copertina recensione mortal shell 2
Home Videogiochi Recensioni Mortal Shell 2 | Recensione

Mortal Shell 2 | Recensione

92

Era il 2020 quando Cold Symmetry pubblicò Mortal Shell, ip del tutto inedita che prendeva ispirazione dalle meccaniche dei giochi From Software.

Nonostante qualche spunto positivo, il titolo non riuscì ad affermarsi completamente, finendo nel calderone dei tanti Soulslike privi di una propria identità.

Nonostante il risultato, il team statunitense non si è perso d’animo portando alla luce Mortal Shell 2.

In questi sei anni, Cold Symmetry ha lavorato duramente, modificando gran parte dei problemi che affliggevano il primo capitolo.

Ancora prima di analizzare il gioco, possiamo già anticiparvi di essere rimasti sbalorditi dal lavoro svolto.

I motivi di questa affermazione sono molteplici e saranno esplicati nelle prossime righe.

Questa, dunque, la recensione dedicata a Mortal Shell 2.

mortal shell 2 recensione

Devoti alla Sottomadre

Anche se Mortal Shell 2 rappresenta un seguito diretto, non è strettamente necessario aver giocato il primo capitolo.

Eccezion fatta per alcuni riferimenti, le vicende risultano piuttosto slegate e non richiedono una conoscenza precisa del contesto precedente.

In questa nuova avventura impersoneremo l’Araldo, una creatura che ha lo scopo di recuperare le “Ova”, all’interno delle quali si trovano i figli della Sottomadre, antica entità sovrumana nonché mandante del nostro scopo.

Oltre ad alcuni video di intermezzo, gran parte della storia viene raccontata tramite documenti o dialoghi.

Si tratta dello stesso stratagemma adottato dagli altri Soulslike tanto da poter parlare di “lore“. In altre parole, parte della trama viene lasciata volutamente in sospeso lasciano libera interpretazione al giocatore.

In ogni caso, da tale incipit ha inizio il nostro viaggio. Viaggio che Cold Symmetry ha deciso di ambientare in un mondo aperto in stile Elden Ring, pur mantenendo una vastità più contenuta rispetto alla controparte targata From Software.

Ciò significa che, nelle circa 30/40 ore che ci terranno occupate, sarà concessa noi la libertà di decidere quale parte esplorare per prima. Si tratta di un sistema che funziona piuttosto bene.

Il punto di partenza della struttura open world è rappresentato dall’hub centrale: La Rocca. Qui potremo potenziare il personaggio, migliorare armi ed equipaggiamenti o semplicemente parlare con alcuni NPC.

Da qui in poi il mondo si apre completamente, con i “Fari” che fanno da checkpoint e che fungono come i classici falò dei Souls.

Purtroppo, abbiamo notato una disposizione dei Fari non sempre ottimale, costringendoci a compiere, in alcuni casi, lunghe distanze.

mortal shell 2 recensione

Corazze

La caratteristica principe del primo Mortal Shell resta un punto cardine anche di questo secondo capitolo.

Stiamo parlando delle corazze (o involucri che dir si voglia). Il nostro Araldo ha l’abilità di “indossare” otto diversi involucri, ognuno dei quali rappresenta un antico guerriero caduto in battaglia.

Senza una corazza equipaggiata, l’Araldo risulta piuttosto debole e indifeso.

Ogni involucro è dotato di due abilità, una attiva e una passiva. Abilità che incidono profondamente sul gameplay.

Proxima, ad esempio, può attivare un arpione per attirare i nemici, Tiel può attivare una schivata super veloce e Genessa può evocare degli spettri nostri alleati.

Ovviamente, ogni involucro può essere potenziato; non solo tramite la consueta progressione dell’esperienza, ma anche tramite l’esplorazione.

Cerchiamo di spiegarci meglio: ogni corazza ha un proprio passato che possiamo sbloccare tramite dei ricordi.

Ogni ricordo, oltre a darci più informazioni sulla lore di fondo, ci permetterà di ottenere ulteriori abilità, rendendo il gameplay ancora più variegato.

Nel caso in cui un nemico dovesse azzerare la barra della vita, ci troveremo catapultati fuori dal nostro involucro. A questo punto, potremo scappare sino all’ultimo faro per riposarci o tentare il tutto per tutto attaccando l’avversario.

Colpendo un nemico riempiremo infatti un indicatore che, una volta arrivato al 100%, ci consentirà di indossare nuovamente la nostra corazza.

Si tratta di un sistema che incentiva l’attacco rendendo il gameplay molto più dinamico e adrenalinico.

Per quanto concerne il level-up dello stesso Araldo, ci troviamo di fronte ad un sistema più semplificato rispetto a quello dei classici Soulslike.

Per aumentare di livello dovremo anche qui spendere i punti Tenebra raccolti uccidendo i nemici (anche in questo caso la morte ci farà perdere i punti guadagnati obbligandoci a raccoglierli nuovamente nel punto in cui ci hanno ucciso).

A differenza degli altri Souls, non dovremo però potenziare le singole statistiche, (vitalità, forza, costituzione etc) ma dovremo aumentare semplicemente il livello generale del personaggio. In altre parole, non potremo costruire una vera e propria build puntando su singole statistiche.

Una scelta che capiamo e che condividiamo considerando che, in questo titolo, la build dipende quasi esclusivamente dall’involucro che decidiamo di indossare e da altri equipaggiamenti.

Le Pietre di Tar sono un altro elemento che vanno a modificare notevolmente i gameplay, attivando abilità passive o status elementali. Nello specifico, potremo equipaggiare sino a dieci Pietre.

Inutile dire che le tante combinazioni possibili permettono di costruire stili di gioco completamente diversi e tutti da scoprire.

mortal shell 2 recensione

Più botte meno stamina

La grande rivoluzione di Mortal Shell 2 riguarda la rimozione della stamina.

Si tratta di una decisione che, pad alla mano, abbiamo trovato molto intelligente.

Grazie a questo stratagemma, i combattimenti risultano più dinamici e fluidi con un approccio più offensivo rispetto al passato.

Questo non significa però che si possa spammare attacchi e fendenti di spada all’infinito.

La quantità di nemici e la loro aggressività ci obbligano infatti a schivare e parare continuamente.

Per quanto concerne il sistema di difesa, Mortal Shell 2 prende spunto dalla parata perfetta di Sekiro o Lies of P.

Eseguendo più parate perfette, potremo rompere l’equilibrio del nostro avversario, permettendoci di eseguire un colpo critico.

Allo stesso modo, le parate imperfette romperanno il nostro equilibrio, lasciandoci scoperti.

In ogni caso, possiamo equipaggiare diversi sigilli che vanno a modificare il sistema di parry. Tra questi troviamo il Sigillo dello Sterminatore che facilita di molto la parata perfetta ma che annulla l’ottenimento di obiettivi e trofei.

Si tratta sostanzialmente di uno stratagemma per facilitare il gameplay in caso di necessità. Il nostro consiglio è ovviamente quello di non equipaggiarlo così da godere al massimo del livello di sfida pensato da Cold Symmetry.

A livello di armi, in Mortal Shell 2 abbiamo armi corpo a corpo classiche dei Souls, anche se in numero più limitato, e armi secondarie, utili per colpire i nemici dalla distanza.

La scelta delle armi dipenderà quasi e solo esclusivamente dal set di mosse che più ci aggrada, considerando che non esiste lo scaling, scelta ovvia a causa del sistema di level-up sopra descritto.

recensione mortal shell 2

Mappa interconnessa

Uno dei più grandi miglioramenti di Mortal Shell 2 rispetto al suo predecessore riguarda senza dubbio la costruzione del mondo di gioco. La struttura open world, eccezion fatta per la disposizione di alcuni fari come scritto in apertura, risulta buona.

Nel corso dell’avventura troveremo tante scorciatoie e strade alternative interconnesse tra loro.

Tale struttura incentiva l’esplorazione: ogni nuova scoperta ci darà accesso a dungeon, equipaggiamenti, boss opzionali e molto altro ancora.

Da questo punto di vista non possiamo non elogiare Cold Symmetry per aver creato un’ambientazione molto più varia ed ispirata rispetto al suo predecessore. Solo nell’ultima parte del gioco abbiamo iniziato a sentire un senso di ripetitività, soprattutto per quanto riguarda i dungeon. Nulla che comunque non vi spinga a non raggiungere il finale.

A livello tecnico il gioco gira piuttosto bene e non abbiamo incontrato problemi da segnalare. Indubbiamente, il passaggio all’Unreal Engine 5 ha permesso di raggiungere un miglior risultato tecnico grafico.

Forse l’unico piccolo difetto riguarda la precisione delle hit box, non sempre ottimale.

Dal punto di vista della rigiocabilità, Mortal Shell aggiunge fin dall’inzio il New Game Plus e la Night Mode, pensata per aumentare notevolmente il livello di sfida. Avrete a che fare con nemici più forti e più resistenti oltre a poter ottenere loot esclusivo.

Per quanto concerne il bilanciamento di gioco, alcune build sono risultate decisamente più forti di altre. Troviamo tuttavia che sia un fattore abbastanza comprensibile considerando tutte le possibili combinazioni disponibili.

Buono anche il sonoro, che ci accompagna durante nel corso dell’avventura.

Per dovere di cronaca dobbiamo inoltre sottolineare la risoluzione di diversi bug con l’arrivo della patch al day one. Abbiamo provato direttamente la build aggiornata ed effettivamente molti dei problemi riportati in altre review non sono più presenti.

8
Riassunto
Riassunto

Uno degli errori più grandi commessi da Cold Symmetry con il primo Mortal Shell è stato probabilmente quello di voler copiare passivamente i giochi From Software senza costruire attorno un'infrastruttura che potesse differenziarsi da tutti i giochi del genere. Con Mortal Shell 2 il team statunitense ha invece cambiato rotta, creando un titolo degno di nota e con meccaniche interessanti e funzionali. Oltre ad un gameplay solido, Mortal Shell 2 gode di un level design ispirato e ben strutturato. Nonostante qualche incertezza tecnica e qualche sporadico bug Mortal Shell 2 è un titolo destinato ad entrare tra i migliori Soulslike. Speriamo solo che la recente uscita di altri titoli importate sul mercato non penalizzi le vendite. Sicuramente il prezzo invitante di 49,99 euro rappresenta un buon incentivo all'acquisto.

Pro
gameplay solido e frenetico mondo open world ben strutturato Tante build da sperimentare...
Contro
Le hitbox non sono sempre precise ...anche se alcune risultano notevolmente più forti di altre
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Marco "Bounty" Di Prospero

Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

9

Star Wars: Zero Company | Recensione

Il 2026 è un anno apparentemente cruciale per il franchise di Star...

8.2

Ground Zero Hero | Recensione

Sentivamo il bisogno di un altro clone di Vampire Survivors? Beh, se...

8.2

The Legend of Heroes: Trails from Zero and Trails To Azure | Recensione

Quando pensiamo ai grandi JRPG, la mente pensa inevitabilmente ai pilastri come...

8

Marsupilami 2: Salsa Palombia | Recensione

Quando, qualche anno fa, Marsupilami: Hoobadventure è arrivato sui nostri schermi, è...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425