The Book of Boba Fett 1×01 – La recensione della nuova serie di Star Wars

Di Andrea "Geo" Peroni
29 Dicembre 2021

Boba Fett ne ha passate di tutte e di più. Ma davvero, non stiamo esagerando. Clone del grande cacciatore Jango Fett creato su Kamino, ha assistito da bambino alla traumatica morte del padre decapitato da un Jedi, ha presto intrapreso la carriera da cacciatore di taglie ripercorrendo le sue orme, ed è stato poi tragicamente (e perché no stupidamente, se ben ricordate la sequenza) fatto precipitare tra le fauci del mostro Sarlacc di Tatooine nel quale resterà intrappolato e verrà digerito per un migliaio di anni.

Questo almeno è quello che i fan di Star Wars che non si sono appassionati all’enorme (e ormai antiquato) universo Legends sapevano, ma da poco più di un anno il celebre bounty hunter della Galassia è tornato in azione. Lo abbiamo visto nella seconda stagione di The Mandalorian, dove Temuera Morrison ha ripreso il ruolo di Boba (in realtà in passato ha interpretato Jango e i suoi cloni, ma appunto anche Boba è un clone, dunque…), ed è bastato poco a Lucasfilm, notando il successo riscosso da questo apprezzato ritorno, per dare il via libera a una serie spin-off dedicata interamente a lui.

The Book of Boba Fett ha debuttato oggi su Disney+ con un primo, intenso episodio. Il mandaloriano, in compagnia di Fennec Shand (Ming-Na Wen), è riuscito a ribaltare le gerarchie dei poteri mafiosi di Tatooine, prendendo il posto di Bib Fortuna come nuovo “hutt” del desertico pianeta. L’introduzione a questa “seconda parte” della storia di Boba, dopo la caduta dell’Impero, non è pregna di particolari spunti per il futuro o indizi che ci facciano capire dove andrà la storia. Questo Capitolo 1 si dedica infatti a raccontare il passato, a prendersi tutto il tempo che serve per narrare le gesta di quello che è a tutti gli effetti un sopravvissuto e che ha dovuto lottare con le unghie e con i denti per riuscire a tornare lì dove voleva, in una posizione di potere.

Sebbene esistano alcune sequenze ambientate nel presente della serie, successiva agli eventi della seconda stagione di The Mandalorian (siamo, per avere un riferimento nella timeline di Star Wars, tra gli episodi VI e VII della Saga Skywalker), l’episodio si concentra sul faticoso percorso di Boba dopo essere riuscito a sfuggire alle viscere di Sarlacc, lottando tra la vita e la morte su un pianeta già di per sé poco ospitale e ricco di pericoli tra predoni e creature selvatiche, dovendo di fatto ripartire da zero.

Sarà interessante, se non abbiamo male interpretato come verrà gestito The Book of Boba Fett, continuare a seguire questo parallelismo tra il cacciatore che deve rinascere, per così dire, e quello che vuole imporsi. Tra l’uomo che vuole sopravvivere, e quello che vuole prendersi la rivalsa in un pianeta le cui posizioni di potere sono ormai vuote. Il buon Morrison, nonostante abbia superato la soglia dei 60 anni, si dimostra l’uomo giusto per farlo, non senza disdegnare intense sequenze di azione che mettono in mostra tutta l’esperienza di Boba. Esperienza che solo questa serie, e The Mandalorian ovviamente, stanno mettendo in risalto.



Abbiamo parlato di:

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




Scrivi un commento