[Recensione] Death Stranding (PC) – Come si completa una grande opera

Di Markconnor
23 Luglio 2020

Si tratta probabilmente del porting più atteso degli ultimi anni, di un titolo tra i più chiacchierati dell’intera generazione. Death Stranding unisce, nella sua versione per PC, la profondità del titolo su PS4 con la potenza offerta dalla tecnologia delle nuove RTX, non tralasciando dettagli neppure per schede video più classiche.
Un fenomeno a tutto tondo che ha coinvolto giocatori di ogni fascia d’età e interesse, unendo la community sì come le UCA.
Di seguito non vi lasciamo solo le nostre impressioni, ma tutto ciò che il gioco ci ha trasmesso con le sue migliorie. Ecco a voi la recensione (ancora una volta) dell’ultima fatica di Kojima.

TORNIAMO SULLA SPIAGGIA

Vi sono poche novità sulla trama principale, che riassumeremo in breve. Il viaggio di Sam Porter Bridges è colmo di disperazione, vita e morte e un buon numero di quesiti che troveranno risposta solo riconnettendosi alla rete chirale, in modo da formare le Città Unite d’America. Farà tutto questo grazie al suo lavoro da fattorino, l’America verrà riconnessa coi nodi che formeremo con la consegna di pacchi, da una base a quella successiva.

Altro motivo del viaggio sarà quello di ricongiungerci con Amelie e tutti coloro che compongono la vita di Sam. Il BB (Bridge Baby, “strumento” usato per comunicare con l’aldilà), Deadman e Die-Hardman saranno elementi fondamentali per proseguire con la storia nostra e di tutti.

Lungo la strada troveremo avversari di umana, o meno, natura così come avvenimenti atmosferici che remeranno contro, in particolare la cronopioggia: sostanza simile alla pioggia classica ma che corrode e invecchia tutto ciò che tocca. Consigliamo il titolo per la trama cristallina, da vivere ALMENO una volta.

Se volete sapere qualcosa di più sull’universo narrativo, comunque, vi rimandiamo alla nostra recensione dello scorso autunno sulla versione PS4, in quanto ovviamente il succo del discorso è rimasto invariato anche per quanto riguarda la struttura del gameplay, incentrato su una sconfinata sequenza di fetch quest che mandano lentamente avanti il viaggio di Sam verso il suo obiettivo finale.

NUOVE MISSIONI E CITAZIONI SPECIALI

La versione PC di Death Stranding contiene, oltre al resto, alcune missioni inedite dedicate ai franchise di Portal e Half-Life, le quali garantiranno oggetti esclusivi come premio, alcuni dei quali risulteranno estremamente utili. C’è da dire in anticipo che ciò che otterremo non faciliterà le missioni della storia, in quanto saranno sbloccabili dopo aver concluso il gioco.

Il tutto consisterà nel ricevere diverse e-mail, 6 nel dettaglio, che indicheranno le istruzioni per le consegne da fare. Nulla di troppo complicato quindi, basterà fare ciò che per tutto il gioco è stato eseguito da bravi fattorini. Gli oggetti ottenibili saranno in ordine: Occhiali di Gordon e Valvola (puramente estetici), Guanto Gravitazionale (come in Half-Life Alyx, permetterà di ribaltare le leggi di gravità per ciò che viene colpito), Furgone λ (in grado di coprire lunghe distanze), Headcrab (copricapo che ripristinerà la stamina di Sam usando le sacche di sangue equipaggiate) e, infine, l’Ologramma dello Strider (gran sorpresa che non riveliamo più di tanto). Di certo i fan di vecchia data saranno più che soddisfatti!

Fulcro dell’esperienza, ancora una volta, è però il viaggio solitario e allo stesso tempo comunitario di Sam Porter Bridges. Il gioco riprende ovviamente una delle sue meccaniche più sbalorditive, il multiplayer asincrono che mette in collegamento virtuale più giocatori all’interno dell’ecosistema globale di Death Stranding dando vita a forme e strutture tutte nuove a ogni viaggio. Laddove nel primo avvicendarsi a un nuovo prepper non trovavamo altro che impervie montagne da scalare o praterie sconfinate dominate dal silenzio, il secondo viaggio ci regala ponti, sentieri solcati da altri corrieri, teleferiche e nuovi pacchi da trasportare.

Apprezzatissimo su PS4, siamo sicuri che questa dinamica asincrona darà il meglio di sé grazie a una community, quella PC, sempre molto attenta al desiderio di comunione. Perché Death Stranding, in fondo, vuole trasmettere proprio questo. Il mondo sarà pure un posto ricco di pericoli e nel quale le persone, soprattutto al giorno d’oggi, tendono a restare in disparte. Ma è altresì innegabile che, come dice il detto, l’unione fa la forza. La vera salvezza può arrivare solamente appianando le divergenze e creando qualcosa di solido, duraturo, un monumento, reale o figurato che sia, al legame con le altre persone. Chissà se il messaggio passerà. Paradossalmente, nel pieno di una pandemia globale, Death Stranding non poteva uscire in un momento migliore per far riflettere le persone.

LA PULIZIA DELL’RTX

Passiamo ora a ciò che più interessava capire e constatare di questa versione per PC, la prima in assoluto per una produzione targata Sony Interactive Entertainment. Abbiamo avuto la possibilità di provare il titolo su un PC di fascia medio-alta con all’interno una RTX 2060, in grado di sfruttare a pieno le funzioni offerte al giocatore con una certa mercanzia a disposizione. Il porting in sé è davvero sorprendente, si adatta benissimo allo stile di mouse e tastiera, non propone sbavature e il motore grafico regge senza problemi il cambio radicale dal dispositivo d’origine, rappresenta un eccellente indicatore della potenza e della malleabilità dell’engine di Guerrilla, che conferma di avere tutto il potenziale per offrire al pubblico grandi soddisfazioni negli anni a venire.

L’impegno nella portabilità su PC si vede appena si passa a risoluzioni superiori al Full HD (nonostante si più che godibile e al limite del realismo), per arrivare all’apice col raggiungimento del 4k (il tutto ovviamente stabile a 60+ FPS solo con hardware di fascia parecchio alta o con il DLSS 2.0 di Nvidia, disponibile per RTX).

Nonostante sia ottimizzato per le schede video di nuova generazione, Death Stranding fa la sua eccellente figura anche se sulla macchina utilizzata si sfrutta una GTX o si ricorre a GPU di casa AMD di buona fattura, tenendo conto della differenza in ambito FPS; parlando proprio di quest’ultimo aspetto, si ha un buon margine di frame che oscillano poco, se non in rare occasioni, e che vengono bloccati a 60 fissi durante le cutscenes, anche se il PC andrebbe oltre. Questa è una scelta che potrebbe fare discutere, ma più che giustificata se si considerano i limiti di Refresh Rate di gran parte dei monitor in commercio.

La stabilità risulta l’elemento cardine insieme alla qualità grafica generale che si alza decisamente di livello con questa versione migliorata del gioco, dando ampio spazio alla malleabilità delle impostazioni personalizzate.

PUNTI DI FORZA

  • Nuove missioni aggiunte
  • Grafica super realistica
  • Notevole fluidità
  • Esperienza sempre notevole

PUNTI DEBOLI

  • Nessuna innovazione sulla trama principale
  • Il concept di gioco è estremamente particolare e non sarà amato da tutti

Come altri porting visti negli anni, Death Stranding non offre novità a livello di trama primaria, ma le aggiunte nostalgiche e il comparto grafico sopperiscono alla mancanza, offrendo anche agli utenti PC un’esperienza coinvolgente che rimarrà nei ricordi di tutti. Il viaggio di Sam Porter Bridges è ripartito, e seppur sia uguale a quello che abbiamo già amato lo scorso anno su PS4, è sempre in grado di offrire qualche nuovo spunto. Un gameplay molto innovativo, ma purtroppo anche inevitabilmente di nicchia, fa da semplice sfondo a quella che era e rimane un’esperienza fortemente emotiva e personale, che ogni giocatore dovrebbe provare prima o poi. A patto, naturalmente, di non fermarsi dopo 10 minuti. Death Stranding offre il meglio di sé sul lungo periodo.

Ringraziamo Halifax per la key di Death Stranding su PC.


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Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.




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