche piccolo compromesso tecnico, resta un’avventura da non lasciarsi scappare assolutamente.
L’avventura di Kena è un viaggio intriso di bellezza e dolcezza, una storia che, pur con qualche colpo di tosse e fisiologico calo di ritmo, riesce a restituire emozioni fantastiche anche grazie al supporto dei Rot, adorabili spiriti della foresta pronti ad aiutarci in innumerevoli sfide e combattimenti. Sarà l’antipasto perfetto prima dell’uscita del prossimo capitolo?

Guidare le anime dall’altra parte
Il giocatore vestirà i panni di Kena, una giovane Guida Spirituale in viaggio verso il sacro Santuario della Montagna. Giunta in un villaggio abbandonato e maledetto, per poter proseguire Kena dovrà estirpare la corruzione che lo affligge, aiutando gli spiriti intrappolati a trovare la pace e scoprendo gli oscuri segreti celati dietro questa rovina.
Se l’estetica adorabile può farlo sembrare un titolo rivolto esclusivamente ai più piccoli, pad alla mano, la realtà è ben diversa: il gioco vanta una profondità sorprendente e un gameplay che, alle difficoltà più alte, si rivela un’insidia micidiale, in linea con i più tecnici action moderni.
Il combat system è solido e ben strutturato. Anche se avrebbero fatto comodo delle abilità aggiuntive, il tutto funziona a meraviglia. Il repertorio di Kena spazia da potenziamenti classici, come l’attacco caricato perfetto, alle peculiari abilità dei Rot. Queste ultime sono devastanti, ma richiedono tempismo: all’inizio dello scontro i piccoli spiriti si nasconderanno impauriti e toccherà a noi attaccare i nemici per far accumulare loro “coraggio”. Una volta pronti, potremo richiamarli tramite l’apposito tasto per distrarre e immobilizzare gli avversari, sferrare attacchi speciali o assimilare i fiori vitali necessari a recuperare salute.

A impreziosire il tutto troviamo un sistema di talismani (molto simile ai classici anelli visti nei Souls) che garantisce bonus, talvolta bilanciati da malus, per adattare l’esperienza al proprio stile.
Infine, sparsi per la mappa troveremo dei rilassanti punti di meditazione, essenziali per aumentare la salute massima della nostra protagonista.
La vera domanda è: com’è vivere l’esperienza su Switch 2?
Con la sua estetica deliziosa, Kena sembra nato per far parte dell’ecosistema Nintendo. Se sulla prima Switch sarebbe stato utopistico farlo girare senza scendere a compromessi drastici, sulla nuova console il titolo si comporta in maniera ben più che accettabile. Il downgrade grafico c’è, ma non è affatto invasivo, per accorgersene bisogna davvero analizzare il gioco sotto la lente d’ingrandimento.

A sorprendere in positivo sono i tempi di caricamento rapidissimi, di contro, le uniche vere sbavature si limitano a qualche fenomeno di pop-in degli elementi su schermo e a un frame rate ancorato ai 30 fps. Un compromesso a cui, d’altro canto, si fa il callo dopo appena qualche minuto di gioco e che non va a inficiare di per sé l’ottima esperienza generale. Anzi, il titolo si dimostra sempre ben ottimizzato e altamente godibile in qualsiasi configurazione: che siate in modalità TV o in viaggio, sfruttando sia la modalità portatile standard che quella potenziata, la stabilità dell’avventura non viene mai meno.
Cosa ci aspetta dal futuro?
Giunti ai titoli di coda, appare chiaro come Kena: Bridge of Spirits su Switch 2, sia molto più di un semplice porting. Con il recente annuncio di Kena: Scars of Kosmora, sappiamo già che la nostra Guida Spirituale tornerà in veste più matura, in un mondo più grande e sfidante.
Che abbiate già giocato l’originale o siate dei nuovi avventurieri, questo è il momento perfetto per purificare la foresta, tenendo lo sguardo e il cuore già rivolti verso il prossimo viaggio, atteso per l’autunno/inverno di quest’anno.
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