[Recensione] Control Ultimate Edition

Di Marco "Connor" Corazza
8 Febbraio 2021

Sembra passato poco dal rilascio del celebre titolo di Remedy Entertainment, ma Control ha già conquistato un punto di rilievo nell’industria videoludica, mostrandosi in pieno sia in versione originale che comprensiva di DLC che ampliano l’esperienza di gioco, rendendola tra le più complete degli ultimi anni.

Rispetto all’agosto del 2019, questa volta possiamo sfruttare il gioco su di una piattaforma che possa mostrarne il vero potenziale, ossia la nuova arrivata in casa Sony; difatti, grazie al Playstation Plus di febbraio, abbiamo avuto la possibilità di giocare a Control in versione Ultimate Edition sia sulla versione di scorsa generazione che su PlayStation 5, che apporta le relative modifiche alla grafica e al comparto hardware del DualSense.

Possiamo finalmente parlarvi appieno di ciò che ha riservato a noi la versione definitiva di Control.

Versione provata: PS5.

IL POTERE TORNA NELLE NOSTRE MANI

Il contatto con l’ignoto potrebbe spaventare se non affrontato a dovere e gli strumenti non bastano per affrontare una situazione imprevista di tale portata, Jesse Faden è proprio la protagonista in quest’incresciosa situazione, all’interno del grande edificio rinominato Oldest House che racchiude in sé fitti misteri e storie nascoste, questo ha fatto sì che Jesse trovasse questa società.

Negli anni ’60, il governo americano si ritrovò a dover creare il dipartimento in questione e lo incaricò di indagare a proposito di alcuni eventi sovrannaturali che minacciavano la vita delle persone, tutto sotto la supervisione del FBC, coloro che cercano di trovare un punto di contatto tra il mondo “reale” e quello impersonato dal Piano Astrale, causa dei fenomeni; la Oldest House è il centro di principale manifestazione dell’Hiss: un misterioso virus che controlla le menti dei soldati e degli uomini che un tempo lavoravano per il FBC, tutto ciò che lascia dietro di sé distruzione e una serie di Oggetti del Potere che condividono parte della loro essenza con questo mondo astrale.

A causa dell’Hiss, l’edificio dell’agenzia è in continua mutazione fisica, permettendo al mondo circostante di cambiare continuamente la propria forma, questo finché non arriverà Jesse a risolvere la situazione purificando le aree di controllo; la protagonista possiede un particolare potere che le permette di passare attraverso le aree invase e che le conferisce il titolo di “direttore” agli occhi dei dipendenti della Oldest House, i quali collaboreranno con lei per investigare sui fenomeni misteriosi e la relativa creazione e per finalizzare il suo obiettivo (che per ovvi motivi di trama, non possiamo rivelarvi).

Successivamente alla purificazione delle zone nella mappa potremo trasportarci velocemente e ridurre le tempistiche di gameplay, il quale si presenta molto fluido e reattivo, oltre che facilmente assimilabile nonostante le diverse meccaniche che vengono presentate man mano; recuperata la pistola principale del gioco, ricaricabile all’infinito, passeremo a varie tipologie di “controllo” quali: Lancio (prendere qualsiasi oggetto da terra e scagliarlo contro un nemico), Levitazione, Scudo e altri poteri accumulabili grazie agli Oggetti del Potere.

Per ulteriori dettagli su ogni aspetto tecnico e non del gioco, potrete consultare la nostra prima recensione di Control a questo link.

LE SENSAZIONI DEL CONTROLLO

Per quanto fosse atteso dall’utenza mondiale, la prima versione di Control presentava non pochi difetti tecnici dovuti all’hardware non pronto per ciò che il titolo proponeva, ma ora siamo entrati ufficialmente nella nuova generazione di console e ciò non può che giovare al capolavoro di Remedy Entertainment.

Primissimo aspetto che salta all’occhio è naturalmente la grafica, impostabile in base ai gusti della singola persona: potremo selezionare la modalità prestazioni (che porta il gioco a 60 FPS, indipendentemente dalla risoluzione di base) o quella che predilige la qualità visiva e la tecnologia del Ray Tracing, mantenendo però i frame per secondo sotto i 30; in quest’ultima i giochi di luce e gli effetti particellari sono al centro della scena, il Northlight Engine è il sistema adottato, il motore grafico di proprietà di Remedy che potenzia il gioco oltre al normale.

Dal punto di vista prestazionale, Control può finalmente godere di un’ottima fluidità in tutto e per tutto, e la responsività dei controlli è compatibile al 100% con tutte le meccaniche che comportavano un grosso macigno per la vecchia generazione, il che comporta una resa a schermo di alto livello, considerando il fatto che il titolo non è né un’esclusiva costruita ad hoc sulla macchina né un gioco dall’alto budget; l’hardware di Sony propone anche una netta e strepitosa miglioria ai caricamenti generali (avvio, respawn, viaggio rapido, ecc.), il tutto, combinato con il feedback restituito dal DualSense a contatto con poteri e usando la pistola, infonde nel giocatore un responso senza precedenti, come PS5 ci sta abituando.

Il Northlight Engine fa il suo lavoro in maniera egregia, offrendo un’esperienza visiva davvero mozzafiato e molto caratteristica grazie anche ad una fisica che esalta la distruttibilità di ciò che si può trovare nel Bureau e ciò non varia nel momento in cui il gioco viene fatto partire su next-gen, il confronto poi si fa di maggior spessore se si combina la fisica realistica con l’effetto dell’audio 3D che amplifica ogni suono in Control (sempre che si utilizzino cuffie stereo), l’immersività è un valore che sicuramente rende il gioco più apprezzabile a vista e orecchio di molti.

La Ultimate Edition con cui viene regalato il gioco, presenta anche i due DLC usciti negli ultimi mesi: The Foundation e Altered World Event, nella prima Jesse Faden risponde alla richiesta d’aiuto del Consiglio sulla protezione della Oldest House, sfruttando le capacità di lievitazione della protagonista per la mappa sviluppata ad hoc, e prevede le nuove abilità esclusive (Frattura e Crea) assieme a circa 4 ore di gioco; nella seconda invece, veniamo colti da una visione di Alan Wake, protagonista del secondo DLC e famoso eroe del gioco omonimo, qui dovremo combattere contro un nemico diverso, addentrandoci nei meandri del Dipartimento Investigativo per una durata similare alla prima espansione.

Il condimento ideale a questa opera viene conferito dalle animazioni leggermente migliorate rispetto al normale e dall’intelligenza artificiale di buon livello (che già si difendeva nella precedente versione), un mondo sovvertito da fenomeni apparentemente inspiegabili che eppure porta a galla segreti mai svelati sul reale volto del FBC, oltre che il vero potenziale di Control.

PUNTI DI FORZA

  • Grafica mozzafiato su console next-gen
  • FPS stabili in modalità performance
  • Gameplay divertente e dinamico
  • Trama profonda e coinvolgente
  • Sceneggiatura splendida e mai banale, un gran lavoro a 360°

PUNTI DEBOLI

  • I 30 frame per secondo in modalità grafica non permettono di godere del Ray Tracing
  • DLC che non modificano molto le meccaniche di base

I dubbi che potevano manifestarsi nella prima versione del gioco, grazie alla Ultimate Edition e all’hardware della PS5 scompaiono, le pecche principali di Control vengono corrette con l’aumento di stabilità e FPS, assieme alla grafica generale a causa del Ray Tracing (che però rende meno fluido il tutto); l’immersività, già fortemente al centro dell’attenzione su console next-gen, naturalmente trova il pieno delle sue capacità col DualSense e il relativo feedback riservato all’utente.

In definitiva, consigliamo assolutamente di giocare a questo riaffermato capolavoro e di approfittare dell’offerta mensile del PlayStation Plus per ottenerlo gratis anche su console di scorsa generazione.

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Abbiamo parlato di:

Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.




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