Katsuhiro Harada ha confermato ufficialmente la fine della sua lunga esperienza come producer di Tekken. Lo sviluppatore giapponese ha lasciato Bandai Namco e la guida del celebre franchise, come aveva già anticipato all’inizio di dicembre, segnando la conclusione di un’epoca durata oltre trent’anni.
“Non sono più lo sviluppatore/creatore della serie Tekken”, ha scritto Harada in un post pubblicato sui social, attirando immediatamente l’attenzione dei tantissimi fan della saga. “L’era Harada di Tekken è ufficialmente finita.” Una dichiarazione netta, confermata anche dalla sua biografia aggiornata, in cui si definisce “ex game director e chief producer di giochi d’azione e picchiaduro”, ricordando i 31 anni di lavoro sulla serie e il ruolo di general manager dei progetti IP originali presso Bandai Namco.
L’annuncio ha generato una forte ondata di reazioni da parte della community: messaggi di affetto, ringraziamenti e ricordi legati ai capitoli storici di Tekken si sono moltiplicati in poche ore. Non è mancata neppure l’ironia, con alcuni fan che hanno scherzato su un possibile ritorno di Harada, paragonandolo alle frequenti “resurrezioni” di personaggi iconici come Heihachi e Kazuya.
L’uscita di scena di Harada rappresenta un addio di grande peso per il genere dei picchiaduro giapponesi, soprattutto se letta in parallelo con quello di Yoshinori Ono, storico responsabile di Street Fighter, che ha lasciato Capcom nel 2020. Due figure simbolo che, a distanza di pochi anni, chiudono capitoli fondamentali della storia videoludica.
Se Street Fighter 6 ha dimostrato che in Capcom esisteva un team capace di raccogliere l’eredità di Ono e rinnovare con successo la serie, resta ora da capire se Bandai Namco saprà fare lo stesso con Tekken. La fine dell’era Harada apre una nuova fase per il franchise: una sfida complessa, ma anche un’opportunità decisiva per il futuro della saga.
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