[Recensione] Trover Saves the Universe – Di poltroni, cani, occhi e universi da salvare

Di Andrea "Geo" Peroni
4 Giugno 2019

Justin Roiland. Un nome, una garanzia, una pazzia. Il creatore di Rick & Morty, la fortunata serie animata di Adult Swim che tornerà in autunno con l’attesissima quarta stagione, sembra averci preso gusto con la realtà virtuale. Dopo il già apprezzato Virtual Rick-Ality, pubblicato nel 2017 su PC e nel 2018 su PlayStation VR, il regista, produttore e sceneggiatore statunitense si lancia in una nuova folle esperienza che ricalca alla perfezione il suo ormai ben chiaro pensiero: surreale, pazzo, politicamente scorretto, assolutamente da tenere lontano alla portata dei bambini. Trover Saves the Universe è il nuovo parto della malata mente di Roiland, da pochi giorni disponibile per il visore di casa Sony e che ci fece innamorare sin dal suo annuncio. L’amore, *spoiler*, è ora sbocciato come un fiore, ma non un fiore dannoso come la margherita che controlla la mente del Flower Morty della Cittadella. Ora sedetevi nelle vostre fott*** sedie, smettetela di pensare alle caz***e e lasciatevi cullare da questa recensione di mer**. Oh, scusate, ormai siamo stati trascinati dal colorito linguaggio di Trover Saves the Universe.

Versione provata: PS4 Pro.

EHI AMICO, SONO TUOI QUEI CA**O DI CANI??

All’apparenza Trover Saves the Universe può sembrare un prodotto per i più giovani, se non addirittura bambini. Colorato, fantasioso, fatto di tanti mondi formato cartoon e personaggi improbabili che sembrano fuoriusciti dai disegni di un qualsiasi scolaretto della scuola materna o elementare al massimo. Dopo pochi secondi dall’inizio del gioco, che parte mentre siamo comodamente seduti a guardare un programma in cui i personaggi parlano di poltrone (e già lì qualcosa deve iniziare a puzzare), iniziano le stranezze, e inizia a farsi largo l’idea, per chi non avesse già masticato in precedenza prodotti come questi, che i bambini c’entrano ben poco con il target di riferimento. Tenetevi forte, perché ora cercherò di raccontarvi in pochi termini quella che è la storia che ruota intorno alla nuova creazione di Roiland. Senza fare spoiler, ovviamente.

Noi, protagonisti del gioco, apparteniamo alla civiltà dei Poltroniani, esseri che passano l’intera vita spaparanzati pigramente su una poltrona che ci permette di muoverci. Tramite un joypad, curiosamente identico a quello di PS4 (ma guarda tu alle volte il caso…), siamo capaci di gestire tutto della nostra vita. Una tranquilla vita, fatta di TV, lavoro (anche se non sappiamo quale), soap-opera e divertimento con i nostri due amati cagnolini. Ah, nota a margine: gli amanti di Rick & Morty riconosceranno sicuramente un riferimento ad un celebre episodio della serie nei due quadrupedi, ma continuiamo. Un bel giorno Trover, alieno viola di chissà quale sistema planetario, si presenta alla nostra porta, perché là fuori sta succedendo il finimondo: l’Astenuto Glorkon, per loschi (e in parte vomitevoli) scopi che scopriremo solo molto più avanti nel gioco, ha deciso di rapire i nostri cani e utilizzarli come occhi nelle sue vuote cavità, e questo gli sta donando un enorme potere che rischia di condannare l’universo. Attraverso Trover, che guidiamo personalmente grazie al collegamento che si viene a formare tra noi e lui, ci dirigiamo quindi nell’antro del misterioso Capo, e da lì partirà un’imprevedibile missione per salvare l’universo fatta di strambi alieni che lanciano feci, pianeti che sembrano fuoriusciti dallo stomaco di un cannibale, fino ad arrivare a quello che sarà un incredibile e imprevedibile epilogo.

E questo è più o meno tutto quello che riesco a dirvi sulla storia di Trover Saves the Universe, per non entrare nel pericoloso vortice degli spoiler. Ma del resto nella nuova creazione di Roiland, come spesso accade anche negli episodi di Rick & Morty, non è tanto importante la trama di fondo, abbastanza semplice da assimilare, quanto come questa viene raccontata e presentata allo spettatore. E se nel caso di Rick & Morty si fa di tutto per sorprendere con gli atteggiamenti da scienziato pazzo di Rick e la fragilità del povero Morty immersi in contesti tragicomici (ricordate anche solamente il primo episodio della serie, con il furto del seme fatto passare dalla dogana attraverso una certa cavità corporea di Morty…), qui la sensazione di un universo crudele e imprevedibile viene amplificata da temi crudi e spietati, ma sempre trattati con la dissacrante e sporca comicità made in Roiland. È pur sempre vero che Trover Saves the Universe rientra nella cerchia dei platform 3D, nei quali spessissimo la storia è in secondo piano, eppure vi capiterà di perdervi più di una volta negli strambi discorsi degli altrettanto stravaganti nemici, per la maggior parte cloni del potente Glorkon che si piazzeranno a più riprese lungo il nostro cammino. Se volete godere dell’esperienza pura e completa, come l’autore l’ha concepita, scegliete ovviamente l’opzione priva di censura a inizio gioco. Se invece non vi sentite pronti, il che vuol dire che siete ancora puri di spirito e non abbastanza sporchi dentro per accogliere il mare di porcherie che i Glorkon e gli altri personaggi sono pronti a lanciarvi contro, andate di censura. Ma non saprete cosa vi siete persi…

IO TI ORDINO

In mezzo alle solite fasi di esplorazione e combattimento, ci sono alcune sezioni puzzle nelle quali siamo noi stessi, poltroni giocatori, ad aiutare Trover nella sua avanzata. Noi e il piccolo alieno viola siamo un’unica entità, che deve avanzare all’unisono (noi possiamo spostarci solamente grazie ad alcuni teletrasporti posizionati sul cammino) e darsi una mano a vicenda, alzando pedane e spostando blocchi per quanto riguarda il poltroniano che apprende nuovi poteri con l’avanzare del gioco, eliminando i nemici e facendo la maggior parte del lavoro sporco per quanto riguarda invece Trover, cosa comunque semplicissima visto il livello di difficoltà mai elevato. Nella maggior parte dei casi non si tratta di meccaniche particolarmente innovative per un platform 3D, ma, integrate alla perfezione come è stato fatto in questo caso con la realtà virtuale, ne risulta una formula molto interessante e piacevole. Ah, a tal proposito: Trover Saves the Universe è interamente giocabile sia con PS VR che in modalità “tradizionale”, e devo dire di aver trovato più piacevole godermi l’esperienza direttamente dalla TV che con il visore in testa. Normalmente non provo granché fastidio con i giochi in realtà virtuale, neppure con i più esosi (come Blood & Truth, trovate la recensione completa dello sparatutto a questo indirizzo) se presi ovviamente a giuste dosi, eppure con il gioco di Squanch Games ho provato un discreto malessere quand’era il momento di spostarsi velocemente tra un teletrasporto e un altro. Purtroppo in questi casi si parla di qualcosa che è estremamente soggettivo, dunque non prendete la mia considerazione sulla versione VR come una verità assoluta. Ci tenevo solamente a informarvi. In ogni caso, l’esperienza non varia di una virgola tra la versione liscia e quella virtuale.

Il gioco può essere completato in circa 4 ore, alle quali si aggiunge poi qualche minuto extra di longevità dovuto ai collezionabili da recuperare sotto forma di Power Baby sparsi per tutti i mondi visitabili. E qui apriamo una nuova parentesi, che si riferisce alle ambientazioni in generale e alla resa visiva del gioco. Per citare (non credo alle parole che stanno per uscirmi dalle dita) un film di Ruffini e Matano, è “tutto molto bello”. Trover Saves the Universe è un tripudio di colori, una gran gioia per gli occhi grazie anche ad una cura e ad una caratterizzazione dei mondi davvero interessante. A dire il vero, questa sembra partire con il freno a mano tirato per la prima ora di gioco, ma si riprende notevolmente con le ambientazioni successive, ognuna delle quali ha abbastanza connotati da restare impressa nella mente, con personaggi e paesaggi quasi pupazzosi ma mai banali. Non si segnalano problemi di alcun tipo legati all’Unreal Engine 4 magistralmente utilizzato e che restituisce la sensazione di un vero cartone animato che prende forma, tanto che questo Trover Saves the Universe, per lo stile e le continue angoscianti disquisizioni dei personaggi e dei dialoghi ai quali assistiamo ripetutamente, potrebbe tranquillamente essere considerato uno spin-off di Rick & Morty. Magari ambientato in una realtà alternativa, o magari in alcuni degli infiniti mondi del cosmo. Chissà.

PUNTI DI FORZA

  • Divertente, dissacrante, in due parole: Justin Roiland
  • Mondi e personaggi davvero fantasiosi
  • Gameplay interessante e con meccaniche curiose

PUNTI DEBOLI

  • In realtà virtuale può provocare qualche malessere
  • Un po’ troppo breve per il prezzo di 30€

È al limite dell’assurdo. Volgare. Spassoso. Irriverente. Dissacrante. Divertente. Facile. Anche un po’ troppo corto, ma rimane dannatamente impresso nella testa. Trover Saves the Universe è una bella aggiunta al catalogo di PS4 e PS VR (ricordiamo che il gioco è disponibile anche su PC, ma noi abbiamo testato la versione console), un titolo che non ha un granché di innovativo ma che rappresenta una piccola perla del creatore di Rick & Morty, capace di dar sfogo alle sue più profonde perversioni e lasciarsi alle spalle ogni inibizione in un’opera che sembra rivolgersi inizialmente ad un pubblico molto giovane ma che invece è per adulti, ai quali può anche dar fastidio qualche sequenza, o qualche parola di troppo. Ma ehi, è Justin Roiland. Se non vi va bene, fot*****i! No, scherziamo, ma fidatevi: il gioco è un gran gioco.

Ringraziamo Sony PlayStation Italia per il codice review di Trover Saves the Universe.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.