Final Fantasy VII Remake – Abbiamo provato la demo su PlayStation 4

Di Andrea "Geo" Peroni
4 Marzo 2020

Nel giorno che avrebbe preceduto il lancio del gioco se solo questo non fosse stato rinviato al 10 aprile, ecco che Square Enix mostra le carte in tavola. Leakata già a dicembre dello scorso anno, oggetto di rumor e indiscrezioni per mesi, arriva finalmente su PlayStation 4 la demo di Final Fantasy VII Remake. L’attesissimo Final Fantasy VII Remake, per essere più precisi, perché il gioco, già in precedenza, aveva conquistato l’interesse spropositato di una fetta enorme della community mondiale, tra chi è ancora legato al glorioso originale videogioco del 1997 e chi invece, vuoi perché più giovane oppure semplicemente perché più attratto da un gameplay rimesso completamente a nuovo, è rimasto catturato da Midgar e dalle sue atmosfere. E questa demo, completabile in circa 60 minuti, non fa altro che accentuare il desiderio che quel maledetto rinvio di un mese fosse soltanto un sogno. Del resto, oggi, 3 marzo, avremmo già potuto avere tra le mani il gioco. Tutto rimandato, purtroppo, ma se non altro la demo addolcisce l’amara pillola del rinvio.

Per fortuna, si tratta di una vera e propria versione di prova legata alle fasi iniziali del gioco, con tanto di tutorial esplicativi per i neofiti e non solo, poiché come saprete FF7 Remake dice addio alle meccaniche classiche del JRPG a turni come il suo predecessore e si lancia in uno sfrenato e straordinario gioco d’azione – da non confondere però con un action al 100%, ma ne parleremo tra poco. In ogni caso, spauracchio di una nuova Platinum Demo à la Final Fantasy XV, dove la versione di prova aveva quasi l’aspetto di una tech demo realizzata solo per dare un contentino ai fan, viene meno dopo i primi istanti dall’inizio del filmato introduttivo con tanto di sequenza che i fan storici del gioco conoscono a menadito: un treno sfreccia lungo i binari di Midgar, portando con sé non solo rifornimenti per la ShinRa ma anche l’inizio di un’epica avventura. Cloud Strife e Barret, due volti del gruppo rivoluzionario Avalanche, hanno una missione: sabotare il Reattore 1 della ShinRa, e fermare l’estrazione del prezioso Mako.

Poco importa, in questo momento, che una particolare sequenza della storia sia stata leggermente modificata. I puristi di Final Fantasy VII si sono detti molto delusi di questa scelta, come vi abbiamo raccontato qui, ma per conoscere le eventuali conseguenze di questa scelta dovremo attendere di avere tra le mani il gioco completo. Quel che possiamo valutare da questa demo, nient’altro che una versione estesa di quella che abbiamo già avuto modo di testare alla Milan Games Week 2019, è la solidità delle idee messe in campo e l’impatto generale che il gioco riesce a trasmettere, a dir poco sbalorditivo. Non è una novità: già in occasione della demo testata alla MGW 19, Final Fantasy VII Remake era stato in grado di stupirci, a partire da un comparto audiovisivo di straordinaria fattura. Graficamente, per il momento, ci troviamo di fronte ad una tra le massime espressioni di questa generazione, con un Unreal Engine 4 spremuto all’inverosimile e reso capace di restituire un colpo d’occhio davvero mozzafiato, una perfezione che giganteggia anche e soprattutto quando siamo impegnati in battaglia, quando giochi di luce ed effetti particellari lasciano a bocca aperta. Suoni e musiche, poi, fanno esattamente quello che dovrebbero fare: aiutare il giocatore ad immergersi a fondo nella situazione e nel mondo di gioco, rievocando peraltro melodie che conosciamo tutti molto bene. Sull’effetto nostalgia, naturalmente, Final Fantasy VII Remake gioca tantissimo, ma non per questo l’operazione è pigra, anzi. Se le premesse sono queste, ci troveremo di fronte ad uno dei più maestosi, ispirati e amorevoli remake mai visti fino ad oggi.

L’ora passata in compagnia della demo, giocata per la prima volta in Modalità Standard, conferma le impressioni già avute in passato e le dichiarazioni di Tetsuya Nomura, game director del remake. L’operazione di restauro di Final Fantasy VII non è stata quella di trasformare un cult degli anni ’90 in un gioco action che lascia la componente GDR in secondo piano. No, questo è un errore che Square Enix non vuole ripetere dopo Final Fantasy XV, da molti condannato proprio per questa superficialità nel trattare il concetto di ruolo e di personaggi nel party. Al di là di piccole differenze, Noctis e i suoi compagni di viaggio non avevano grandi differenze nell’approccio e nell’utilità in battaglia. Cloud e Barret, invece, non solo hanno capacità molto differenti tra loro, ma costringono anche il giocatore ad adattare il proprio stile a seconda della battaglia, sia essa contro i classici minion ShinRa, sia essa contro il boss conclusivo di questa versione di prova, il temibile Vigilante Scorpio. In una battaglia che a dire il vero è sembrata essere tirata un po’ troppo per le lunghe, Cloud e il suo prode compare dotato di un braccio-gatling giocano con il loro dualismo nell’affrontare il robot della ShinRa, che si destreggia su attacchi a corto, medio e lungo raggio ma che mostra di tanto in tanto punti deboli che il più adatto dei due deve essere pronto a colpire al momento giusto, tra chi è capace con un poderoso fendente di abbattere le difese del nemico e chi invece con un suo Fulgor può colpire duramente un rivale robotico.

Le uniche rimostranze di fronte ai numerosi combattimenti affrontati nel corso di questa demo vanno ricercate forse in una telecamera non sempre perfettamente funzionante, che fa finire fuori dall’inquadratura alcuni nemici oppure finisce, come nel caso della boss fight contro Vigilante Scorpio, col proporre una visuale angolata che impedisce una visione ottimale dell’azione. Piccoli dettagli che possono essere limati, ora che il gioco è in fase Gold e che gli sviluppatori hanno un mese o poco più per sistemare le imperfezioni. Oltre a questo, però, non sappiamo davvero quale altro difetto poter imputare a questa demo. Anche la Modalità Classica, una variante che strizza maggiormente l’occhio all’originale videogioco, sembra essere stata integrata in maniera intelligente. Per chi non lo sapesse, ecco in cosa consiste: nella modalità Classica non avremo il diretto controllo dei movimenti in battaglia di Cloud o degli altri personaggi, che attaccheranno, pareranno e schiveranno automaticamente, ma saremo in grado di influenzare l’evoluzione dello scontro tramite il menù dei comandi, che in quel caso funzionerà nello stesso modo della modalità Standard con barra ATB, oggetti, magie e così via. Per saperne di più su questo funzionamento, vi invitiamo nuovamente a leggere la nostra anteprima di Final Fantasy VII Remake in occasione della demo di MGW 19.

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  • Final fantasy VII remake narra la storia di un mondo caduto sotto il controllo della compagnia elettrica Shinra
  • Una reinterpretazione contemporanea della storia che esplora il suo mondo e i suoi personaggi

Nessun dubbio sul comparto grafico, inesistenti quelli relativi alla storia, per le incertezze sull’esplorazione, invece, dovremo forzatamente attendere il lancio del gioco. Final Fantasy VII Remake si è mostrato in una forma a dir poco smagliante, e quel 10 aprile, oggi, sembra lontanissimo. Ma quando arriverà, difficilmente resteremo delusi, se tutto ciò che abbiamo visto fino ad oggi prenderà forma nel videogioco che tutti si aspettano di trovare.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.