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Life is Strange: Reunion | Recensione

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È trascorso più di un decennio dall’uscita del primo episodio di Life is Strange. Da allora, il franchise è stato in grado di evolversi, di fare viaggi immensi per poi tornare, inevitabilmente, alle proprie origini.

Life is Strange: Reunion abbandona la struttura episodica per un’avventura che inizia e si conclude in una decina di ore (almeno per quanto riguarda la prima partita).

Dopo Double Exposure, torniamo nei panni di Max per vivere una storia inedita, ma profondamente radicata ai capitoli precedenti. Deck Nine Games punta tutto su quello che è il vero cuore di Life is Strange: l’analisi dei rapporti umani, di come questi crescono e si evolvono, indipendentemente da ciò che il destino ci impone o vorrebbe imporci.

Una pagina d diario, come da tradizione su Life is Strange

Si torna sempre dove si è stati bene

Max Caulfield non è più una timida ragazzina. Oggi ha trovato la sua strada ed è passata “dall’altra parte della barricata”: è una professoressa di fotografia presso l’Università di Caledon a Lakeport, Vermont. È più matura, determinata, ma è sempre lei. La nostra Max che cerca di salvare tutti, di seguire il suo senso di giustizia, pur restando un personaggio profondamente umano. Fragilità e determinazione convivono, ed è ciò che più ci ha fatto affezionare alla sua caratterizzazione, fin dal lontano 2015.

Il vero ritorno di Life is Strange: Reunion è Chloe Price, l’altra faccia della medaglia (ora anche giocabile). Il cuore pulsante di Life is Strange è sempre stata lei, con la sua anima ribelle e sprezzante che fa da perfetto contraltare alla personalità più introversa di Max.

Per far quadrare i conti (o per licenza poetica, se preferite), Deck Nine fa iniziare ogni nostra partita con un set di scelte derivanti dai giochi precedenti: possiamo decidere di randomizzarle, oppure possiamo ricreare il nostro mondo come vogliamo. Tra queste scelte, la più importante è ovviamente quella che si ricollega al finale del primo Life is Strange: abbiamo salvato Arcadia Bay o abbiamo salvato Chloe? Questa decisione influenzerà più che altro i dialoghi e lo stato d’animo delle due protagoniste. In sostanza, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia e la storia procede nella stessa identica direzione e verso lo stesso finale a prescindere dalle nostre scelte iniziali, ma è apprezzabile il tentativo di rendere il racconto fluido in entrambi i casi.

Le linee temporali si confondono, i destini si intrecciano e diventano malleabili, ma la vera forza che muove il mondo è sempre la stessa: l’amore.

Questa volta giochiamo anche nei panni di Chloe!

Un gameplay antico, per rinnovate emozioni

L’obiettivo di Life is Strange: Reunion è parlare ai fan storici, a chi si è tatuato su un braccio la famosa farfalla blu e la scritta “This action will have consequences…”. Difficile infatti consigliare questo titolo a chi non ha seguito con affetto i capitoli precedenti.

Tutto ruota attorno al ricongiungersi di Max e Chloe, non solo fisicamente, ma spiritualmente. Max è ora una donna adulta, che non ha perso la sua passione per la fotografia ma anzi, la trasmette con impegno ad altri. Chloe ha cambiato colore di capelli, è la manager di una band di scapestrati, non ci saremmo aspettati niente di meno da una tosta come lei. Ritrovarle è un vero piacere, qualsiasi sia la strada che sceglierete per il loro rapporto. Diciamocelo, sono adorabili.

Non mancano i momenti di riflessione, lontani dal caos della quotidianità…

I personaggi di Reunion sono ben scritti, così come i dialoghi. Tecnicamente questo Life is Strange mostra il fianco non tanto nello stile grafico, che abbiamo imparato a riconoscere, ma per quanto riguarda alcuni piccoli glitch e bug (uno in particolare ci ha portati a dover spegnere e riaccendere). Tuttavia, l’espressività dei personaggi è efficace, così come la scrittura: la sensazione è quella di essere in una serie tv alla quale è facile affezionarsi.

Tornano i protagonisti di Double Exposure: il gentilissimo Moses, l’ambigua e complicata mutaforma Safi. Life is Strange: Reunion, oltre ad approfondire e far maturare il rapporto tra Max e Chloe, è più che altro un gioco investigativo, in quanto le due protagoniste dovranno dedicarsi a raccogliere testimonianze e indizi per impedire un tragico incendio al campus universitario.

Max è in viaggio, ma quando torna scopre uno scenario sconcertante: l’università è in fiamme, gli studenti e i suoi amici sono in pericolo. Per questo si aggrappa ai suoi poteri, tornando indietro (tramite un selfie) a qualche giorno prima del fattaccio: non c’è tempo, bisogna indagare, analizzare, unire i puntini e fare luce su un mistero ben radicato alle origini dell’Università di Caledon.

In Life is Strange: Reunion dovremo indagare per impedire un incendio all’Università di Caledon

Il gameplay di Life is Strange: Reunion resta lo stesso. Avremmo apprezzato una maggior evoluzione per quanto riguarda la dinamicità dei dialoghi a scelta multipla, ma ahinoi resta tutto molto lento. Lo spirito di Life is Strange non viene snaturato, ci sono tantissimi elementi degli scenari da analizzare ed esaminare. Possiamo sederci a riflettere in disparte, oppure perdere qualche minuto ad ascoltare un podcast per comprendere meglio la vicenda. Anche la ricerca dei collezionabili rende la nostra prima partita più longeva: Max deve rintracciare elementi da fotografare, Chloe invece si lascia ispirare per i suoi disegni.

Gli ambienti che visitiamo, purtroppo, sono pochi e angusti. I poteri di Max vengono utilizzati per lo più per riavvolgere i dialoghi e avere più informazioni, le “sfide di insolenza” sono invece dei brevi botta e risposta che Chloe affronta con alcuni personaggi sfruttando la propria lingua tagliente (niente di emozionante a livello di gameplay).

In generale, Reunion non torna ai fasti del primo capitolo per quanto riguarda la profondità della storia narrata e dell’indagine, né per le ambientazioni, ma riesce comunque a donarci momenti emozionanti soprattutto in merito al rapporto delle due protagoniste. Tornare a sfogliare il diario, a scorrere gli SMS, a sedersi su una panchina per pensare: tutto questo provoca un piacevole effetto nostalgia che scalda il cuore.

Life is Strange: Reunion permette di dedicarsi alla ricerca di simpatici collezionabili

Ciò che conta è il viaggio

Life is Strange: Reunion procede per una decina di ore, se giocato dall’inizio alla fine come una serie tv interattiva. Si tratta di una durata ben ponderata e in linea con il ritmo lento dell’avventura, né troppo breve né troppo prolissa. La scelta di non dividere la storia in capitoli, come accaduto in passato, permette di concludere l’indagine in un paio di sessioni, senza scordarsi dialoghi e personaggi secondari.

Non è semplice avere successo nella propria attività di investigatrici, ma in ogni caso la storia va per la sua strada e si giunge a un finale simile a prescindere da quanto fatto. Ci saremmo aspettati un po’ più di varietà, soprattutto per quanto riguarda l’importante scelta finale, che è più una riflessione etica sull’amore e sulla libertà. Peccato che questa abbia decisamente più senso se la nostra partita è andata in un determinato modo, potrebbe invece lasciare perplessi in un altro caso.

Gli ambienti, seppur curati, sono pochi e si ripetono durante l’avventura

Life is Strange: Reunion è un gioco rilassante, che tuttavia sa intrattenere soprattutto per quanto riguarda lo svelamento del mistero che circonda la Caledon University. L’elemento magico, invece, passa fin troppo in secondo piano, tornando a ricoprire un ruolo importante solo a fine avventura, in una scena clou nella quale il giocatore è sapientemente messo alle strette al servizio della trama.

Nonostante questi difettucci, possiamo dirlo: Reunion è uno di quei rari casi in cui, qualsiasi sia la conclusione del cammino, ciò che davvero conta è il viaggio. L’effetto nostalgia è preponderante, ma il titolo offre anche uno sguardo al futuro pieno di respiro e di poeticità.

Abbiamo apprezzato molto il doppiaggio dei personaggi, espressivo e ben caratterizzato. Sottotono invece la colonna sonora, scarsamente presente e con brani poco memorabili.

8
Riassunto

Life is Strange: Reunion è un titolo di pancia e di cuore, che torna alle origini per guardare al futuro. Max e Chloe sono cresciute, ma il loro destino resta intrecciato. Il rapporto tra le due protagoniste è al centro della vicenda, animata dall’indagine che porta il videogiocatore alla risoluzione di un mistero per scongiurare un devastante incendio all’Università di Caledon. Non ci sono grandi novità lato gameplay, ma la storia è intrigante e ben riempie le circa 10 ore di partita. Chi ha amato vestire i panni della giovane fotografa introversa vivrà con piacere questa nuova storia al fianco della ragazza dai capelli colorati. Ben tornati a casa a tutti noi, in un certo senso.

Pro
La caratterizzazione dei personaggi e delle due protagoniste Le atmosfere e la scrittura Indagare alla Caledon University è appassionante
Contro
Avremmo apprezzato qualche novità di gameplay e più dinamicità nei dialoghi Pochi ambienti da esplorare Musiche sottotono e comparto tecnico non rifinito
  • Giudizio Complessivo8
Scritto da
Chiara Ferrè

Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme. Cerco campi di battaglia, magici cappelli, lucertoloni volanti. Ho una penna e non ho paura di usarla.

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