[Recensione] Mafia: Definitive Edition – Bentornati a Lost Heaven

recensione mafia definitive edition
Di Marco "Bounty" Di Prospero
27 Settembre 2020

Era il 2002 quando Illusion Softworks pubblicò Mafia, un open world decisamente innovativo per l’epoca in cui è stato rilasciato. Il successo ottenuto ha spinto 2K Games e Hangar 13 a fare di Mafia un remake che potesse rispettare e allo stesso tempo onorare il titolo originale. Non si tratta quindi di una semplice remastered ma di un progetto del tutto nuovo che riporta in auge un gioco di 18 anni fa. Hangar 13 e 2K Games saranno riusciti a rendergli omaggio?

Scopritelo con noi continuando a leggere la recensione dedicata a Mafia: Definitive Edition.

Nota: Il gioco è stato provato su PS4 (standard).

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Bentornati a Lost Heaven

L’intreccio narrativo di Mafia: Definitive Edition rispetta in toto quanto visto nel capitolo originale. Protagonista è Thomas Angelo, un tassista con una vita monotona e con poche prospettive di miglioramento. Tutto cambia quando l’uomo si ritrova a dover “salvare” Paulie e Sam, due criminali della famiglia Salieri in cerca di un passaggio per fuggire dal clan Morello. Dopo essersi destreggiato tra le strade di Lost Heaven ed aver seminato gli inseguitori, Paulie e Sam decidono di contattare Tommy per arruolarlo come autista. Da quel momento in poi, la vita di Angelo cambia radicalmente: da uomo onesto a criminale della malavita, in cui omicidi e sparatorie sono all’ordine del giorno. L’intera storyline viene raccontata dallo stesso Tommy che si rivolge al detective Norman per salvare la propria famiglia. In cambio il protagonista dovrà fornire al detective tutte le informazioni utili ad incastrare Don Salieri. Il sistema utilizzato è quindi molto simile a quello visto in Mafia 3, in cui la storia veniva spiegata tramite delle interviste compiute post-avvenimenti. Un sistema che, come aveva funzionato nell’ultimo capitolo della trilogia, funziona molto bene anche in Mafia: Definitive Edition. In ogni caso, la storia raccontata da Hangar 13 segue il filone narrativo del capitolo originale, aggiungendo però sequenze e dialoghi che ci permettono di entrare in maggiore sintonia con lo stato d’animo di ogni personaggio.

In effetti una delle peculiarità di Mafia: Definitive Edition è quella di aver approfondito la caratterizzazione dei protagonisti, ora più umani e emotivi. In sostanza, ogni miglioria apportata alla storia risulta ben implementata, facendo della narrativa uno dei punti più riusciti dell’intera produzione. Un aspetto decisamente importante se consideriamo che Mafia: Definitive Edition presenta una struttura da “vecchio” open world, rimanendo in linea con quanto visto nel capitolo originale. Questo perché l’intera struttura è fortemente story-driven, tanto da avere una modalità free roaming (Fatti un giro) del tutto scollegata alla campagna principale. In altre parole Mafia: Definitive Edition non è un open world ricco di attività secondarie da svolgere tra una missione e l’altra. Una scelta che abbiamo apprezzato considerando che gran parte degli open world di oggi sono caratterizzati da attività secondarie monotone che spezzano eccessivamente il ritmo di gioco. Ci non significa che non potremo acquistare armi, cambiare abiti o raccogliere i colleazionabili sparsi per Lost Heaven. In ogni caso la sola campagna vi terrà incollati allo schermo tra le 10-15 ore, longevità di tutto rispetto che potrà aumentare ulteriormente con la già citata modalità Fatti un Giro.

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Tra inseguimenti e sparatorie

Il gameplay di Mafia: Definitive Edition ricalca molto da vicino quello visto in Mafia 3. Per quanto riguarda il sistema di guida abbiamo apprezzato il feeling di auto e moto, quest’ultime aggiunte in occasione del remake. Tra l’altro il gioco ci permette di personalizzare la propria guida, scegliendo tra uno stile arcade o simulativo. In quest’ultimo caso dovrete ad esempio cambiare manualmente le marce e fare attenzione a non superare il limite di velocità imposto. In caso contrario, infatti, la polizia inizierà ad inseguirvi o a multarvi, come accadeva nell’originale. Tra l’altro, qualora volessimo cimentarci nella guida dei veicoli, nulla ci vieterà di entrare nell’autodromo di Lost Heaven per testare i propri bolidi. Nonostante l’inserimento di missioni caratterizzate da sparatorie e inseguimenti tra veicoli, il grosso della campagna si giocherà a piedi, come nella maggior parte dei titoli del genere.

Pur rispettando la struttura delle missioni del Mafia originale, in questo remake Hangar 13 ha nettamente migliorato la conformazione del level design, inserendo spazi più aperti e maggiori coperture. Questo perchè Mafia: Definitive Edition inserisce il sistema di coperture già implementato su Mafia 3. Per chi non lo avesse giocato vi basti sapere che il sistema permette a Tommy di ripararsi automaticamente dietro le coperture. Da qui potremo decidere se sparare alla cieca o fare capolino per prendere la mira ed essere più precisi. Come è facile immaginarsi, anche l’intero sistema di mira è stato ripreso dal terzo capitolo della trilogia.

La sensazione è positiva, rendendo le sparatorie divertenti e appaganti. In alcuni casi potremo preferire stealth e combattimenti a mani nude, meccaniche che permettono di dare varietà al sistema di gioco. Purtroppo il tutto viene rovinato da un’intelligenza artificiale piuttosto carente, almeno in alcuni frangenti. Questo perchè nella maggior parte dei casi i nemici non utilizzeranno strategie di accerchiamento ma tenderanno semplicemente ad attaccare a testa bassa. Per ovviare a questi problemi il nostro consiglio è quello di giocare in modalità Classica, difficoltà che aumenta la resistenza dei nemici e che diminuisce sensibilmente i colpi necessari ad ucciderci. Tra l’altro la modalità inserisce per default la guida simulativa sopra citata e rende la polizia più ostica, oltre ad inserire meccaniche più realistiche. Ovviamente si tratta di un livello di difficoltà adatto a tutti coloro che cercano una sfida più alta. In alternativa, potrete sempre optare per una difficoltà media o difficile.

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Amore per i dettagli

La riproduzione di Lost Heaven è sicuramente uno dei fiori all’occhiello di questo progetto. La città riprende gli iconici luoghi ed edifici della mappa originale ma in questo remake sono stati riprodotti con molta più cura aggiungendo particolari e dettagli che migliorano sensibilmente l’atmosfera generale. Il tutto ben si adatta all’epoca degli anni ’30 in cui il gioco è ambientato. Hangar 13 è infatti riuscita a ricreare perfettamente gli anni del proibizionismo e della grande crisi economica del 1929. Durante l’esperienza troveremo infatti giornali, programmi radio e notiziari che raccontano e approfondiscono gli avvenimenti dell’epoca.

Del resto la software house statunitense aveva già svolto un lavoro egregio con Mafia 3, in cui la riproduzione degli anni ’60 era perfettamente riuscita. Anche il lavoro svolto sulle animazioni facciali dei protagonisti risulta di pregevole fattura: le loro fattezze sono state riviste e migliorate rispetto al passato e, nelle scene di intermezzo, viene data molta importanza all’espressività degli attori. Il tutto è  accompagnato da un doppiaggio in italiano decisamente ben fatto, grazie ad alcuni adattamenti in siciliano che ci sono sembrati azzeccati e quasi mai fuori luogo. Anche il sonoro risulta azzeccato e ben adattato al mondo criminale degli anni ’30 nonostante la scelta di cambiare completamente la soundtrack del capitolo originale; decisione che non tutti potrebbero prendere con entusiamo.

Nonostante le tante note positive descritte fino ad ora, Mafia: Definitive Edition è caratterizzato da un comparto tecnico altalenante. Durante la nostra prova abbiamo avuto a che fare con pop-up, cali di frame rate e bug grafici di varia entità. Dobbiamo sottolineare tuttavia l’ottimo sistema di illuminazione che, soprattutto con la luce notturna e con le pozzanghere, è in grado di ricreare riflessi di luce decisamente suggestivi.

Punti di forza

  • Trama ben implementata e raccontata;
  • L’atmosfera anni ’30 è azzeccata;
  • Modalità Classica interessante;
  • I cambiamenti apportati rispettano il capitolo originale.

Punti deboli

  • Comparto tecnico sottotono;
  • Intelligenza artificiale deficitaria.

Con Mafia: Definitive Edition, Hangar 13 è stata in grado di creare un remake che rispetta in tutto e per tutto quanto visto nel titolo del 2002. Ciò grazie a cambiamenti ben implementati che hanno permesso di apportare diversi miglioramenti, senza commettere l’errore di snaturare la struttura originale. La narrativa rappresenta senza dubbio l’aspetto più riuscito della produzione, grazie ad una sceneggiatura rinnovata che racconta una storia più matura e profonda. Complice di ciò è senza dubbio l’atmosfera di Lost Heaven, che riesce ad immergere il giocatore nell’America degli anni ’30. Ovviamente anche il gameplay è stato adattato a quello dei Tps moderni, come dimostra l’inserimento di un inedito sistema di coperture. Rimane comunque un comparto tecnico sottotono, evidenziando gli stessi problemi che già avevano afflitto Mafia 3. Nonostante ciò Mafia: Definitive Edition rimane un remake degno di nota e adatto a tutti coloro che cercano un titolo fortemente story driven che non adotta il moderno stile open world fatto di attività secondarie ripetitive e tediose. Ricordiamo inoltre che la Definitive Edition di Mafia è acquistabile separatamente a € 40,99 o come parte della Mafia Trilogy a € 60.

Ringraziamo 2K Games per il codice review fornitoci.

 

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.




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