Screamer | Recensione

3

Lo studio italiano Milestone, ormai da molti anni punto di riferimento per i giochi di velocità su due ruote, con Screamer si è trovato davanti ad una sfida tutt’altro che semplice: riportare in vita un marchio quasi dimenticato degli anni ’90, sviluppato dallo stesso studio nel lontano 1995 (sotto il nome di Graffiti) e reinventarlo da zero.

L’intento del team milanese è chiaro fin dall’inizio: recuperare l’anima arcade più pura del titolo, rileggendola in chiave moderna con meccaniche aggiornate, uno stile visivo ben definito e, cosa ancora più sorprendente, una componente narrativa ambiziosa.

Screamer risulta essere un progetto diverso dal solito, fresco e coraggioso, in un panorama in cui sembra che abbiate già visto tutto, questo gioco cambia direzione, proprio come in una gara che si ribalta all’ultima curva e merita attenzione proprio per questo.

Versione provata: PlayStation 5

UNA STORIA CENTRALIZZATA

Uno degli elementi più particolari è la modalità storia, chiamata “Il Torneo”. Qui non si tratta solo di una sequenza di gare: vi troverete davanti a una narrazione piuttosto articolata, con diversi piloti, squadre, motivazioni personali e conflitti intrecciati tra loro.

Il tutto viene presentato con uno stile che richiama i JRPG classici, con un’estetica fortemente ispirata ad un anime: dialoghi statici, personaggi vivaci e un design molto curato. Non ci sono scelte multiple che influenzano la trama, ma le conversazioni sono tante e in alcuni momenti forse sono anche troppe.

L’ambientazione è un futuro fantascientifico dove dominano luci al neon, megalopoli e corse illegali, dove le scuderie competono per premi enormi. Tuttavia, non è il denaro a guidare davvero i personaggi bensì la vendetta, un’ ambizione e segreti personali sono i veri motori della storia.

La trama principale segue il team guidato da Hiroshi, in conflitto con il villain di turno Gabriel, mescolando drammi personali e rivalità aziendali. A rendere il tutto più originale ci sono anche gruppi decisamente fuori dagli schemi, come idol o scienziati loschi, creando un mix narrativo insolito per il genere.

Interessante anche l’introduzione dell’“Echo”, una tecnologia che permette ai piloti di tornare in vita dopo incidenti mortali. Questo elemento non è solo narrativo, ma ha anche un impatto diretto ed effettivo sul gameplay.

Va però detto che, nonostante le buone idee, l’esecuzione non sempre convince: i dialoghi risultano spesso prolissi, a tratti forzati e fin troppo melodrammatici. Questa struttura da visual novel spezza il ritmo tra una gara e l’altra, e non è difficile che vi venga voglia di saltare le scene per tornare subito a correre.

GUIDA PRECISA E DIVERTENTE

Dove Screamer dà il meglio di sé è senza dubbio nella giocabilità ed è qui che Milestone mostra l’innovazione che ha inserito in questo titolo, insieme alla sua decennale esperienza nei titoli racing.

Dimenticate i controlli tradizionali: il gioco introduce un sistema a doppio stick. Il sinistro serve per sterzare, mentre il destro gestisce l’angolo di derapata. All’inizio può spiazzare, soprattutto se siete abituati a titoli più immediati, ma dopo qualche gara tutto diventa naturale.

La frenata passa in secondo piano: la chiave è controllare la derapata con precisione, scegliendo l’angolo giusto per affrontare ogni curva senza perdere velocità. Ogni tracciato diventa così una sfida tecnica, e mantenere il ritmo senza errori è estremamente soddisfacente.

Si aggiunge anche un sistema di cambio semiautomatico: potete lasciare fare al gioco oppure intervenire manualmente per ottenere un piccolo boost nei momenti giusti. Un dettaglio semplice, ma efficace.

Completano il quadro abilità come il Sync (energia per boost e scudi), l’Entropy (attacchi offensivi) e l’Overdrive, una meccanica rischiosa che unisce velocità e distruzione.

Il risultato è un loop di gameplay molto appagante: accelerate, derapate, accumulate energia, attaccate e ricominciate. Quando riuscite a concatenare tutto alla perfezione, la sensazione di controllo è davvero esaltante. Non aspettatevi però un’esperienza facile: alcune curve e circuiti richiedono una precisione notevole. All’inizio può essere frustrante, ma una volta preso .il ritmo, sarete soddisfatti di voi stessi, fidatevi

UN ARCADE CLASSICO NEL TERZO MILLENNIO

La vera sorpresa è quanto bene funzioni la guida: le auto hanno il giusto peso, i controlli sono precisi e le abilità non trasformano il gioco in qualcosa di superficiale. In Screamer dovrete guadagnarvi ogni sorpasso e ogni vantaggio.

L’esperienza che fornisce questo titolo richiama i vecchi cabinati arcade, ma con una sensibilità moderna. Questa combinazione tra nostalgia e innovazione è uno dei punti di forza del gioco. Inoltre, ogni veicolo e ogni pilota offrono sensazioni diverse, aumentando la varietà del gameplay.

Sul fronte contenuti, oltre alla modalità storia, trovate gare rapide, prove a tempo, sfide, modalità a squadre e multiplayer sia online che offline. Il sistema di progressione permette anche di sbloccare componenti per personalizzare le auto, aggiungendo ulteriore profondità e varietà.

Dal punto di vista visivo, Screamer punta su un mix interessante: personaggi in stile anime e ambientazioni più realistiche con influenze futuristiche e steampunk. Il contrasto funziona e contribuisce a fornire una propria identità al gioco.

I circuiti sono vari e ben realizzati: città illuminate da neon, deserti, foreste e strutture sotterranee, il tutto arricchito da ciclo giorno/notte e condizioni atmosferiche dinamiche.

Anche il comparto sonoro è di alto livello: la colonna sonora accompagna perfettamente l’azione, mentre il doppiaggio mescola le varie lingue di appartenenza dei personaggi, variando dal giapponese, all’italiano passando per il tedesco e l’inglese.

8
Riassunto
Riassunto

Screamer è un racing arcade coraggioso ed entusiasmante, che riesce a emergere tra tanti titoli simili nel panorama videlodico. Milestone ha fatto scelte audaci, la maggior parte di esse funzionano bene, fatta eccezione per una storia con dialoghi un po' troppo prolissi. Le gare sono originali e impegnative e, una volta compresi tutti i suoi meccanismi, risulta molto soddisfacente padroneggiarle. A completare il tutto, uno stelle visivo pulito e realistico, mescolato a dei personaggi in stile anime.

Pro
Sistema di guida profondo ed originale Identità visiva ed estetica unica Corse complesse ma appaganti
Contro
Modalità storia eccessivamente lunga Dialoghi di intermezzo prolissi Curva di apprendimento elevata che può risultare frustrante
  • Giudizio Complessivo8
Scritto da
Matteo "bovo88" Bovolenta

Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

5.8

Legacy of Kain: Ascendance | Recensione

Una sana e genuina curiosità è quella che ci ha accompagnato a...

8.5

Super Meat Boy 3D | Recensione

Il ragazzo di carne è tornato. Super Meat Boy ha avuto una...

8.5

Crimson Desert | Recensione

Crimson Desert è un titolo che non è passato inosservato: nel giro...

7.2

New Super Lucky’s Tale | Recensione

Era il 2016 quando i ragazzi di Playful Studios pubblicarono Lucky’s Tale, un platform 3D in realtà...

Chi siamo - Contatti - Collabora - Privacy - Uagna.it © 2011-2025 P.I. 02405950425