[RECENSIONE] The Artful Escape

Di Chiara Ferrè
21 Novembre 2021

The Artful Escape, disponibie dal 9 settembre su PC e Xbox, sia su Steam che sul Game Pass, è un videogame atipico. È nato dalla passione di un musicista australiano, in arte Johnny Galvatron, alla guida dello studio di sviluppo indipendente Beethoven & Dinosaurs.

Più che un videogame, The Artful Escape è un’esperienza musicale e visiva fondata su una direzione artistica d’eccezione: un titolo che, nelle circa 3 ore di cui si compone, vi lascerà sicuramente con un sorriso stampato in faccia per tutto il tempo.

Scopriamolo quindi nel dettaglio in questa recensione priva di spoiler!

Versione provata: PC

La sfida più grande è scoprire sé stessi

Francis Vendetti, il protagonista di The Artful Escape, è un giovane musicista in cerca della propria strada. In realtà la sua strada sembrerebbe essere già oltremodo segnata, in quanto il ragazzo è il nipote del famosissimo musicista folk Johnson Vendetti, che si è guadagnato la fama internazionale grazie ad alcuni brani di successo. Amato e idolatrato come un dio nella piccola cittadina di Calypso, lo zio Johnson, venuto a mancare precocemente, è una presenza davvero ingombrante per il giovane Francis, che ne porta sulle spalle la pesante eredità.

Da subito appare evidente quanto la musica folk dello zio gli stia stretta: Francis ha il desiderio di sperimentare e di ampliare i suoi orizzonti musicali, creando un suo personaggio da palcoscenico che lo rappresenti. Il pubblico però non è della stessa idea e vorrebbe che si limitasse a riportare in scena la musica dello zio, tenendone viva la memoria.

È in una notte agitata, prima di una esibizione importante, che Francis viene contattato da un alieno e catapultato in un mondo parallelo a metà tra realtà e fantasia: un viaggio psichedelico in uno spazio chissà dove, a bordo dell’astronave musicale Cosmo Polmone.

Con al suo fianco personaggi bizzarri, Francis Vendetti affronterà diverse sfide musicali su differenti pianeti, così da affermarsi come musicista e, soprattutto, trovare la propria identità artistica. Lo aiuteremo a scoprire la magia del rock e a scegliersi dei nuovi abiti, abbandonando sempre di più la figura dello zio per diventare, senza paura, ciò che davvero desidera essere.

Un’avventura sensoriale

L’amore per la musica e per tutte le sensazioni che essa trasmette è il centro di The Artful Escape. Come accennavamo in apertura di recensione, il gameplay di questo titolo è ridotto all’osso: se cercate quindi un gioco sfidante o un gameplay profondo, non siete nel posto giusto.

Il titolo edito da Annapurna Interactive e realizzato da Beethoven & Dinosaurs è sostanzialmente un’avventura a scorrimento laterale con qualche elemento platform: il nostro Francis sfreccerà tra diversi scenari schitarrando come un matto. La natura e le creature che incontrerà si rianimeranno al suo passaggio.

Oltre a scivolare e a correre verso destra, il giocatore dovrà affrontare alcuni salti e doppi salti, slaciandosi in avanti al momento opportuno grazie a un accordo ben piazzato. Nulla di difficile.

Durante i numerosi dialoghi con i personaggi, vi sarà la possibilità di scegliere tra diverse risposte, che aiuteranno a plasmare il personaggio senza tuttavia influenzare la storia.

Infine, l’unica sostanziale variazione nel gameplay sono gli stage musicali. Usando cinque differenti tasti del gamepad, il giocatore dovrà seguire gli accordi eseguiti dai “boss” per suonare all’unisono con lui e dimostrare le proprie doti artistiche. Anche qui, nulla di complicato.

Per quanto il gioco sia bellissimo da vedere, ci saremmo aspettati qualcosa di più da questi stage, che risultano brevi e privi di quel guizzo di gameplay in più che avrebbe reso il tutto più gustoso non solo da vedere, ma anche da giocare.

Il viaggio spaziale più rock di sempre

La vera forza di The Artful Escape, ormai lo avrete capito, sta nella direzione artistica. Ogni schermata è una vera gioia per gli occhi. Al nostro passaggio il mondo cambia, si riaccende di colori e suoni, in un trip psichedelico che non teme di strafare ma anzi, riempie la vista e il cuore di nuove sensazioni.

Così come la musica riesce a trasportare l’animo e a farlo viaggiare verso orizzonti creativi inimmaginabili, così The Artful Escape vuole rappresentare visivamente queste sensazioni, e lo fa più che bene. Sfrecciare tra creature aliene volanti e saltare su giganteschi boccioli ricolmi di polline, schitarrando a più non posso, è esaltante.

Ogni ambientazione ha un differente tappeto musicale. Premendo l’apposito tasto Francis suonerà la sua chitarra, dando vita a degli accordi che si adattano alla perfezione alla colonna sonora in sottofondo. Il doppiaggio inglese è ottimo, così come la traduzione dei testi in italiano.

Si tratta di un viaggio breve ma intenso, che vi consigliamo di provare anche solo per godervi un’esperienza rilassata e diversa dal solito.

PUNTI DI FORZA:

  • Una colonna sonora da sballo!
  • Visivamente è sempre una meraviglia
  • Dura il giusto per non risultare noioso

PUNTI DEBOLI:

  • Gameplay ridotto all’osso
  • Peccato per gli stage musicali, davvero troppo brevi e semplici

The Artful Escape è un titolo da ammirare, più che da giocare. È il viaggio musicale intergalattico di Francis Vendetti, un giovane musicista folk schiacciato dalla fama dello zio, un artista già affermato ed idolatrato dal pubblico. Insieme a Francis, un alieno ed altri strampalati personaggi, ci avventuriamo alla scoperta dell’identità artistica del giovane, visitando diversi pianeti tutti da conquistare accordo dopo accordo, schitarrata dopo schitarrata. Un titolo originale e dallo straripante valore artistico, che sa stupire ed emozionare nonostante un gameplay ridotto all’osso.



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Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme: vivo di cinema, libri, videogiochi e serie TV. Durante la settimana scrivo, osservo il mondo e vedo gente. Nel tempo libero scrivo (sì, di nuovo), disegno, videogioco.




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