Developer di Stadia: “Gli streamer devono pagare per trasmettere”, Google prende le distanze

Di Andrea "Geo" Peroni
23 Ottobre 2020

Dichiarazioni sicuramente curiose, quelle di Alex Hutchinson, che hanno fatto discutere e dalle quali la stessa Google ha deciso di prendere le distanze.

Oggi, Alex Hutchinson, direttore creativo di Typhoon Studios (uno studio acquisito da Google lo scorso anno per lo sviluppo di nuovi videogiochi esclusivi su Stadia), ha espresso sul suo profilo Twitter un pensiero decisamente… curioso: in sostanza, lo sviluppatore afferma che gli streamer e creatori di contenuti su YouTube e Twitch dovrebbero pagare developer e publisher dei giochi che vogliono trasmettere

Il tweet arriva in particolare dopo l’ultima ondata di contenuti bloccati su Twitch e YouTube a causa dell’aggiornamento delle regole relative al copyright delle musiche, cosa che, stando ad Hutchinson, non dovrebbe preoccupare gli streamer che pretendono di trasmettere prodotti che in realtà non sono creati da loro:

Gli streamer preoccupati per i loro contenuti perché hanno usato musica per cui non hanno pagato dovrebbero essere più preoccupati dal fatto che stanno trasmettendo in streaming anche giochi per cui non hanno pagato. È tutto finito non appena gli editori decidono di applicarlo.

Successivamente, rincara ulteriormente la dose, arrivando proprio ad affermare che gli streamer dovrebbero pagare developer e publisher per trasmettere un gioco:

La verità è che gli streamer dovrebbero pagare gli sviluppatori e gli editori dei giochi che trasmettono in streaming. Dovrebbero acquistare una licenza come qualsiasi attività commerciale reale e pagare per il contenuto che utilizzano.

Inutile dire che il tweet ha generato parecchie polemiche e discussioni, che hanno coinvolto anche personalità del mondo dei videogiochi. Jason Schreier di Bloomberg, ad esempio, ha suggerito ad Hutchinson che le sue dichiarazioni potrebbero derivare dall’enorme divario salariale tra i dirigenti delle grandi aziende e i developer alle loro dipendenze, e che la questione delle royalties non è semplice come il capo di Typhoon Studios pensa.

Oltre ai numerosi utenti, anche Google stessa si è ritrovata a dover rispondere alla questione, decidendo di prendere nettamente le distanze dalle dichiarazioni di Hutchinson.

Una portavoce del colosso di Mountain View, parlando a 9to5Google, ha fatto sapere che le dichiarazioni di Hutchinson non riflettono il pensiero né della divisione Stadia, né di YouTube, né tantomeno dell’intera Google.

Anche Ryan Wyatt, di YouTube Gaming, ha espresso il suo pensiero, che è diametralmente opposto a quello di Hutchinson:

Crediamo che editori e creatori abbiano un meraviglioso rapporto simbiotico che ha permesso di creare un fiorente ecosistema. […] YT si concentra sulla creazione di valore per creatori, editori e utenti.

Cosa ne pensate di queste dichiarazioni?

Fonte

Hai Telegram? Clicca sull'icona per entrare nel canale


Abbiamo parlato di:

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




Scrivi un commento