Kirby e la Terra Perduta promette grandi cose | Provata la demo su Switch

Di Andrea "Geo" Peroni
7 Marzo 2022

Fino a oggi, Kirby non ha mai avuto grande fortuna su Switch. La pallina rosa aspiratutto ideata da Masahiro Sakurai nel 1992 è stata protagonista di varie avventure sulla console ibrida di Nintendo, senza però sfondare come altre grandi icone made in Kyoto. Kirby Star Allies ad esempio, titolo senza la minima pretesa e rivolto a un pubblico estremamente infantile, sembrava essere l’esempio lampante del fatto che nella grande N il piccolo Kirby fosse stato ormai relegato al ruolo di semplice comparsa o destinato comunque a non tornare ai fasti di un tempo, dopo ottime storiche prove come l’indimenticabile Kirby 64: The Crystal Shard.

E invece, ecco che pochi mesi fa veniamo piacevolmente sorpresi dall’annuncio di Nintendo, che svela Kirby e la Terra Perduta, in arrivo alla fine di questo mese. Il nostro simpatico personaggio torna a cavalcare prepotentemente l’onda dell’attenzione, e la demo resa disponibile da pochi giorni sull’eShop di Switch, da noi testata, lascia intendere che ci ritroveremo di fronte a un’altra imperdibile esclusiva per la console ibrida.

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Kirby e la Terra Perduta, prima avventura tridimensionale per il personaggio del pianeta Pop Star, promette di ispirarsi ad alcuni dei più apprezzati platform degli ultimi anni, in larga parte provenienti nientemeno che da Nintendo. Il paragone più ovvio che salta alla mente, dopo aver provato i tre livelli che compongono la demo scaricabile, è quello con Super Mario 3D World + Bowser’s Fury, dal quale eredita le caratteristiche in quanto a design e fruizione di un livello. Kirby, liberato dai limiti del 2D, è ora libero di muoversi in sentieri più o meno vasti in tutte le direzioni – che però, appunto, restano sentieri. Non ci troviamo di fronte infatti a una rielaborazione in chiave open world, quanto invece a un’evoluzione paragonabile appunto al passaggio dell’idraulico baffuto dalla serie Bros. al concetto di 3D Land prima e 3D World poi.

E proprio come per Mario, anche con Kirby il passaggio al 3D sembra tanto nuovo quanto classico. La pallina rosa, che da tempo ha ormai capito di poter letteralmente assorbire i nemici per ottenerne i poteri, corre, salta, sbuffa e combatte proprio come ha sempre fatto, aiutata però dai nuovi poteri che ha ottenuto in questo nuovo misterioso mondo nel quale è ambientato il gioco, una sorta di città giapponese post-apocalisse nella quale la vegetazione ha preso il sopravvento su oggetti ed edifici costruiti dall’uomo(?). Se restano gli immancabili classici poteri, coi quali possiamo trasformare Kirby in un piccolo cavaliere armato o in un provetto lanciatore di bombe a mano utili per aprire passaggi, la grande introduzione in questo capitoli è quella della Boccomorfosi, una tecnica che permette a Kirby di prendere possesso di oggetti tra i più variegati, dalle auto ai distributori di lattine.

Una dinamica che vi richiama qualcosa? Beh, inutile negarlo, la Boccomorfosi ci è parsa sin dal reveal trailer, e la demo lo conferma, come una sorta di riproposizione della meccanica di Cappy da Super Mario Odyssey, stavolta però amplificata su altri elementi. Emerge comunque da subito come la Boccomorfosi sia stata sapientemente integrata all’interno delle dinamiche di gioco, rappresentando non un semplice svago ma un elemento imprescindibile per la costruzione e la progressione dei livelli, e soprattutto le missioni che Kirby dovrà compiere all’interno di ogni stage, come salvare un certo numero di amici scomparsi, o scovare fiori nascosti.

È lampante, esattamente come è nato dalle prime impressioni, che Kirby e la Terra Perduta si ponga come un gioco che vuole rilanciare il brand ampiamente bistrattato negli ultimi anni sfruttando una formula e meccaniche che hanno aiutato le grandi esclusive Switch a imporsi, su tutte appunto i capitoli dedicati a Mario. Nintendo sta in effetti lavorando da tempo in questa direzione, quella cioè di “aiutarsi” da sola rielaborando le più apprezzate componenti di un titolo per altri videogiochi – basti pensare al recente Leggende Pokemon: Arceus, largamente ispirato a Breath of the Wild in quanto a dinamiche principali.

Un elemento negativo? No, poiché fino a quando la qualità resterà quella delle produzioni targate Nintendo, non ci saranno grossi problemi. Un possibile problema per il futuro? Forse sì, nel momento in cui verrà meno l’originalità che da sempre contraddistingue la grande N. Per ora, però, questa resta ancora un’ipotesi, e anzi questo nuovo Kirby ci ha dimostrato ancora una volta, per ora, che Nintendo è destinata a restare la regina dei platform, con idee sempre nuove e amalgamate con le serie classiche. È qui che si percepisce l’evoluzione, ed è proprio per questo che Switch continua a stupire.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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