5 videogiochi che sono quasi diventati un film, ma che non ce l’hanno fatta

Di Andrea "Geo" Peroni
2 Febbraio 2021

Videogiochi e film, un binomio che, nonostante tutta la buona volontà degli addetti ai lavori, nella stragrande maggioranza dei casi non funziona. Di esperimenti riusciti ne abbiamo avuti, è vero (citiamo Prince of Persia: Le sabbie del tempo anche se è un adattamento abbastanza particolare, Pokémon: Detective Pikachu o l’ultimo Tomb Raider che si rifà al reboot di Crystal Dynamics), ma la lista dei progetti che si sono rivelati essere un fallimento, per i più disparati motivi, è molto lunga: Super Mario Bros., Assassin’s Creed, DOOM, Far Cry, Resident Evil, Warcraft e così via.

Insomma, nonostante questi disastri, l’industria cinematografica non demorde, e negli anni ha continuato a dimostrarsi interessata alla trasposizione sul grande schermo di alcuni importanti franchise. Quello che forse non sapete è che non tutti i progetti hanno preso forma, e che anzi sono stati molti i videogiochi di cui Hollywood si è interessata ma che alla fine non sono mai riusciti ad arrivare in sala.

Oggi parleremo proprio di questo. Sulla scia della notizia che Kevin Hart sarà Roland nell’adattamento cinematografico di Borderlands, basato sull’omonima serie di Gearbox Software, abbiamo deciso di fare un tuffo nel mare dei progetti legati al mondo del cinema e dei videogiochi, e andare a caccia dei nomi più eclatanti che, nonostante le ottime premesse e una forte volontà da parte dei diretti interessati a completare il tutto, non sono mai riusciti ad approdare sul grande schermo.

Non parleremo, ve lo specifichiamo già, del film di Halo. L’amatissima serie FPS di Bungie e 343 Industries fu a un passo da diventare un kolossal di Hollywood curato da Peter Jackson (Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit) e Neil Blomkamp (District 9, Humandroid), ma la macchina produttiva si arrestò completamente per divergenze creative. E perché non ne parliamo, quindi, se anche questo è un film tratto da un videogioco che non vedremo mai? Perché il progetto cinematografico di Halo è stato trasformato in una serie TV che diventerà ben presto realtà. Almeno in questo, Halo ha trovato stabilità, a differenza di altri franchise. Stessa sorte, comunque, toccata anche a The Last of Us, che diventerà una serie TV per HBO.

Non dimenticate ovviamente di farci sapere altri eclatanti casi di videogiochi che stavano per diventare film, ma che alla fine non lo sono diventati!

PS: trovate lo speciale anche sotto forma di video cliccando qui!

The Legend of Spyro

Quando Vivendi, nel 2006, tenta il rilancio dell’ex-mascotte di PlayStation con The Legend of Spyro: A New Beginning, iniziano anche i contatti con altri colossi dell’intrattenimento per sfruttare il personaggio in altri lidi, più precisamente il cinema. Nel 2007 si concretizza questo nuovo step della vita di Spyro: i diritti di sfruttamento cinematografico vengono acquistati da The Animation Picture Company, che inizia poco dopo a collaborare con Universal Animation Studios e Wonderworld Studios per iniziare la produzione di The Legend of Spyro 3D. La storia del gioco avrebbe coperto probabilmente l’intera trilogia di The Legend of Spyro, ma su questo punto i dettagli non sono chiari.

Previsto per un’uscita a Natale 2009, a trilogia videoludica ormai conclusa, il film sarebbe stato diretto da Mark Dippe (Spawn, Pixel Perfect) e non avrebbe avuto alcun legame con la versione classica di Spyro. Con il rilancio di The Legend of Spyro, Vivendi prima e Activision poi – che acquistò la proprietà intellettuale nel 2008 – intendevano lasciarsi alle spalle lo Spyro ideato da Insomniac Games sulla prima PlayStation e dall’aspetto molto più infantile, in favore di un drago più sbarazzino, “adolescente” e che trattava anche temi più maturi rispetto a quelli a cui eravamo abituati in passato.

Rinviato ad aprile 2010, il progetto, all’inizio del 2009, venne poi definitivamente cancellato. Il motivo? Activision. Il colosso americano, come abbiamo detto, era da poco entrato in possesso dei diritti di Spyro, e nonostante la pubblicazione del terzo capitolo della nuova trilogia dovesse ancora avvenire, Activision aveva già deciso che The Legend of Spyro era un progetto morto e sepolto che non aveva saputo dare i frutti sperati. Per questo, anche il film venne annullato, con l’idea di cambiare nuovamente destinazione al draghetto viola che diventerà uno dei volti di punta di Skylanders.

Call of Duty

Nel novembre 2015, vi riportammo una enorme novità: Activision Blizzard aveva aperto la sua divisione cinematografica con l’intento di sviluppare una serie di prodotti per il cinema e la TV ispirati alle sue grandi proprietà intellettuali.

Queste erano le prime informazioni diffuse sui progetti del colosso americano:

La nuova divisione, chiamata Activision Blizzard Studios, che sarà guidata da Nick Van Dyke (ex esecutivo della Walt Disney Company, Pixar e Marvel), avrebbe già pianificato due importanti progetti: il primo sarebbe una serie TV animata dedicata all’universo degli Skylanders; il secondo, che sarebbe il progetto più ambizioso, prevede la nascita dell’Universo Cinematografico di Call of Duty.

Una grande notizia per tutti gli appassionati della serie, ma per avere le prime informazioni ufficiali in merito abbiamo dovuto attendere fino al febbraio 2018, quando venne svelato che Activision aveva trovato il regista per il film di Call of Duty: l’italiano Stefano Sollima, regista di Sicario: Soldado, Suburra e delle serie TV Romanzo Criminale e Gomorra. Alla sceneggiatura, insieme a Sollima, avrebbe lavorato Scott Silver, per dar vita a quello che sarebbe stato il primo progetto dell’universo cinematografico di COD sulla falsariga di quelli già attivi come il Marvel Cinematic Universe o il DC Extended Universe.

Poi, il silenzio più totale. Mentre i videogiochi continuavano nella tradizionale cadenza annuale, e la divisione televisiva partoriva la serie animata di Skylanders su Netflix, il film di Call of Duty scompare completamente dai radar e dalle dichiarazioni di Activision Blizzard, facendo parlare di sé solo per la presunta partecipazione al progetto di Chris Pine (Star Trek, Wonder Woman) e Tom Hardy (Peaky Blinders, Inception, Il cavaliere oscuro: il ritorno).

Poi, negli ultimi mesi, ecco che si torna a parlare del progetto, in termini ben poco felici: come ha riportato Sollima in un’intervista che risale a febbraio, nonostante la sceneggiatura fosse pronta da tempo, Activision Blizzard ha stoppato la produzione del film di Call of Duty. Il progetto, in poche parole, non rientra più nei piani del colosso americano.

half life gordon freeman

Half-Life

In realtà, c’è ben poco da dire sull’adattamento cinematografico di Half-Life, ma un nome di questo calibro merita una menzione.

Insomma, la produzione di Valve è conosciuta in probabilmente ogni angolo del globo, ed è riconosciuta non solo per la qualità del gioco ma anche per la grande evoluzione che è stata in grado di far compiere al genere sparatutto, con storie studiate e dal taglio cinematografico che poi ritroveremo in molti altri popolari brand come Call of Duty e Battlefield in futuro. E se un videogioco è sviluppato, di base, con una storia dal taglio cinematografico, è naturale che qualcuno si interessi a un potenziale adattamento per il grande schermo.

Questo qualcuno fu un certo J.J. Abrams, autore di Alias, Fringe e regista di Star Trek e Star Wars: Il risveglio della Forza. Nel 2013, durante il convegno annuale DICE, Abrams svelò che insieme a Gabe Newell era al lavoro non solo per un nuovo gioco della serie (forse Half-Life: Alyx, progetto per la VR uscito da pochi mesi) ma anche su un adattamento cinematografico di Half-Life. Non solo, perché sul tavolo delle trattative c’era pure una potenziale idea per un film di Portals, altra storica e conosciutissima serie di Valve.

In realtà, come ormai tristemente sappiamo, la compagnia di Newell non ha mai spinto l’acceleratore su questi progetti, e anche Abrams, che più volte ha ribadito l’intenzione di realizzare questi adattamenti, si è dedicato negli anni ad altri progetti. Un gran peccato, davvero, perché un universo narrativo come quello di Half Life sembra fatto apposta per una rappresentazione cinematografica.

Sly

Una storia molto curiosa, quella di Sly. Il ladro procione ideato da Sucker Punch per PS2 era stato protagonista di un’ottima trilogia, per poi sparire dai radar per alcuni anni. Nel 2012, poi, Sony prepara un tentativo di rilancio del brand, con un quarto capitolo (Sly Cooper: Ladri nel tempo, che uscirà l’anno successivo su PS3 e PS Vita) e non solo. Già in sviluppo da quell’anno, nel 2014 venne infatti annunciato un adattamento animato di Sly Cooper, per un progetto multifranchise messo in piedi da Sony Interactive Entertainment che voleva portare al cinema le sue IP come Heavenly Sword e Ratchet & Clank. Il film animato sembrava ormai certo, tanto che venne anche pubblicato un teaser trailer per annunciare l’iniziativa.

Previsto per il 2016, il film di Sly Cooper sarebbe stato diretto da Kevin Munroe (TMNT, Dylan Dog – Il film) e sviluppato da Rainmarker Studios era visto come un progetto davvero importante per Sony. L’allora senior marketing director dei giochi first party di SIE, Asad Qizilbash, affermò che la compagnia era semplicemente entusiasta alla prospettiva di vedere sul grande schermo Sly in un prodotto animato realizzato da Rainmaker, che avrebbe dato al pubblico la possibilità di riprendere confidenza con uno dei più celebri personaggi della scuderia Sony. A differenza dei film precedenti dello studio, in cel-shading così come la serie videoludica, il film animato sarebbe stato sviluppato interamente in computer grafica. Qualcosa, però, andò storto.

Proprio il 2016 fu un anno cruciale per il film di Sly Cooper. Munroe, che intanto aveva diretto l’adattamento di Ratchet & Clank, confidò che la produzione del film non era ancora partita, e che quindi un rinvio era praticamente scontato. Fu però proprio Ratchet & Clank a decretare l’annullamento del progetto di Sly. Il film dedicato al gioco di Insomniac Games fu un grosso flop al cinema per Sony, e per la stessa Rainmaker che fu costretta a rivedere tempistiche, budget, personale e molto altro ancora. Il progetto Sly Cooper subì numerose modifiche e ripensamenti, per poi, nel 2017, essere completamente abbandonato dallo studio d’animazione canadese. Al suo posto, Sony annunciò lo sviluppo di una serie TV realizzata da Technicolor Animation Productions di ben 52 episodi, con un debutto previsto per ottobre 2019. Ne avete sentito parlare? No, e infatti è molto probabile che anche questo progetto sia stato abbandonato.

BioShock

Dopo aver concluso i lavori sulla fortunate trilogia di Pirati dei Caraibi con La maledizione della Prima Luna, La maledizione del forziere fantasma e Ai confini del mondo, il regista Gore Verbinski inizia ad accarezzare un suo ambizioso progetto, l’adattamento cinematografico di un videogioco che lo aveva stregato: BioShock. Serie ideata da Ken Levine e dalla sua Irrational Games, nata come successore spirituale di System Shock, BioShock aveva catturato una grande fetta di pubblico per il suo inconfondibile stile e la grande ambientazione acquatica di Rapture City, una delle icone del franchise insieme al terrificante Big Daddy.

Il progetto sognato da Verbinski prese rapidamente piede: la Universal Pictures e Take-Two Interactive strinsero un accordo multimilionario per la realizzazione del film di BioShock (ed eventuali sequel), e la pre-produzione della pellicola iniziò. Per scrivere il film, insieme al regista di Pirati dei Caraibi, venne assunto John Logan, autore de Il Gladiatore, L’ultimo samurai e Sweeney Todd, con l’intento di preservare le atmosfere del gioco e mantenere un tono horror che da sempre ha caratterizzato le produzioni di BioShock. I lavori proseguirono a vele spiegate, fino a che, nel 2010, ecco che arriva un brusco stop. Universal taglia infatti il budget del film – la causa è da ricercare nel Rating R, che avrebbe privato il film di una notevole percentuale di incasso – e Verbinski, che non voleva ridimensionare il progetto né renderlo PG-13, decise di lasciare la regia di BioShock in favore di Juan Carlos Fresnadillo (Intacto, 28 settimane dopo) restando comunque come supervisore della pellicola.

Qualcosa, però, si era rotto nella macchina produttiva di BioShock, e a ciò che abbiamo già detto si unirono anche i contrasti tra il creatore della serie, Ken Levine, e Fresnadillo. L’insieme di tutti questi fattori costrinsero la Universal a bloccare del tutto la produzione del film, che, a quanto pare, era in stato avanzato: voci di corridoio affermavano infatti che le riprese di BioShock sarebbero iniziate di lì a poco. Ad oggi, il grande sogno di Gore Verbinski appare morto e sepolto, e lo stesso regista ha affermato più volte che questo film di BioShock rappresenta uno dei suoi più grandi rimpianti. Dobbiamo ricordare, però, che la Hollywood di oggi è molto diversa da quella di 10 anni fa. Anche i film rated-R, a differenza del passato, sono spesso oggetto di grandi successi, come dimostrano Joker, L’uomo invisibile e Deadpool. Forse anche per BioShock, quindi, le speranze potrebbero non essere perdute.

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