Kevin Feige spiega perché non volle collaborare a The Amazing Spider-Man 3

Di Andrea "Geo" Peroni
20 Dicembre 2021

Al momento, i fan si stanno godendo l’ultimo capitolo del Marvel Cinematic Universe, Spider-Man: No Way Home, in questo momento nei cinema di tutto il mondo e che è risultato essere il terzo incasso più alto della storia nel primo weekend. Le edizioni home video, ancora senza data, sono inoltre già un best seller su Amazon.

Con l’uscita del film, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige e il suo team sono finalmente in grado di parlare di alcuni retroscena e segreti di questo film.

LEGGI ANCHE: Spider-Man: No Way Home, la recensione

Guardando indietro di alcuni anni e ripensando a prima dell’avvento di Tom Holland al fianco degli Avengers, la Sony Pictures era alla fine della loro corsa con il franchise di The Amazing Spider-Man con Andrew Garfield. Come vi abbiamo raccontato nella nostra speciale retrospettiva di tutti i film cancellati dedicati a Spider-Man, Sony aveva piani ambiziosi per il suo Arrampicamuri interpretato da Garfield, comprese le idee per un film dedicato ai Sinistri Sei le cui avvisaglie si facevano già sentire nel sequel del 2014, The Amazing Spider-Man 2.

Poco prima che Sony e Disney decidessero di portare Spider-Man nell’MCU, la major nipponica si stava preparando a sviluppare The Amazing Spider-Man 3 con Garfield, per il quale venne chiesto anche l’aiuto proprio del boss dei Marvel Studios Kevin Feige. I dettagli di quello strano e bizzarro incontro, che ha portato poi al secondo reboot di Spidey, sono stati discussi proprio da Feige in occasione del tour promozionale di No Way Home.

Norman Osborn (Chris Cooper) in The Amazing Spider-Man 2.

The Amazing Spider-Man 3, il film… del panino

Parlando con il New York Times, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige e l’esecutivo della Sony Amy Pascal hanno ripensato a come sono nate le loro prime idee per la collaborazione su The Amazing Spider-Man 3, di cui già conoscevamo alcuni retroscena grazie al famoso attacco hacker all’azienda giapponese nel 2014.

Dopo l’uscita di The Amazing Spider-Man 2 del 2014, che al botteghino non andò come sperato, Pascal ricorda di aver chiamato Feige per chiedere aiuto per il prossimo sequel, con un incontro che si concluse con il famoso lancio di un panino verso l’uomo che ha creato il Marvel Cinematic Universe:

Questa è la verità. Ho chiamato Kevin e ho detto: ‘Aiuto.’E poi è venuto nel mio ufficio per pranzo e ha detto: “So come aiutarti”. E poi gli ho tirato un panino.

Feige ha fatto seguito alle dichiarazioni della collega, dicendole che l’unico modo in cui poteva davvero aiutare Sony per il progetto era lasciare che se ne occupassero lui e i Marvel Studios:

Ha detto, ‘Voglio davvero che tu mi aiuti in questo prossimo film. Abbiamo queste grandi idee per il prossimo. È roba incredibile.’ E ho detto: “Non sono bravo in questo: dare consigli e andarmene. L’unico modo in cui so come aiutarti è se facciamo il film per te”.

Feige non aveva quindi una visione del futuro per il franchise di TASM, per il quale aveva già espresso forti dubbi in passato in alcune conversazioni private proprio con Pascal. Il boss del MCU non credeva che la saga si sarebbe risollevata dopo il flop del secondo capitolo, e per questo proponeva qualcosa di molto differente.

È a quel punto probabilmente che Pascal, fortemente contraria inizialmente a collaborare con i Marvel Studios, lanciò il famoso panino all’indirizzo di Feige, in quanto la produttrice storica del franchise credeva che The Amazing Spider-Man 3 avesse tutte le carte in regola per diventare un enorme successo – questo nonostante una trama quasi assurda, come potete leggere qui.

Poi è arrivata l’idea di Feige di far entrare Peter Parker nell’MCU sotto la guida e la guida di Tony Stark, che ha suscitato qualcosa anche nella produttrice. Una volta che l’idea ha iniziato a formarsi in modo più completo, il dirigente della Sony si è convinta del fatto che Marvel e Sony avevano di dare vita al personaggio in un modo nuovo, in particolare con una visione molto più moderna del personaggio:

E poi Kevin mi ha chiamato, è venuto a casa mia e ha detto: ‘Ho un’idea. E se Tony Stark facesse il costume di Peter?’ E non appena l’ha detto, ho capito le possibilità di quello che avremmo potuto fare insieme. Avere Iron Man e Spidey nello stesso mondo, uno radicato più nell’innovazione tecnologica – la nuova tuta – e meno nella sperimentazione medica, che è dove prima eravamo confinati, ci sentivamo molto più moderni. C’è voluto molto lavoro. Ma guarda solo i risultati. Abbastanza fantastico, vero?

Spider-Man: No Way Home non sarà l’ultima apparizione cinematografica di Tom Holland nei panni dell’iconico supereroe.Amy Pascal di Sony ha infatti confermato lo sviluppo di una nuova trilogia di Spider-Man nel MCU, ancora una volta in collaborazione con i Marvel Studios. Una notizia che i fan si aspettavano, specialmente dopo la scena post crediti di Venom: La furia di Carnage che ha lasciato intuire l’unione sempre più salda tra l’MCU e l’universo creato da Sony.

Ecco la sinossi del film:

Per la prima volta nella storia cinematografica di Spider-Man, viene rivelata l’identità del nostro amichevole eroe di quartiere, ponendo le sue responsabilità da supereroe in conflitto con la sua vita quotidiana e mettendo a rischio coloro a cui tiene di più. Quando chiede l’aiuto del Dottor Strange per ripristinare il suo segreto, l’incantesimo apre uno squarcio nel loro mondo, liberando i più potenti nemici mai affrontati da uno Spider-Man in qualsiasi universo. Ora Peter dovrà superare la sua più grande sfida, che non solo cambierà per sempre il suo futuro, ma anche quello del Multiverso.

Spider-Man: No Way Home sarà nuovamente diretto da Jon Watts, e uscirà nei cinema il 15 dicembre 2021. Il cast finora confermato comprende Tom Holland, Jacob Batalon, Benedict Cumberbatch, Zendaya, Jamie Foxx, Alfred Molina, Marisa Tomei, Thomas Haden Church, Rhys Ifans, Benedict Wong, JK Simmons, JB Smoove, Angourie Rice, Martin Starr, Tony Revolori, Hannibal Buress.

Fonte



Abbiamo parlato di: | |

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




Scrivi un commento