Home Videogiochi Recensioni Mouse: PI for Hire | Recensione

Mouse: PI for Hire | Recensione

90

Ci voleva proprio qualcosa come Mouse: PI for Hire. Un’idea frizzantina, vivace, capace di distinguersi subito tra la massa. Vincente? Lo vedremo tra poco in questa recensione, ma in tutti questi anni il gioco di Fumi Games ha saputo fare breccia nelle menti dei giocatori grazie a uno stile inconfondibile.

Un mix di Cuphead e un qualsiasi shooter in prima persona di stampo classico: così veniva definita l’opera prima (che in realtà non è primissima, dato che ci fu Kids Party Checkers per Nintendo Switch) della software house polacca, che in un vastissimo mercato di produzioni indie si è saputa ritagliare uno spazio ottimo. Frutto del lavoro di un team che è andato in cerca dello stile distintivo invece del semplice compitino, Mouse: PI for Hire nasce come una celebrazione del genere noir, intriso di citazioni e commedia, amalgamato in una direzione artistica che sembra aver preso un cortometraggio animato degli anni ’30 per trasformarlo in un videogioco tridimensionale.

Niente di così facile come potrebbe sembrare, ma Mouse si è dimostrato tenace e divertente abbastanza da superare anche quelle indubbie difficoltà che un’operazione di questo tipo può aver avuto, specie per un team agli esordi. Parliamone un po’.

Versione provata: PlayStation 5

Bianco, nero e grigio topo

Jack Pepper e la sua assistente meccanico in Mouse: PI for Hire

Cosa succede quando prendi le atmosfere dei corti di Topolino di ormai 100 anni fa, e ci metti dentro le armi, un sano umorismo, una guerra cittadina tra topi e toporagni, e un pizzico di esplosioni? Succede che inizia Mouse: PI for Hire, la storia di un investigatore, Jack Pepper, il quale si ritrova nel bel mezzo di un intrigo politico-sociale che lo porta a smascherare i segreti di Mouseburg.

La città è quella tipica di queste storie. I sobborghi pullulano di sporcizia in tutti i sensi, gli abitanti sono ambigui, e l’unica bussola morale sembra essere quel Jack Pepper, doppiato da Troy Baker, che in realtà di morale non ha quasi nulla in quanto non si fa alcuno scrupolo a crivellare qualsiasi essere vivente gli si pari davanti con una bella James Gun – sì, è una parodia della Tommy Gun ma che omaggia il regista di Guardiani della Galassia e Superman. Mouseburg sembra una Topolinia disneyana oscura e tenebrosa: poliziotti corrotti, sindaci ambigui, giornalisti rompiscatole, doppiogiochisti maledetti.

Se dovessimo immaginare uno spin-off per Chi ha incastrato Roger Rabbit? o Zootropolis, probabilmente lo faremmo così. In effetti, già il film Disney sfruttava le sue peculiari caratteristiche per plasmare una storia molto affascinante. Mouse: PI for Hire prova a fare lo stesso. La scrittura, intelligente e umoristica, capace di sfruttare stereotipi goliardici e riferimenti alla cultura pop per creare un grande immaginario, si trascina dietro i più classici dei cliché: Jack parte da un caso che sembra molto semplice e banale, quello di una persona scomparsa, per arrivare a scoprire che ogni angolo di Mouseburg è sotto il giogo di una guerra tra topi e toporagni, acerrimi rivali.

Uno dei boss di Mouse: PI for Hire

Ci vogliono circa 15 ore per arrivare alla conclusione della storia, e non sempre questa tiene alta l’attenzione. Forse è anche per come Mouse è stato concepito a livello di gameplay: il focus principale, per non dire totale, è votato all’azione. Sì, c’è anche un po’ di esplorazione in livelli ben congeniati, seppur lineari, ma Mouse: PI for Hire è un titolo che basa gran parte della sua esistenza sulle divertenti sparatorie contro orde e orde di nemici che tentano di mettersi tra Jack e il suo caso. Un fucile di qua, un’arma fantascientifica che scioglie la carne di là, un po’ di dinamite: nel corso dell’avventura, Jack acquisisce un sacco di armi per variegare il suo arsenale, e il feeling è sempre piacevole. Possono anche essere personalizzate presso l’area sicura dell’Ufficio, una zona che fa sostanzialmente da hub per Jack tra un caso e l’altro.

Non sempre tiene alta l’attenzione, dicevamo, e forse è anche per il potenziale inespresso di questa storia. Nell’ufficio di Jack, al termine di ogni missione in giro per Mouseburg (piccolo appunto: a dir poco adorabile il metodo di spostamento tra una zona e l’altro, con l’auto di Jack che si sposta all’interno della grande mappa cittadina come se fosse proprio una piantina in 3D), dobbiamo non solo parlare con i vari NPC coinvolti nella storia, ma anche fissare gli indizi sull’immancabile lavagna da investigatore per poi capire il prossimo passo. Peccato che non ci sia alcuna interazione sotto questo punto di vista, perché tutto è lineare e guidato. Sarebbe stato bello, in fondo, potersi mettere almeno per un po’ nei panni di un vero investigatore, e non solo in quelli di una macchina da guerra alla John Rambo in bianco e nero.

C’è del marcio a Mouseburg

La mappa di Mouse: PI for Hire

I momenti migliori dell’azione sono sicuramente quelli contro i boss che infestano Mouseburg, che spaziano da semplici malavitosi a veri e propri fantasmi. In questi incontri, Fumi Games si è sbizzarrita con idee stravaganti e simpatiche, non senza un pizzico di impegno necessario per vincere la battaglia anche dando fondo a tutto l’arsenale possibile. Una delle boss fight più curiose è sicuramente quella del cimitero, già vista in alcuni gameplay pre-release, ma se non li avete visti, tranquilli: non faremo spoiler.

Vi basti sapere che il cimitero, così come le altre ambientazioni, brillano anche per la loro estetica. Entrare in una qualsiasi area di Mouseburg, che sia una palude, un teatro, una villa o una tenda da circo, significa entrare in un microcosmo di idee e trovate divertenti, di cui il gioco abbonda. Mouse è capace di strappare un sorriso in ogni momento, che sia per una battuta di Jack o anche semplicemente assistendo a un piccolo ragno che sta per pappare un povero moschino in lacrime rimasto intrappolato. È crudele, ma dannatamente simpatico.

La cosa più importante da ricordare è che tutto questo viene reso attraverso scale di grigi in un mondo 3D con personaggi in due dimensioni. Anche senza l’ausilio dei colori, il lavoro svolto da Fumi risalta e si percepisce chiaramente in ogni momento. Tutti gli ambienti convincono, anche grazie a un design che porta anche a piccoli segreti qua e là, o a zone raggiungibili con abilità da sbloccare successivamente.

Dove però Mouse: PI for Hire non osa è nella varietà vera e propria. L’estetica unica, che sembra riportarci al Timeless River di Kingdom Hearts II, riesce a mitigare un eccesso di ripetitività dovuta a nemici tutti uguali che si sussegono nel corso della storia: quello con la mazza, quello con l’arma, quello volante, e un altro paio di avversari. Il fatto è che, puntando solo ed esclusivamente sull’azione, gli sviluppatori hanno anche ridotto le possibilità del gioco: si va in una stanza, si eliminano tutti i nemici, si passa alla stanza successiva dove ci sono altri nemici, e si va avanti così.

Un’arma molto speciale in Mouse: PI for Hire

Non solo: il gameplay non ha praticamente alcuna profondità. Ci riporta al passato degli FPS, ma è anche vero che il mondo dei videogiochi è parecchio cambiato. Un po’ un peccato: in certi aspetti si ha l’idea di un grande potenziale sprecato; fortunatamente, non per questo lo squalifica.

Nota di merito però per lo stimolante gioco di carte da baseball: le carte rappresentano uno dei collezionabili di Mouse, e nel bar dell’Ufficio è possibile cimentarsi in qualche scontro strategico per raccimolare soldi – o perderne.

PI for Hire avrà pure dei difetti (ad esempio, hitbox non proprio precisissime), figli forse dell’inesperienza del team, ma trasuda comunque di un amore verso questo progetto che deve essere premiato. La grafica è affascinante, la musica in stile vintage pure – il theme iniziale è qualcosa che riascolterei per ore, insieme ad alcuni altri brani e jingle che ritroviamo nel gioco. Lo stesso impianto sonoro talvolta diventa ovattato, quasi come se ci stesse davvero trasportando in un mondo lontanissimo nel tempo, proprio come i cartoni animati degli anni ’30. È pieno di umorismo, gag e riferimenti – uno su Steamboat Willie lascia col sorriso stampato in faccia. E come primo esperimento di Fumi Games, ora che lo abbiamo tra le mani, a noi va bene così.

8
Review Overview
Riassunto

Mouse: PI for Hire non rivoluziona nulla, ma a dire il vero non ci prova neanche. Non vuole distinguersi per la sostanza, quanto per la forma, ed effettivamente ci riesce molto bene: lo stile artistico e visivo è caratteristico e accattivante, trasformando il gioco in un nostalgico cartone animato nel quale ci siamo buttati a capofitto. Un risultato non eccellente, colpa anche di una struttura un po' antiquata sul fronte videoludico, ma che a nostro avviso va premiato per il coraggio di Fumi Games nel provare, perlomeno, la strada dell'identità artistica con un bel risultato.

Pro
Esteticamente fa impazzire Divertente, sempre e comunque Storia intrigante e bei personaggi La musica
Contro
Manca qualsiasi profondità nel gameplay I nemici sono sempre i soliti Un senso di ripetitività un po' eccessivo, alle volte
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Replaced | Guida ai Trofei/Obiettivi

Durante l’avventura di Warren Marsh che vi abbiamo raccontato nella recensione di...

7.5

Tides of Tomorrow | Recensione

I ragazzi di DigixArt, che in passato ci hanno fatto innamorare di...

6.5

Last Flag | Recensione

Uno hero shooter basato esclusivamente sul concetto di catturare la bandiera e...

7.5

ChainStaff | Recensione

Ci sono giochi che si lasciano descrivere con facilità, e poi c’è...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425