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[Recensione] Burnhouse Lane

C’era una volta un ragazzo di nome Rem Michalski che, grazie alla sua passione per l’industria del videogioco, ha deciso di aprire uno studio denominato Harvester Games. A seguito del rilascio di alcune sue opere, come The Cat Lady (2012), Downfall (2016) e Lorelai (2019), la critica ed il pubblico internazionale hanno iniziato a chiamarlo con un curioso appellativo, ossia: “Il Kojima polacco”.

Ebbene, nell’ultimo periodo il creativo è tornato alla ribalta proponendo una nuova storia dalle tinte horror, capace di colpire duramente il cuore di qualsiasi essere umano.

Versione provata: PlayStation 5

Missione di vita

Se volessimo infatti riassumere brevemente la trama, potremo dire che è un continuo rollercoaster emotivo, in grado di far sorridere e piangere, oltre che dare ottimi spunti di riflessione in merito all’esistenza e su tutte le cose che solitamente si danno per scontate.

Burnhouse Lane racconta la storia di Angie Weather, un’infermiera malata di cancro che, per riconquistare la propria vita, deve riuscire in cinque imprese impossibili da compiere. La donna non ha infatti mai superato la morte del marito e, colpita da una profonda depressione, fallisce il tentativo di suicidio, dando il via alle vicende narrative di redenzione.

Il titolo propone quindi una storia di morte, di amicizia e di speranza eterna che vuole comunicare un solo messaggio: non importa quanto le cose possano mettersi male, c’è sempre una ragione per cui andare avanti.

Gameplay e meccaniche

Burnhouse Lane è un’esperienza a scorrimento che racchiude i principali elementi dei classici giochi di avventura, dando quindi modo al giocatore di scrivere la propria storia in pieno stile Telltale. Oltre a questa meccanica, il prodotto di Harvester Games vede la presenza di numerosi richiami ai classici survival horror, come ad esempio il contingentamento delle risorse messe in campo e la cospicua presenza di ostici nemici, che possono porre fine alla vicenda molto rapidamente qualora non si optasse per un’economia oculata delle munizioni.

Il gameplay in questa nuova interazione dello studio polacco ha un peso decisamente più importante rispetto alle precedenti esperienze. Nonostante Burnhouse Lane faccia della sua narrazione il motivo dominante del proprio essere, i combattimenti e lo scontro con i nemici saranno abbastanza presenti, con una particolare difficoltà nel caso in cui si eccedesse con lo spreco di proiettili ed equipaggiamento. Gli avversari molto spesso sono raffigurazioni umane della cattiveria, dell’ostinazione che questi manifestano al fine di veder crollare l’audace protagonista.

Oltre alle fasi “action” Burnhouse Lane è condito da numerosi elementi puzzle. Gli enigmi sono utilizzati come valvola di distensione tra una conversazione ed una sparatoria, rappresentando quindi un ottimo modo per spezzare l’azione e concedere una fase riflessiva al giocatore, che ha modo di metabolizzare quanto accaduto poco prima.

Arte estera

Dal punto di vista del comparto tecnico ed artistico, Rem Michalski ha optato per una azzeccata visuale ad “acquerello”, che permette una buona immedesimazione ed una corretta gestione dei toni cromatici a seconda di quello che la trama presenta. Anche il lato sonoro si presta molto bene all’atmosfera, garantendo degli effetti sonori calzanti e non stucchevoli, impreziositi anche da una buona interpretazione del doppiaggio. L’unica nota negativa è data dalla completa mancanza della lingua italiana, che potrebbe rendere parecchio complessa la comprensione della profonda trama concepita da Harvester Games.

Anche la longevità è stata ben calibrata; le circa quindici ore necessarie per arrivare ai titoli di coda rappresentano un valido equilibrio per dare modo alla trama di svilupparsi correttamente, evitando la grave problematica della noia, che in produzioni di questo genere rappresentano la vera pietra tombale.

PUNTI DI FORZA

  • Trama profonda e peculiare
  • Comparto artistico accattivante

PUNTI DEBOLI

  • Unicamente in inglese
  • Alcune sezioni appaiono come meri riempitivi

Burnhouse Lane è un’esperienza che scava profondamente dentro l’animo umano. Il titolo creato da Rem Michalski travalica ogni barriera emotiva, proponendo una storia atavica, che si aggrappa fortemente ai sentimenti primordiali degli esseri viventi. Le tinte horror sono infatti incentrate unicamente sui nemici e sulla loro negatività, e ciò consente al titolo di lanciare un messaggio potentissimo verso i giocatori. Qualora masticaste l’inglese, la nuova produzione di Harvester Games è fortemente consigliata per la sua originalità, una merce sempre più rara da trovare oggigiorno sul panorama videoludico.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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