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1348 Ex Voto | Recensione

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1348 Ex Voto nasce dalla passione di quindici sviluppatori. La passione, tuttavia, non sempre basta a dar vita a un’opera pregevole.

Il videogioco di Sedleo pubblicato da Dear Villagers è un esperimento interessante, che risulta tuttavia funestato da ombre pestilenziali non solo nella storia che racconta, ma anche a livello di giocabilità.

Scopriamo insieme pregi e difetti di questa avventura cavalleresca nella nostra recensione, come sempre, priva di spoiler.

Versione provata: PlayStation 5

Le animazioni facciali di 1348 Ex Voto andrebbero rifinite

L’ambizione di dar vita a un mondo crudele, realistico e ricco di pathos

Un “Ex Voto” (da latino, “secondo la promessa fatta”) rappresenta una preziosa offerta a Dio o a un santo. Si tratta di una forma di devozione profonda e popolare, una testimonianza di fede. Nel caso del titolo di Sedleo, l’Ex Voto appartiene a Bianca, una delle due protagoniste del gioco (badate, non ci sono altri personaggi degni di nota in 1348).

Bianca è in procinto di dare inizio alla sua vita in convento, anche se fatica ad accettare il suo destino da suora. Il legame con l’amica Aeta è forte: Bianca ammira Aeta, che è stata allevata come un uomo e sa tirar di spada.

Le vite delle due giovani donne vengono sconvolte in seguito a una razzia. Durante il saccheggio, Bianca viene rapita e di lei non resta che il suo stemma, l’Ex Voto. Aeta giura quindi di ritrovare l’amica, e dà inizio al suo viaggio. Mettiamo subito da parte le polemiche: il “woke” non c’entra nulla in questa storia, ed è l’ultimo dei problemi di questo videogioco.

Tutto inizia con una cittadina saccheggiata…

Il gioco di Sedleo si ispira a un periodo ben preciso della storia italiana, il 1348: ci troviamo nel pieno proliferare della peste nera, che cambierà il volto dell’Europa per sempre. In tal senso, il gioco vuole essere accurato e portarci a viaggiare per le lande della Toscana (Tuscia) proprio in quest’epoca bellicosa e funesta, tra briganti, mercenari e fanatici religiosi. Peccato che il doppiaggio sia solo in inglese, fatto salvo per qualche intercalare dialettale che ci ha strappato più che altro una risata, ma non ha particolarmente contribuito a farci immergere nello scenario narrato.

Allo stesso modo, 1348 Ex Voto si propone come un titolo d’atmosfera, con una storia densa di pathos e dilemmi morali, sulla falsariga di altri videogiochi narrativi come The Last of Us o A Plague Tale. Peccato però non riesca in alcun modo a mettere in piedi una storia credibile o interessante. Il titolo ha una durata molto contenuta (circa 7 ore). Le due protagoniste sembrano ben caratterizzate all’inizio, ma poi non hanno tempo per venire approfondite nel loro carattere e nella loro evoluzione. Si arriva al finale con un pugno di mosche in mano.

Durante il viaggio emerge più di una volta l’intenzione degli sviluppatori di dar vita a scene drammatiche, ma i monologhi dei pochi personaggi appaiono vuoti e generici, così come le animazioni facciali grezze ed esagerate, assolutamente non all’altezza della narrazione. Molto buona invece risulta l’interpretazione delle doppiatrici Alby Baldwin (Aeta) e Jennifer English (Bianca). Per il resto, il concept aveva del potenziale, che però risulta inespresso in una trama poco credibile, frammentata, dimenticabile.

La trama di 1348 Ex Voto vi lascerà perplessi, nonostante alcune scene dal particolare pathos

Viaggiare nel 1348, tra paesaggi suggestivi e solitudine

Aeta è un personaggio interessante sulla carta, che però non ha spazio per emergere. Da sola, si ritrova a sbaragliare qualsiasi nemico le si pari di fronte lungo la via, semplicemente con la sovrannaturale forza della sua lama e della sua determinazione. La narrazione perde ben presto di credibilità, anche se il mondo che la circonda punta invece al realismo.

Tra borghi desolati, boschi, ruscelletti, cascate, castelli e chiesette, l’elemento di 1348 Ex Voto che più ci ha convinti è l’impatto visivo. L’illuminazione del gioco è pregevole, così come l’arrivo in una nuova area. I paesaggi, soprattutto quelli ad ampio respiro, sono d’impatto. Gli interni sono accurati, ricchi di oggetti e d’atmosfera. I capitoli risultano scollegati tra loro (semplicemente spawniamo in una nuova area), ma comunque i cambi di location sono soddisfacenti e vari.

L’impatto visivo di 1348 Ex Voto è pregevole

L’esplorazione è un elemento importante in Ex Voto: permette infatti di trovare accessori e pergamene utili al potenziamento del nostro personaggio, nuovi pezzi della spada con vari bonus, nonché del cibo per ripristinare la salute di Aeta. È divertente esplorare anfratti e strade alternative, anche se il gioco è molto lineare e si snoda in IX capitoli brevi. Il level design non ci ha del tutto convinti: ci si ritrova spesso spaesati, disorientati: difficile comprendere quale sia la via principale e quali invece le strade secondarie. Aeta non può aprire porte, non supera bassi cespugli, talvolta incespica, altre volte si arrampica. Può spingere casse e carretti, saltare, nient’altro.

Come dicevamo, l’impatto visivo è pregevole, tuttavia le mappe risultano vuote e prive di vita. Lungo la via, incontreremo solo nemici da sgominare, a volte soli, a volte in gruppi fin troppo nutriti. Il centro del gameplay di 1348 Ex Voto è il combat system.

L’esplorazione è importante per potenziare Aeta e donarle nuove abilità e accessori

Combattere per la giustizia e per i propri ideali: ma a che prezzo

Il fine giustifica i mezzi? Questo è il dilemma morale che fa da fil rouge alla vicenda. Allo stesso modo, dovremmo chiederci: arrivare alla fine di 1348 Ex Voto vale davvero tutta questa fatica?

Basta guardare le statistiche dei trofei per rendersi conto che, per ora, pochi videogiocatori hanno perseguito il loro giuramento con tanta determinazione. Il titolo è legnoso e ripetitivo fin dalle prime battute, e peggiora raggiungendo picchi fastidiosissimi in certi frangenti, in corrispondenza del boss mid-game in particolare, o di aree con continuo spawnare di nuovi nemici.

Il combattimento è lento e funestato da un comparto tecnico grezzo e non all’altezza. Possiamo brandire la nostra spada a una mano o a due mani, possiamo schivare, parare e, se sblocchiamo l’apposita abilità, dedicarci a un rischiosissimo parry. I tasti da utilizzare sono fondamentalmente due e tutto sta al tempismo. O a quanto siamo fortunati.

Le battaglie sono lente e poco soddisfacenti: l’obiettivo è ridurre al minimo la “stamina” del nemico per poi assestargli qualche colpo e ripetere la tiritera fino ad abbatterlo definitivamente. Significa mandare a segno pochissimi colpi per battaglia, in quanto i nemici per lo più parano e hanno un tracking davvero fenomenale. In particolare per i boss, questo sistema si traduce in un combat system ripetitivo e noioso.

Il combat system di 1348 Ex Voto è ripetitivo e lento

La telecamera è nostra nemica: non possiamo lockare un nemico in particolare, ma Aeta dirigerà le sue azioni abbastanza arbitrariamente tra i vari contendenti. Peccato che spesso ci troveremo ad affrontarne numerosi tutti insieme, con cambi repentini di visuale e perdita del lock sul nemico che avevamo quasi sfinito. Inoltre, il gioco è affetto da diversi bug che bloccano Aeta e muri invisibili fastidiosi (uno in particolare ci ha costretti a battere due nemici restando fermi e lontani, aspettando pazientemente che fossero loro ad avvicinarsi).

Oltre a risultare davvero inverosimile (una ragazzetta, per quanto addestrata, abbatte da sola decine di nemici in armatura!), il combattimento non è nemmeno divertente e potrebbe scoraggiare i più a completare l’avventura, seppur breve.

Infine, il comparto audio è anch’esso inficiato da bug: mixaggio non efficiente, dialoghi inudibili, sottofondo che scompare o proprio non presente in alcune scene clou.

5
Riassunto

1348 Ex Voto è un esperimento mal riuscito. Il concept è interessante, ma il suo potenziale è totalmente inespresso. In conclusione, è un videogioco fastidioso da giocare e dalla trama trascurabile (e trascurata). I bei paesaggi e l’illuminazione suggestiva non bastano a sostenere il titolo, grezzo e poco a fuoco, nonostante certi momenti caratterizzati da una buona resa scenica.

Pro
Paesaggi e illuminazione suggestivi C’è del pathos in alcune cutscenes Concept interessante, anche se il suo potenziale è inespresso
Contro
Combat system ripetitivo e noioso Comparto tecnico non all’altezza Trama dimenticabile e poco a fuoco
  • Valutazione5
Scritto da
Chiara Ferrè

Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme. Cerco campi di battaglia, magici cappelli, lucertoloni volanti. Ho una penna e non ho paura di usarla.

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