[Recensione] El Camino: A Breaking Bad Movie

Di Andrea "Geo" Peroni
11 Ottobre 2019

Il volto sfigurato dopo mesi di prigionia. Sporcizia, cicatrici che tagliano il viso, la paura di finire nuovamente in un incubo. Così ritroviamo Jesse Pinkman (Aaron Paul) all’inizio di El Camino, il film scritto e diretto da Vince Gilligan che fa da epilogo alla serie TV capace di segnare un’epoca nella storia del piccolo schermo, Breaking Bad.

Disponibile da poche ore su Netflix, El Camino segue da vicino le vicende di Jesse appena dopo la conclusione della serie. Lo avevamo lasciato solo, in balia degli eventi, salvato dalla prigionia grazie al sacrificio di Walt. Lo ritroviamo qui esattamente nello stesso modo. Sporco, solo e impaurito, ma al tempo stesso determinato, Jesse sale a bordo della El Camino di Todd e parte per allontanarsi per sempre da questa vita, cosa non facile come ben sanno i fan della serie.

Il mondo di Breaking Bad è violento, crudele, non fa sconti a nessuno, ed El Camino, esattamente come l’altra grande opera connessa alla serie (Better Call Saul, che invece racconta le origini del personaggio di Saul Goodman), non fa eccezione. Jesse è un uomo vero, in un contesto vero, ma figlio di tutto quello che gli è accaduto fino ad oggi. Dentro di lui si nasconde ancora quel ragazzo spavaldo e sbruffone, vero, ma la storia della sua vita l’ha cambiato, tutti gli orrori che ha vissuto tra le grinfie di Jack e dei suoi scagnozzi per mesi hanno minato la sua fiducia, la sua visione stessa del mondo. Senza più nulla da perdere, Jesse si rimette in marcia un’ultima volta, per chiudere il cerchio e questa sanguinosa parentesi della sua vita, in un racconto che ci mostra il continuo alternarsi tra il presente e il passato, a volerci far capire come l’ex-collega di Heisenberg si sia trasformato. Uno straordinario evolversi degli eventi, dove regia, fotografia e sceneggiatura non fanno altro che farci tornare alla mente una delle più belle serie TV di tutti i tempi.

Se non fosse per i cambiamenti fisici di alcuni attori, per i quali il tempo che scorre si fa sentire, sembrerebbe che El Camino sia stato girato proprio poco dopo il finale della quinta stagione di Breaking Bad. Ogni minimo dettaglio è ricostruito con cura, gli attesi cameo di alcuni celebri e non personaggi della serie non solo fanno piacere ma aiutano a costruire e ricostruire il Jesse Pinkman che vuole abbandonare tutto e tutti, per trovare finalmente un po’ di pace. Non mancano sorprese, ma è straordinario osservare come queste siano tutte perfettamente pianificate, e posizionate in modo tale da costruire un senso ordinato del racconto e della progressione. Del resto, Gilligan è sempre stato coerente e fedele al suo stile, e qui non è da meno.

El Camino è un racconto intimo, una storia forse della quale pensavamo di non aver bisogno. E invece ne avevamo. La grandiosa chiusura di Breaking Bad non imponeva per forza un addio ai suoi grandi interpreti, e questa ne è la prova. Un personaggio come Jesse aveva ancora parecchio da dire, a se stesso e a coloro che gli sono sempre stati vicino in qualche modo. Chissà se in futuro Gilligan e la AMC decideranno di tornare, di nuovo, su uno dei prodotti televisivi più significativi di sempre, ora specialmente che la conclusione di Better Call Saul si avvicina sempre di più (la quinta stagione arriverà nel 2020, e a detta di varie fonti la serie si concluderà con una sesta stagione). Alcuni delicati pezzi della scacchiera sono ancora posizionati, senza però necessariamente dover essere tirati nuovamente in ballo. Ma a noi, per ora, va benissimo così.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.